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Più dati vuol dire più radiazioni?

La comunicazione mobile tra fatti e opinioni

Più dati vuol dire più radiazioni?

Il volume di dati trasmesso sulla rete mobile negli ultimi anni è raddoppiato in media ogni anno. Pare che sia anche aumentato esponenzialmente il modo in cui una membra dell’associazione «Schutz vor Strahlung» («Protezione dalle radiazioni») riesce a imporsi sul «Tagi».

Andreas Müller è responsabile per il rispetto del valore limite delle antenne di comunicazione mobile presso Swisscom.

18 agosto 2020

«La crescita esponenziale della trasmissione di dati equivale alla crescita esponenziale delle radiazioni.»

Citazione di una membra dell’associazione «Schutz vor Strahlung» («Protezione dalle radiazioni») sul Tages-Anzeiger

Il volume di dati trasmesso sulla rete mobile negli ultimi anni è raddoppiato in media ogni anno. Pare che sia anche aumentato esponenzialmente il modo in cui una membra dell’associazione «Schutz vor Strahlung» («Protezione dalle radiazioni») riesce a imporsi sul «Tagi».

 

Ogni anno si aggiunge la quantità dell’anno precedente. Il volume di dati mobili trasmessi negli ultimi 15 anni è aumentato di oltre 200 volte. 200 volte più dati: si tratta sicuramente di un aumento enorme. Ancora più impressionante è il fattore di cui è aumentata la velocità di trasmissione nello stesso periodo di tempo: oggi è possibile trasmettere i dati circa 20’000 volte più velocemente. Incredibile, vero? Anche una crescita annua dell’1% corrisponderebbe a un aumento esponenziale, anche se meno rapido.

 

Ma non è probabilmente quello che intendeva la donna con la sua critica nei confronti della comunicazione mobile che, invece, è giunta alla conclusione che l’enorme incremento di dati deve necessariamente avere come conseguenza l’enorme incremento lineare delle radiazioni. Invece che delle radiazioni si può parlare anche in termini meno allarmanti dell’esposizione ai campi elettromagnetici...

La linea rossa è sempre il valore limite dell’impianto

Riteniamo che 5 V/m sia il valore limite dell’impianto per la stragrande maggioranza delle antenne di comunicazione mobile nei luoghi in cui le persone sostano più a lungo. E questo vale anche per il 5G. Valori superiori non sono permessi in Svizzera e ciò viene controllato quotidianamente. A tale proposito, nella maggior parte degli altri paesi valgono, invece, le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità pari a 50 V/m.

 

Se le intensità di campo delle antenne di comunicazione mobile fossero aumentate dello stesso fattore 200 dell’aumento di dati, oggi avremmo a che fare con intensità di campo fino a 600-1000 V/m. Effettivamente sarebbe un valore preoccupante. Se un incremento esponenziale delle immissioni fosse riconducibile alle velocità di trasmissione aumentate enormemente, non saremmo seduti qui.

Intensità di campo lontane dalla realtà

Guardiamo al passato e continuiamo a calcolare: ai tempi del 2G a metà degli anni 90 le intensità di campo avrebbero dovuto corrispondere di conseguenza a valori infinitesimali, quali 20 mV/m (millivolt al metro) o, in riferimento ai dati 20’000 volte più veloci, ancora più bassi. Se la matematica non è un’opinione, questo calcolo non funziona. Già allora le antenne esaurivano in gran parte i 5 V/m. Facendo una stima approssimativa da allora ad oggi, un valore di intensità di campo dell’epoca di ad es. 3 V/m sarebbe aumentato di 200 volte o addirittura di 20’000 volte. Hmmm. Entrambi i casi sono molto lontani dalla realtà.

 

Per quanto riguarda il fattore 200, abbiamo già fatto il calcolo prima. Se prendiamo in considerazione ancora il riferimento alla velocità di trasmissione (fattore 20’000), otteniamo intensità di campo in cui per la tensione continua verrebbe già superata la tensione di ripartizione dielettrica dell’aria e potremmo osservare gli archi voltaici. Questo porterebbe a un temporale di una portata immensa e alla fine certa e immediata dell’umanità.

Codici intelligenti per meno radiazioni

No! I molti dati aggiuntivi possono essere gestiti con quasi lo stesso livello di immissioni di 15 anni fa, perché i tipi di modulazione (il modo in cui i segnali vengono trasmessi) sono diventati molto più sofisticati. Per ogni oscillazione in Hertz al secondo possono essere trasmessi più dati, perché i codici sono molto più precisi e anche le sensibilità dei dispositivi terminali come smartphone e tablet sono diventate molto più elevate. In tal modo anche segnali decisamente più deboli possono essere ricevuti bene. Infine anche la propagazione per cammini multipli e l’aggregazione delle bande di frequenza hanno un ruolo importante, motivo per cui per valori di intensità di campo praticamente costanti, oggi è disponibile molta più capacità senza filo. In poche parole, la tecnica di comunicazione mobile è migliorata enormemente.

 

Pertanto l’autrice della critica nei confronti della comunicazione mobile più tranquillizzarsi, la quantità di radiazioni è rimasta invariata negli anni e la sua affermazione rimane un’ipotesi azzardata che probabilmente anche i lettori riterranno come tale. La fisica è sempre fisica, in qualsiasi modo la si voglia interpretare.



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