L’IT dalla presa di rete: la fine o l’inizio per il vostro reparto IT?Di Ralph Wieser, Senior Product Manager, Swisscom

L'outsourcing dell’IT va di moda. Anche le piccole aziende affidano sempre più spesso la propria IT a un partner. Stanno così cambiando il ruolo e i compiti del responsabile IT e stanno crescendo le esigenze che i Service Provider devono soddisfare.

L’outsourcing è sempre la risposta giusta? No, ma è un’alternativa interessante e con un futuro. La nostra esperienza mostra che le dimensioni dei reparti IT si riducono, mentre i vantaggi dell’IT sono in aumento. Allora, questo trend proseguirà finché presto non ci saranno più reparti IT interni alle aziende?

In effetti, alcuni clienti hanno già scelto questa via. La Lerch AG, ad esempio, ha smantellato il proprio reparto IT e ora fa gestire la propria ICT da un unico partner, cioè Swisscom. La Lerch ha assunto un Process Manager che analizza costantemente i processi operativi, li ottimizza e dirige lo sviluppo dell’IT tramite Swisscom.
 

L’IT dalla presa di rete

A spingere le soluzioni in outsourcing è il rapidissimo sviluppo di tecnologie come il Cloud Computing e la virtualizzazione. I servizi IT diventano così una vera e propria “Utility”, come l’elettricità e l’acqua. L’americano Nicolas G. Carr, nel suo libro The End of Corporate Computing, ha profetizzato un netto cambio di paradigma e la visione della “IT dalla presa di rete” è in parte già oggi realtà.

Non solo le grandi aziende, ma anche quelle piccole optano spesso per l’outsourcing. Hanno raggiunto una dimensione critica e riconoscono la necessità di un’IT gestita in modo professionale. Tuttavia, il personale informatico di buon livello è raro e i costi sono elevati e così, invece di creare un reparto proprio, cercano delle alternative. In molte aziende però ciò si traduce in elevato numero di fornitori e in ambiente IT fortemente eterogeneo.
 

Nuovi compiti per il cliente e il Provider

Quando le aziende esternalizzano la propria ICT si ha un’improvvisa ridistribuzione dei compiti tra cliente e Service Provider. Per il cliente il reporting relativo a fornitori, qualità e performance assume un'importanza del tutto nuova. Si tratta infatti di rendere visibile il contributo in termini di valore dell’ICT per l’azienda e i processi. Prima era invece un aspetto abbastanza secondario, dal momento che bisognava concentrarsi sulla gestione dell’IT.

Per il Service Provider, oltre al perfetto funzionamento dell’IT, diventa essenziale che vi sia una collaborazione trasparente con il cliente. Se, nel complesso mondo dell’ICT, si verificano spesso incidenti, ciò che conta è valutarli e risolverli di comune accordo con il cliente. Su questo punto a molti provider mancano i mezzi, gli strumenti e la mentalità per avere successo a lungo termine.
 

Da operatore a innovatore

Naturalmente non ha senso smantellare immediatamente il reparto IT esistente, perché sono necessarie alternative e un percorso di trasformazione. All’inizio di ogni cambiamento strategico c’è un’ampia rilevazione della situazione esistente: infrastruttura ICT, costi, requisiti e campi di azione. Effettuando l’analisi da un punto di vista puramente tecnico si giunge spesso a conclusioni errate. Le indicazioni migliori si ottengono in genere coinvolgendo gli utenti, ad esempio attraverso un sondaggio.

Infine, è necessario chiarire bene il ruolo dell'IT nell'azienda: si vuole semplicemente che funzioni in modo affidabile e a costi contenuti o in futuro dovrà supportare anche il modello di business, i processi e gli utenti? Se è così, ci si trova improvvisamente di fronte a una nuova sfida: trasformarsi da operatore in innovatore!

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Lavorate già senza un’IT propria? Come vedete la vostra IT fra 5 anni? Sarò lieto di ricevere le vostre esperienze, i vostri commenti o le vostre domande.

Creato il: 26.11.2010 | Categoria: ICT Trend, Management, Outsourcing | Tag: Infrastruttura IT, Management, Outsourcing, Trend ICT
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