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Valore aggiunto senza confini
Signor Schaeppi, Signor Geldmacher, adeguare l'infrastruttura tecnica alle dinamiche della globalizzazione è al momento una delle maggiori sfide per i fornitori di servizi di telecomunicazione. Quali sono a vostro avviso le aree tematiche prioritarie al riguardo?
Urs Schaeppi: La globalizzazione è già una realtà. Oggi, si tratta soprattutto di viaggiare molto veloci con la minore quantità possibile di bagaglio. Al centro dell'interesse vi sono quindi la connettività e la banda larga da un lato e la scalabilità dei servizi quali Infrastructure as a Service (IaaS) o Software as a Service (SaaS) nonché soluzioni per una razionale gestione della spesa dall'altro.
Jan Geldmacher: Esatto. A seguito dell’internazionalizzazione dei mercati, le aziende operano in un ambiente dinamico e competitivo sempre più assoggettato a pressioni in termini di tempo e di costi. Inoltre, i loro dipendenti sono più mobili che mai e si trovano talvolta a collaborare in seno a team di progetto sparsi in tutto il mondo. Per questo i nostri clienti ci chiedono oggi infrastrutture di comunicazione flessibili e altamente professionali in grado di superare i confini nazionali come già fanno del resto in prima persona.
Urs Schaeppi: Le attese dei nostri clienti vanno ben oltre i semplici servizi di comunicazione. Dobbiamo generare un valore aggiunto chiaramente misurabile con i nostri servizi internazionali.
In che cosa deve consistere?
Jan Geldmacher: Nel risparmio sui costi grazie a sinergie opportunamente sfruttate, ad esempio. Per questo dobbiamo superare i confini tra il puro servizio di telecomunicazione e le classiche funzioni della IT. Oltre al trasporto tornano sempre più al centro dell'attenzione pertanto la protezione, la gestione e l'aggiornamento dei dati. Non dovendo i clienti occuparsi più direttamente di questi compiti, risparmiano in misura significativa sui costi per il personale con un conseguente sgravio anche in termini di budget per il proprio hardware.
Come possono le aziende di telecomunicazioni soddisfare queste esigenze?
Urs Schaeppi: Come spesso accade, le maggiori sfide rappresentano al tempo stesso le nostre maggiori opportunità. Oggi offriamo servizi che erano impensabili solo fino a pochi anni fa. Questi ultimi comprendono i servizi cloud per rapidi ampliamenti infrastrutturali quando necessario o soluzioni di sicurezza che spaziano dall’assessment fino ad arrivare ad un SOC (Security Operation Center) autonomo. Anche con i Managed Services o le soluzioni M2M (Machine to Machine) siamo al cuore delle catene di creazione di valore globale.
Jan Geldmacher: In questo contesto, è importante anche il nuovo turbo Internet LTE con cui le regioni rurali possono diventare il centro dei flussi internazionali di dati. È tuttavia chiaro che accanto ad una marcata flessibilità e alla volontà di trovare soluzioni specifiche per ogni singolo cliente sono anche importanti le partnership strategiche.
Laddove non possiamo essere presenti direttamente, puntiamo su partner nazionali forti: in Svizzera su Swisscom.
Quali sono i vantaggi concreti di tali alleanze per i clienti?
Jan Geldmacher: Beneficiano, ad esempio, di standard tecnici comuni, nonché della totale trasparenza dei costi grazie a procedimenti di roaming rigorosamente standardizzati.
Urs Schaeppi: Queste partnership consentono inoltre di ottimizzare l’intera catena di creazione del valore a beneficio dei nostri clienti. Iniziano con i gruppi d’acquisto internazionali, ad es. per telefoni cellulari o soluzioni software, e spaziano dallo sviluppo congiunto di prodotti e servizi fino ad abbracciare servizi a valore aggiunto transnazionali quali la gestione degli ordini o delle spese.
In questo modo vi assumete una grande responsabilità nei confronti dei clienti In che modo voi, come aziende di telecomunicazioni, vi assicurate di non sviluppare le vostre soluzioni software e hardware non tenendo conto del mercato?
Jan Geldmacher: Il coinvolgimento dei clienti assume al proposito una enorme importanza: nella società digitale l'interazione intelligente fra conoscenze è la chiave del successo aziendale. Negli incontri della riunione plenaria di Vodafone Enterprise o dei Customer Executive Board di Enterprise – entrambi circoli esclusivi in cui noi elaboriamo le strategie per il futuro con clienti premium – ogni volta vedo alzarsi faville. In questo quadro, siamo in grado di valutare le esigenze e le richieste dei nostri clienti commerciali in tempo reale e abbozzare assieme soluzioni ragionevoli sotto il profilo economico e in prospettiva.
