Intervista
Un nuovo studio sul comportamento comunicativo e sulla Life Balance
“Gli esseri umani hanno da sempre un grande bisogno di comunicare”
In questa intervista, la Dott.ssa Miriam Nido parla dei cambiamenti nel comportamento comunicativo, degli effetti sulla Life Balance e di come gestirli.
Signora Nido, lei ha collaborato all’elaborazione e valutazione dello studio Swisscom sulla Life Balance. Quali sono state le sue motivazioni e che rapporto ha lo studio con il suo campo di ricerca?
Il tema di un corretto equilibrio tra i diversi ambiti della vita (Life Domain Balance) è molto attuale e ci troviamo spesso confrontati con esso nel nostro lavoro di psicologi del lavoro e dell’organizzazione. Molte persone che svolgono una professione trovano sempre più difficile conciliare lavoro e vita privata. Il motivo va ricercato in svariati e complessi sviluppi di carattere tecnico e sociale. Strumenti come l’e-mail e il cellulare hanno modificato sostanzialmente il nostro comportamento comunicativo negli ultimi 20 anni, rendendo sempre meno netto il confine tra lavoro e vita privata. Chi non conosce qualcuno che continua a guardare il proprio Blackberry anche nel tempo libero? I motivi di questo tipo di comportamento sono molteplici e vanno da un grande impegno nel lavoro alla dimostrazione di uno status sociale. Nella mia dissertazione ho analizzato a fondo le condizioni per un impegno sano nel lavoro e sono arrivata alla conclusione che la capacità di prendere le distanze e di riposarsi a sufficienza hanno un ruolo importante, accanto a molti altri fattori.
In che misura, come lei ha già accennato, il comportamento comunicativo ha subito dei cambiamenti in seguito alle nuove possibilità offerte dalla tecnica?
Gli esseri umani hanno da sempre un grande bisogno di comunicare e di scambiare opinioni. Oggi questa interazione avviene sempre più tramite il telefono, Internet, lo scambio di e-mail e i social network come Facebook. Sia gli inviti, che addirittura le lettere d’amore solo raramente vengono ancora scritti sotto forma di vere e proprie lettere e pervengono al destinatario nell’arco di frazioni di secondo. Il progresso tecnologico ha sempre avuto un grande influsso sulla vita, il lavoro e la società nel suo complesso, basta pensare all’invenzione della macchina a vapore e alla successiva rivoluzione industriale. I computer e Internet hanno causato cambiamenti paragonabili a quelli per entità. Queste novità tecnologiche e le possibilità ad esse associate, modificano lo stile di vita perché ne causano un’accelerazione. Tale accelerazione e l’elevato grado di reperibilità garantito dalle nuove tecnologie influenzano notevolmente la vita privata e professionale.
Quale influsso hanno l’accelerazione dei ritmi e l’elevata reperibilità sulla vita privata e professionale di chi lavora?
I ritmi elevati dei giorni nostri, abbinati all’elevato grado di reperibilità, oltre a molti vantaggi comportano anche degli svantaggi per la vita privata e professionale. Esistono ad esempio influssi positivi e negativi, scientificamente rilevati, da un lato del lavoro sulla vita privata e, dall’altro lato, della vita privata sul lavoro. Un comportamento comunicativo modificato può comportare un’ulteriore intensificazione di tali influssi. Non stupisce che lo studio Swisscom sulla Life Balance abbia evidenziato che per il 78% delle persone che svolgono una professione è importante separare le ore dedicate al lavoro e al tempo libero e che il 12% ammette di fare fatica a conciliare il proprio orario di lavoro con gli impegni familiari e sociali.
Le diverse sfere della vita devono essere delimitate in modo più consapevole, sviluppando strategie per tenere sotto controllo l’accelerazione dei ritmi e l’enorme flusso di informazioni tipici dei nostri tempi. Anche quello delle continue interruzioni soprattutto durante il lavoro è un argomento molto sentito. È dimostrato infatti che interruzioni continue hanno conseguenze negative sulle prestazioni lavorative e sulla salute.
A quanto sembra, “stress” è una parola di moda. Nel 2010 la SECO ha commissionato uno studio al riguardo. Che influsso hanno i nuovi strumenti per la comunicazione come gli smartphone e i nuovi canali come Facebook sulla percezione dello stress di ogni individuo?
Stress è una parola di moda e lo è giustamente. Bisogna però distinguere tra ciò che si intende comunemente per stress e la definizione psicologica del termine. Se è vero che, nel senso più comune della parola, praticamente chiunque è “stressato”, lo “studio sullo stress” mostra che il 34% della popolazione svizzera si giudica cronicamente stressata (cioè spesso o molto spesso) e tra questi il 7% afferma di non riuscire a gestire lo stress o di riuscirci con molte difficoltà. Si tratta di valori elevati che sono confermati anche da altri studi. Nello “studio sullo stress” svolto nel 2000, la quota di lavoratori che si definivano cronicamente stressati era del 27% e quindi c’è stato un netto aumento di questo valore. L’OMS definisce lo stress addirittura il principale pericolo per la salute del 21° secolo. È dimostrato infatti che lo stress è in grado di compromettere il benessere e la salute dell’individuo. Come cause principali (stressori) vengono citati le interruzioni frequenti, il lavoro prolungato a ritmi elevati e la costante pressione delle scadenze. Ed ecco che siamo rapidamente tornati a parlare dei nuovi strumenti di comunicazione. Come già accennato, l’utilizzo di mezzi come Facebook, Twitter, ecc. modifica durevolmente il nostro comportamento comunicativo e informativo. Esistono già i primi studi al riguardo, ma non sono molto rappresentativi.
Circa un terzo delle persone che svolgono una professione hanno espresso il desiderio di una limitazione della reperibilità sia durante che dopo l’orario di lavoro. Un tool di questo tipo potrebbe avere effetti positivi sulla Life Balance?
Sarebbe senza dubbio una conseguenza auspicabile. A questo proposito è importante considerare alcuni punti. Il tool deve essere di facile utilizzo e deve permettere di definire chiaramente quali contatti devono essere bloccati tramite il filtro. Se si introduce una tecnologia di questo tipo in un’organizzazione, non bisogna naturalmente dimenticare di anticipare e ottimizzare insieme le implicazioni a livello di strutture, cultura interna e direzione. Oltre a un regolamento per l’utilizzo, è necessaria anche una comunicazione chiara delle aspettative riguardo all’utilizzo stesso.
Per finire, le chiedo una sua previsione. Come si evolverà il comportamento comunicativo nel prossimo futuro? Vede un trend chiaro?
Ci saranno nuove possibilità tecniche, sempre più sofisticate, che influenzeranno il comportamento comunicativo. Per questo diventerà sempre più importante indicare agli utenti strategie adeguate per gestire le nuove opportunità offerte dalla tecnologia. L’importante è che gli strumenti disponibili vengano utilizzati in modo “sano”. La tecnologia deve arricchire e facilitare la nostra vita e non dettarci cosa fare o farci ammalare.
La ringraziamo per l’interessante colloquio.
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