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«Dobbiamo mettercela tutta.»


«Dobbiamo mettercela tutta.»

Mario Rossi, responsabile delle finanze, getta uno sguardo al contesto impegnativo


Nell’economia regna incertezza, la concorrenza si fa sentire. In poche parole: il vento è cambiato. Nella sua analisi, Mario Rossi, responsabile delle finanze, getta uno sguardo al contesto impegnativo. E spiega come funziona in concreto la riduzione dei costi.

Mario, riassumendo: sei soddisfatto dell’andamento del 2015?

Sebbene la concorrenza si sia fatta più agguerrita, complessivamente possiamo archiviare un esercizio positivo. Nella maggior parte delle divisioni operative siamo riusciti a soddisfare le aspettative. Fastweb ha registrato un andamento particolarmente favorevole raggiungendo tutti gli obiettivi. Tuttavia, gli accantonamenti per la multa di 186 milioni di franchi e il risultato del 4° trimestre incidono pesantemente sui risultati. Per la prima volta individuiamo tendenze negative: il fatturato della telefonia mobile è inferiore al previsto, il giro d’affari con la clientela privata ristagna e l’attività nel settore delle PMI è addirittura in calo. La crescente saturazione del mercato è più che evidente. E infine, sulla rete mobile, il numero di clienti che volta le spalle a Swisscom, è aumentato leggermente.

 

Dobbiamo prevedere che andrà avanti così?

Nel nostro business il fatturato dipende sensibilmente dalle tendenze, sia positive sia negative, e queste ci accompagneranno nel nuovo anno. Purtroppo è così.

 

Già da tempo metti in guardia da questo andamento.

Esatto. Conosciamo i tempi di reazione e quindi sapevamo che verso la fine dell’anno si sarebbe avvertita un’inversione di tendenza. Anche gli analisti esperti nel nostro mercato hanno constatato che in Svizzera la situazione diventerà più difficile per il leader di mercato, sia per motivi economici, ma anche a fronte dell’intensificazione della concorrenza. Dall’inizio della liberalizzazione la lotta competitiva non è mai stata nemmeno lontanamente così agguerrita come oggi.

 

Entro il 2020 Swisscom intende ridurre i costi annui di oltre 300 milioni di franchi. Puoi spiegarci come viene concretizzato questo obiettivo?

Ogni anno riduciamo gradualmente i costi in misura esponenziale: nell’anno in corso di 50 milioni, nel 2017 di ulteriori 75 milioni e dal 2018 al 2020 di altri 60 milioni all’anno. Pertanto, rispetto a oggi, dalla fine del 2020 risparmieremo ogni anno oltre 300 milioni di franchi.

Si tratta di una combinazione di varie misure di cui non tutte riducono immediatamente i costi. Purtroppo una di queste misure – la riduzione dell’organico – sarà inevitabile. Anche il consolidamento dei Call Center e progetti come One Field Service contribuiscono a ridurre i costi. Peraltro, solo la disattivazione di vecchie e costose tecnologie e il passaggio ad esempio a All IP ci permetterà di risparmiare oltre 100 milioni a medio termine. Come per tutte le misure finalizzate alla riduzione dei costi, è indispensabile pianificare con cura e successivamente passare alla realizzazione sistematica. Soltanto in questo modo è possibile sostenere questo genere di provvedimenti con la calma necessaria e partendo da una posizione di forza.

 

Con questa riduzione dei costi saremo pronti ad affrontare il futuro?

Certamente, mettendo in atto tutte le misure succitate: dobbiamo continuare ad orientarci alle esigenze dei clienti, essere innovativi e sorvegliare costantemente i costi. Questo non è uno scenario negativo; infatti si traduce nella concentrazione sull’essenziale, la semplificazione e lo snellimento delle procedure. La nuova organizzazione ha creato i requisiti a tale scopo.

 

Nel segmento dei clienti commerciali hai già dichiarato che la situazione è difficile. Uno dei motivi è il cosiddetto shock del franco?

Sicuramente non ha facilitato le cose poiché ha contribuito ad aumentare l’incertezza generalizzata nell’economia. E le incertezze, come ben sappiamo, sono deleterie per gli investimenti. I progetti vengono posticipati o i contratti rinegoziati. Se poi, come nel caso dei clienti commerciali, si aggiunge un concorrente come Sunrise a mettere a soqquadro il mercato, il contesto diventa oltremodo arduo. È quindi tanto più soddisfacente quando riusciamo a conquistare alcuni clienti della concorrenza come ad esempio il CERN.

 

Nel caso dei clienti privati, le defezioni dovrebbero essere attribuibili in particolare a Salt?

Dopo un esordio piuttosto infelice, dal terzo trimestre in poi l’operatore è diventato sempre più aggressivo ed è passato all’attacco soprattutto nel 4° trimestre quando a dicembre ha appositamente dimezzato i prezzi per gli utenti disposti a passare dalla sua parte. E ora, a inizio anno, ha preso di mira i giovani con un’offerta per 19 franchi. È difficile valutare il futuro sviluppo anche perché ai vertici di Salt ci sono stati numerosi avvicendamenti, CEO incluso. Inoltre, per quanto riguarda i clienti privati, non dobbiamo nemmeno trascurare UPC che ci ha sfidato soprattutto nel segmento mobile. Entrambe le imprese ci metteranno certamente a dura prova anche quest’anno.

 

Dopo queste tue delucidazioni siamo giunti alle prospettive. Oltre a quanto descritto poc’anzi, che cosa ci terrà occupati nel 2016?

Dobbiamo mettercela tutta. Nelle nostre prospettive presentate abbiamo dovuto rendere noto un calo del fatturato e un risultato d’esercizio più basso per il 2016. E questo malgrado la prevista riduzione dei costi pari a CHF 50 milioni. Sebbene questa circostanza sia anche attribuibile al ribasso dei prezzi di roaming, si tratta senza ombra di dubbio delle conseguenze dovute alla crescente pressione esercitata dalla concorrenza. Quest’anno non sarà facile per noi. Avremo successo soltanto se, oltre alla gestione dei costi, non perdiamo di vista i punti forti della nostra strategia: soddisfazione della clientela e affidabilità.


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