Urs Schaeppi: Per questo i clienti da noi sono assistiti individualmente. Questo ci permette non solo lo scambio di informazioni in modo permanente, ma di ampliare anche il nostro know-how nel tempo. Inoltre la messa in campo di innovazioni è parte integrante del nostro servizio clienti. Questo non solo i nostri clienti se lo aspettano, ma in alcuni casi è anche previsto dal contratto. Sviluppiamo ad esempio workshop specifici assieme a professionisti del nostro laboratorio di idee "Swisscom Innovations". In occasione dell'appuntamento annuale "Swiss dialogue Arena" manteniamo un'interazione regolare con clienti e partner, e per finire, grazie a "Brain Gym", disponiamo di un laboratorio di idee aggiuntivo. Tutto questo non significa che ci limitiamo ad osservare le tendenze nazionali: a livello globale, siamo rappresentati con una succursale nella Silicon Valley.
Può citare un esempio di tali progetti innovativi?
Urs Schaeppi: Ad es. a proposito di «mobile payment», ossia al pagamento con lo smartphone, da tempo non si compiono passi significativi. Ma in collaborazione con alcuni banche, siamo riusciti a mettere a punto un'applicazione estremamente potente di commercio mobile, la quale ha il suo spazio di memoria sicuro nella SIM. A questo proposito puntiamo sulla cosiddetta Near Field Communication, uno standard wireless che è attivo solo nel raggio di pochi centimetri. Siamo pertanto riusciti a soddisfare i severi requisiti di identificazione univoca degli utenti come pure di transazioni di pagamento veloci e sicure.
Per essere precisi: Swisscom e Vodafone partecipano allo sviluppo dei modelli di business dei loro clienti?
Urs Schaeppi: Per Swisscom, la risposta è chiara ed è «sì». Noi partecipiamo allo sviluppo di modelli di business dei nostri clienti. In qualità di fornitore di ICT a tutto tondo, il nostro compito va ben oltre l'approntamento di soluzioni tecniche. I clienti possono attendersi che noi comprendiamo il loro settore, la loro attività in tutte le sue dinamiche, e che contribuiamo al suo ulteriore sviluppo. E anche nel contesto globale – cosa che riusciamo a fare grazie a collaborazioni come quella con Vodafone.
Jan Geldmacher: (Ride) Ma questo non significa che noi forniamo nel contempo anche la giusta idea per il business. Succede infatti che la maggior parte delle aziende sfrutta oggi le possibilità della moderna comunicazione in maniera molto intensa. Per alcune di esse, come i negozi on-line o i call center, ne rappresenta addirittura il core business. Qui è molto evidente che noi sfruttiamo appieno la nostra competenza di azienda di comunicazioni integrata in questo settore. Ma sicuramente è importante che si utilizzino correttamente le proprie forze e che si sappia quando proporre delle soluzioni, e quando acquistare competenze.
Il modello di collaborazione ha un futuro a suo parere? In conclusione, difficilmente un mercato è così fortemente caratterizzato da sviluppi tecnologici e relativi sconvolgimenti, come il mercato delle telecomunicazioni.
Jan Geldmacher: Noi non reagiamo quindi non appena si delinea una nuova tendenza, ma promuoviamo innovazioni noi stessi. Unire le forze con Swisscom è un buon esempio: fondamentalmente si tratta di una decisione strategica che va principalmente a beneficio dei nostri clienti. Perché crea una trasparenza dei costi, che è un elemento costitutivo dell'impegno internazionale di numerosi clienti di medie dimensioni. In tal modo apportiamo un contributo attivo allo sviluppo dei mercati del futuro, cosa che è possibile solo nel quadro di una collaborazione fra partner. In tal senso, questa collaborazione non solo ha un futuro, ma noi contribuiamo assieme a plasmare il futuro.
Urs Schaeppi: In futuro avremo bisogno di immettere prodotti e servizi più rapidamente sul mercato. A tale proposito sia per noi che per i nostri clienti acquisirà sempre maggiore importanza la domanda «make-or-buy». Attraverso alleanze come quella con Vodafone, siamo in grado di ottenere il massimo dalle nostre qualità e dalle competenze dei partner.
Quando telefonate e dati attraversano la frontiera, mutano tuttavia anche le condizioni quadro giuridiche e tecniche.
Come si conciliano a questo proposito due grandi aziende con diverse culture e tradizioni aziendali?
Jan Geldmacher: Le condizioni quadro riguardano non solo noi, ma anche i nostri concorrenti. Non dovremmo quindi vederle come uno svantaggio, bensì come una sfida. E per quanto riguarda la filosofia: Swisscom e Vodafone hanno molto in comune, specialmente nelle aree di innovazione e qualità del servizio.
Urs Schaeppi: Entrambe le società hanno in comune l'obiettivo di offrire ai propri clienti tutto da un'unica fonte anche nel contesto globale, come ad es. Service Level Agreement globali. Anche se alcuni requisiti legali e regolamentari possono dare luogo a discussioni. Il cliente non se ne accorgerà e non dovrà occuparsene. A questo proposito, la globalizzazione contribuisce, nel presente caso persino in via eccezionale, a semplificare i processi aziendali.
