Meta-navigazione

Swisscom nel mirino dell’iniziativa


Swisscom nel mirino dell’iniziativa

Il 5 giugno la Svizzera voterà in merito all’iniziativa “A favore del servizio pubblico”. Una vittoria dei “Sì” danneggerebbe Swisscom e ne scuoterebbe le fondamenta


Nessun parlamentare, nessun partito e nessun sindacato sostiene l’iniziativa popolare “A favore del servizio pubblico”, sulla quale si esprimerà l’elettorato svizzero il 5 giugno. L’iniziativa è stata presentata dall’editore delle riviste per i consumatori “K-Tipp”, “Saldo”, “Bon à savoir” e “Spendere meglio”, e limiterà notevolmente il raggio di azione di aziende quali La Posta, FFS e Swisscom.

Nel concreto, il provvedimento vieta di conseguire guadagni nel settore del servizio universale. Proibisce inoltre sovvenzioni trasversali all’interno dell’azienda. Infine, le retribuzioni offerte da Swisscom non dovrebbero superare quelle dell’Amministrazione federale.


L’obiettivo dei promotori:

  • Per tutte le imprese di proprietà della Confederazione:Divieto di conseguire guadagni per le prestazioni legate al servizio universale
  • Divieto di sovvenzioni trasversali per le prestazioni legate al servizio universale
  • Lo Stato non potrà perseguire interessi finanziari in questo settore
  • Le retribuzioni non potranno superare quelle dell’Amministrazione federale

 

Chi sono i promotori:

Konsumenteninfo SA, di proprietà dell’editore René Schumacher. Con riviste come K-Tipp, Saldo, Gesundheitstipp, Bon à savoir, Tout compte fait o Spendere meglio raggiunge fino a 2 milioni di svizzeri.


Gruppi che sostengono o osteggiano l’iniziativa:

Finora l’iniziativa non ha trovato alcun sostenitore. Anche i sindacati come Syndicom e Transfair e tutti i partiti politici e le organizzazioni dei consumatori sono dichiaratamente contrari. L’Associazione dei Comuni Svizzeri e il Gruppo svizzero per le regioni di montagna hanno assunto la guida del Comitato di opposizione.

 

Cosa ci aspetta nella campagna per le votazioni:

Swisscom è un’azienda quotata in borsa con migliaia di azionisti privati. Ma, dal momento che la Confederazione dispone della maggioranza legale del 50% + una azione, l’iniziativa riguarderebbe anche noi. Dovremo pertanto aspettarci un dibattito critico relativo al servizio pubblico, agli stipendi dei manager e alle attività di Swisscom al di fuori del proprio core business originario.

 

Cosa succederebbe se vincesse il SÌ:

Come per ogni iniziativa, si tratta di un articolo costituzionale. Ai fini dell’applicazione concreta, il Parlamento dovrebbe emanare una legge, il che potrebbe richiedere molti anni.

 

Swisscom paventa le seguenti conseguenze:

  • La fine della riuscita liberalizzazione del mercato delle telecomunicazioni, poiché la concorrenza ha bisogno dei guadagni
  • Tempi lunghi per l’applicazione: questo fattore crea incertezza in tutti gli operatori del mercato durante il processo di legislazione e spaventa gli investitori
  • Di fatto un diktat statale relativo ai prezzi per molte offerte
  • Una grande incertezza negli investitori
  • Un cattivo posizionamento nella competizione per acquisire i migliori talenti
  • L’azzeramento del capitale privato, ma anche pubblico, investito in Swisscom. Solo oggi il valore quotato in borsa di Swisscom è pari a circa 25 miliardi di CHF
  • il peggioramento del servizio pubblico, poiché molti nuovi servizi sono stati forniti volontariamente grazie alla pressione della concorrenza e finanziati con i guadagni conseguiti

 



Contatto

Avete domande per la nostra redazione? Contattateci.



piazzetta

Vi teniamo aggiornati tramite e-mail quattro volte all’anno.

Alla panoramica