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Comunicato stampa

L'unbundling rovina la concorrenza e ostacola gli investimenti

24 aprile 2002

Con la decisione odierna, il Consiglio federale introduce ulteriori normative e approva un'ordinanza secondo cui l'offerta di linee affittate di Swisscom deve soggiacere al regime di interconnessione e l'azienda dovrà procedere all'ULL (Unbundling of the Local Loop). Swisscom deplora tale decisione che avrà ripercussioni sulla rete fissa delle quali non è ancora possibile intravedere la portata e si oppone con veemenza a ulteriori interventi normativi in settori già retti dal principio della concorrenza.

Secondo Swisscom, per regolare l'offerta delle linee affittate e introdurre l'obbligo dell'unbundling per i collegamenti degli utenti si impone un'analisi globale e affidabile del mercato svizzero delle telecomunicazioni e una revisione di legge che tengano conto di tutti gli aspetti giuridici ed economici rilevanti. Finora non si è tuttavia proceduto ai chiarimenti necessari, lasciando in sospeso importanti interrogativi.

Swisscom si oppone con veemenza tali ingerenze nel suo statuto giuridico, considerato inoltre che il Tribunale federale ha stabilito nell'ottobre 2001 che la vigente legge sulle telecomunicazioni non contiene nessuna base per imporre un obbligo di interconnessione per le linee affittate o l'unbundling dei collegamenti degli utenti. I regolamenti previsti dalle autorità sono paragonabili di fatto a un'espropriazione. Nell'interesse di tutti gli azionisti, Swisscom dovrebbe difendersi anche dal punto di vista giuridico, nel caso in cui decisioni in tal senso - come attualmente previsto - si dovessero fondare unicamente su una modificazione dell'ordinanza.

 

Contro l'adozione di ulteriori provvedimenti normativi si adducono motivi importanti.

In Svizzera i prezzi per le linee affittate sono competitivi e si posizionano nella media europea. Le prescrizioni sulla concorrenza contenute nella legge sui cartelli e la sorveglianza dei prezzi trovano inoltre applicazione anche nel settore delle telecomunicazioni. Una regolamentazione in questo campo è pertanto superflua. Swisscom con la sua offerta di linee affittate compete con altri gestori. Una regolamentazione unilaterale svantaggia Swisscom e rovina la concorrenza esistente. 
 
Per quanto concerne "l'ultimo miglio" Swisscom con la sua rete è già in concorrenza con altre infrastrutture come per esempio le reti via cavo. Ciò vale in particolare per i servizi a banda larga, fondamentali per lo sviluppo della società dell'informazione (p.es. un accesso più rapido a Internet), per i quali Swisscom con ADSL è in forte competizione con gli operatori di reti via cavo. Le esperienze raccolte in altri Paesi indicano inoltre chiaramente che l'unbundling non è uno strumento idoneo a garantire un approvvigionamento migliore e più conveniente. 
 
L'obbligo dell'unbundling soffoca l'interesse di Swisscom a effettuare investimenti, in particolare se il prezzo fissato è appena sufficiente a coprire le spese o addirittura non permette di coprire i costi. Appoggiandosi all'infrastruttura di Swisscom, gli offerenti alternativi potranno concentrare la loro offerta negli agglomerati e puntare ai clienti commerciali lucrativi a scapito delle regioni con meno insediamenti. Agevolando in via generale lo sviluppo della società svizzera dell'informazione, la soluzione attualmente in vigore tiene conto della disponibilità a investire di Swisscom e della copertura delle regioni rurali, periferiche e montane con una moderna infrastruttura di telecomunicazione. 

Berna, 24 aprile 2002
 

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