Twitter globale
Il drammaturgo tedesco Harald Müller amava provocare. Un esempio: "Dieci tedeschi sono più stupidi di cinque tedeschi". Ma perché qui si parla di provocazione? È tutto semplicemente vero. Anche dieci svizzeri messi assieme fanno più stupidate di cinque svizzeri.
Harald Müller è morto. Internet invece è vivo e vegeto. Una piattaforma che riunisce migliaia di persone. Mille persone sono quindi più stupide di dieci? O addirittura idiote?
Vediamo un po'. Qualcuno scrive un SMS: "Genitori rientrati dalle ferie. Mi avranno portato un regalo?". Lo inserisce in rete e qualsiasi persona può leggerlo. Ciò che è incomprensibile è perché si dovrebbe farlo; perché dunque diventare dei micro-blogger oppure, come si dice in gergo, degli adepti di Twitter.
I blogger classici condividono in rete i loro pensieri e le loro osservazioni, poco importa se sono cose interessanti o mere cavolate. I micro-blogger inviano SMS al mondo intero, urbi et orbi: ognuno diventa una sorta di "micro Papa", twitter.com sostituisce Piazza San Pietro. Il registro medio dei "gossipari" in rete è "sono seduto da cinque minuti al tavolo di un bar alla Bärenplatz di Berna e aspetto ancora una dannata birra" oppure "a New York sta smettendo di piovere, ma purtroppo il sole non è ancora apparso". Curiose trivialità insomma, pur sempre gratuite, fortunatamente limitate a 140 battute.
Ma la domanda veramente interessate rimasta ancora in sospeso è: perché rendere accessibile a tutti la propria routine quotidiana intrisa di trivialità e condividere il banale stato d'animo del momento? La risposta è fornita dal film d'animazione "Twitter in Plain English" diffuso su YouTube: le persone morirebbero dalla voglia di "condividere con altri il proprio tran tran", ma esiterebbero nell'inviare un'e-mail ai loro amici per raccontare loro "avvenimenti futili" del tipo "sto bevendo un caffè". Ebbene, la vita è fatta anche di queste misere sensazioni. Ecco, molto probabilmente, tutta la ragion d'essere di Twitter: stenografare la vita.
Lo scrittore Jorge Luis Borges racconta di un paese immaginario in cui i cartografi lavoravano incessantemente tanto da riuscire a creare una carta "grande come l'intero reame, grande a tal punto da ricoprirlo punto per punto". Una carta in scala 1:1. Che idea strampalata! Ma non per Twitter. Quale piattaforma del micro-blogging globale, essa copia con precisione il frastuono dell'umanità. È logico, ma insensato. In ogni caso nessuno diventa più intelligente.
Neppure più stupido? Non è proprio questa la domanda che ci preoccupa? Chi condivide con migliaia di sconosciuti ciò che sta facendo e le proprie sensazioni, è svitato.
Harald Müller ha ragione. Dieci persone sono più stupide di cinque. Mille sono idiote.
Ludwig Hasler
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