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Il ritorno dei sensi Il Papa su Youtube. Il rigido autoritario appare insensibile, goffo, spento, quasi terrestre. Proprio non ci si aspetterebbe da lui che avesse qualcosa contro la vita, quella fatta di piacere, di divertimento. Alcuni non lo credevano nemmeno capace di andare online, nella società surreale dei folli, faceti, sciocchi video-zoticoni. Ma hanno sottovalutato la consapevolezza dell'immagine del Vaticano. Qui lo hanno sempre saputo: il potere sugli uomini non si acquista con argomenti e nemmeno tramite appelli alla morale. Bisogna impressionarli attraverso i sensi. Perché i fedeli cadono in ginocchio? Perché il Papa dice cose tanto belle? Perché appare così sontuoso, in una veste che ha il prezzo del peccato, è circondato da opere d'arte tra le più straordinarie e musica dei più grandi musicisti: la magnificenza è tale che non sembra nemmeno appartenere a questo mondo. Ecco che cosa attira i comuni mortali: lo straordinario, il meraviglioso. Ma tutto ciò noi vogliamo vederlo, sentirlo: non semplicemente comprenderlo.

 

Certe persone non lo capiscono. Naomi Wolf, ad esempio, la critica della febbre del consumismo generale. Ha tenuto una conferenza alla Washington University sul tema "La fine dell'America". È stata filmata da un videoamatore e diffusa su Youtube. In pochi giorni i clic sono stati 1'250'000. Per la Signora Wolf una "lezione scoraggiante"; è decisamente demoralizzata, perché le sue argomentazioni sottoforma di testo si sono limitate a raggiungere i soliti sospetti, solo un paio di migliaia di fedeli lettori; mentre la versione video è stato vista da un pubblico variopinto superiore al milione di persone. Persino dal benzinaio o nel salone per il trattamento delle unghie la Wolf ha dichiarato di imbattersi in persone che non hanno mai letto nulla di lei, ma che sostengono con passione le argomentazioni ascoltate su Youtube.
 
Che cosa può desiderare di più la Signora? Essere più "papale" del Papa stesso? A che scopo? La domanda di fondo non è: argomentazioni oppure video? Bensì: in che modo posso fare arrivare a destinazione al meglio il mio messaggio? Ecco una ricetta banale: commutare le teste in modalità di ricezione. Che cos'ha la testa? Facciamo sempre una distinzione fra testa e pancia. Ragione ed emozioni. Come se la testa corrispondesse al cervello. Ma la testa è la sede dei sensi: occhi, orecchie, naso, lingua. Tutto ciò che accade nella scatola cranica umana passa sempre attraverso i sensi.

 

Guardate Obama. Quanti altri avrebbero potuto dire fino all'ultimo giorno "Yes, we can" senza avere il benché minimo effetto! Obama non recita queste parole: le incarna. Vediamo la sua energica eleganza, la sua disponibilità a compiere il balzo: anche noi vogliamo identificarci un pochino con lui. Soltanto quando siamo avvolti in una dimensione sensorialmente vivida siamo in grado di percepire i messaggi e, tra l'altro: "Noi siamo coloro che stavamo aspettando." Che cosa sarebbe successo se Bush avesse pronunciato la stessa frase? Risata omerica…

 

Ludwig Hasler

 

Ludwig Hasler è uno dei più brillanti esponenti del giornalismo elvetico. Docente universitario di filosofia e teoria dei media, è stato membro della caporedazione della Weltwoche fino al 2001 e prima del "St. Galler Tagblatt". È noto anche per la sua pluriennale attività di colonnista  presso la rivista specializzata "Persönlich". Per Swisscom, Ludwig Hasler cura una rubrica mensile che tratta di ombre e luci della società dell'informazione. La rubrica rispecchia ovviamente i suoi punti di vista che possono divergere da quelli di Swisscom.



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