Peter Wolf prova il cellulare a energia solare Samsung Blue Earth

Peter Wolf è responsabile del progetto Multimedia e redattore presso Ringier www.ringier.ch

Quando sono in viaggio, di solito mi innervosisco se il mio cellulare ha soltanto una tacca nella carica della batteria. Inizio così a guardarmi intorno, alla ricerca di qualcuno che possieda un laptop, con cui stringere rapidamente amicizia e a cui chiedere eventualmente in prestito un cavo USB per sfruttare l’alimentazione del laptop e ricaricare il telefono. Con il cellulare a energia solare Samsung Blue Earth questi problemi non ci sono. Finché all’orizzonte non si profila soltanto l’ombra nera della batteria scarica, ma c’è anche un po’ di luce, le celle solari sul retro del telefono possono riportarlo in vita.

Un’ora di luce durante il giorno è sufficiente per dieci minuti di conversazione o due ore di funzionamento in modalità standby (vedere http://swisscomnature.blueblog.ch/p180.html ). L’idea non è comunque che in futuro non si dovrà più portare con sé il caricabatterie in occasione di un viaggio, limitandosi a tenere accesa la luce della stanza d’albergo tutta la notte, per ricaricare così il telefono. Questo sarebbe contrario alla filosofia del riciclaggio e del risparmio energetico alla quale è improntato l’apparecchio. Il telefono vuole infatti sensibilizzare gli utenti alla tutela dell’ambiente: per poter sbloccare lo schermo, ad esempio, l’utente è prima costretto a spostare una lattina nel cestino o a chiudere il rubinetto aperto di un lavandino (entrambi visualizzati sullo schermo stesso). Un contapassi indica inoltre quanti grammi di emissioni CO2 vengono risparmiati o quanti alberi vengono salvati ogni volta che ci si sposta a piedi.

In un certo senso con il cellulare touchscreen si ha sempre la sensazione di avere tra le mani un piccolo iPhone. Al contrario del telefono Apple, però, questo apparecchio conferma ogni inserimento sul display con una piccola vibrazione , una sorta di feedback di benvenuto. L’immissione della password non costituisce un problema e il collegamento con reti W-LAN codificate è semplice e rapido . Alla lunga innervosisce il fatto che tutte le immissioni di testo devono avvenire come su una tastiera virtuale (quattro digitazioni per una «S», ad esempio). Ciò dipende dalle dimensioni ridotte. Su un display un po’ più ampio sarebbe stato possibile visualizzare una tastiera completa.

L’apparecchio comprende comunque molte delle funzioni che ci si aspetta di trovare in un moderno cellulare multimediale: sensore di movimento, videocamera, Google Maps, una radio . Lo schermo chiaro non offre purtroppo la funzione multitouch, anche se questo aspetto è stato aggirato in modo ingegnoso e intuitivo: per ingrandire una determinata sezione è sufficiente premere brevemente il dito sullo schermo e spostarsi verso l’alto; per ridurre una sezione la procedura è analoga, ma con spostamento verso il basso.

Anche se si potrebbe credere che sul cellulare ci siano Facebook, client MySpace o YouTube, si tratta purtroppo solo di link alle pagine web mobili dei rispettivi servizi.

Davvero eccezionale è invece la funzione di «riconoscimento musicale», che dopo soli 10 secondi di riproduzione di un brano qualsiasi ne indica il titolo. E questo con sorprendente precisione, persino con i miei gusti musicali alquanto particolari.

Tuttavia, per me la sorpresa più grande è stata scoprire di poter consultare in pochissimo tempo le mie e-mail di lavoro tramite Exchange ActiveSync .

Per ulteriori informazioni sul cellulare a energia solare Samsung Blue Earth: www.swisscom.ch

  • Valutazione:
  • 1 2 3 4 5

Scrivi commento

*Campi obbligatori