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Comunicato stampa

La liberalizzazione dell?ultimo miglio esige una revisione di legge

05 luglio 2002

Secondo Swisscom, per regolamentare l'offerta di linee noleggiate e imporre l'unbundling del collegamento d'utente è necessaria una revisione di legge. L'ordinamento previsto dalle autorità potrebbe essere paragonato di fatto a un'espropriazione. Inoltre, le esperienze raccolte in altri Paesi confermano che la regolamentazione ULL non ha prodotto effetti positivi. Negli USA, per esempio, la liberalizzazione introdotta nel 1996 si ripercuote negativamente sugli investimenti nel settore delle infrastrutture e le norme ULL sono attualmente sottoposte a una revisione.

Contro l'adozione di ulteriori provvedimenti normativi si adducono motivi importanti.

 
Per quanto concerne l'ultimo miglio, Swisscom con la sua rete è già in concorrenza con altre infrastrutture quali le reti via cavo. I clienti approfittano in particolare di prezzi vantaggiosi, inferiori alla media europea, soprattutto per quanto riguarda i servizi a banda larga (p.es. l'accesso rapido a internet), determinanti per l'evoluzione della società dell'informazione. In questo settore Swisscom con ADSL è in forte concorrenza con i gestori delle reti via cavo. Anche senza l'unbundling si è creata una concorrenza efficace che ha originato una feroce guerra dei prezzi e una penetrazione del mercato più elevata rispetto ad altri Paesi. La rapida crescita della richiesta registrata sul mercato della banda larga conferma il buon funzionamento della concorrenza. Le esperienze raccolte all'estero evidenziano del resto chiaramente che la liberalizzazione non costituisce uno strumento idoneo a garantire un approvvigionamento migliore e più conveniente 
 
L'obbligo alla liberalizzazione smorza l'interesse di Swisscom e di altri operatori per gli investimenti nel settore delle infrastrutture, soprattutto se i prezzi stabiliti coprono appena i costi o addirittura non li coprono affatto. I gestori alternativi opereranno scelte oculate, concentrando la loro offerta, basata sull'infrastruttura di Swisscom, sui centri urbani e sui clienti aziendali redditizi. Grazie a una moderna infrastruttura di telecomunicazione la situazione concorrenziale che regge attualmente l'ultimo miglio incoraggia per contro gli investimenti da parte di Swisscom e di altri operatori e, di riflesso, favorisce in via generale lo sviluppo della società svizzera dell'informazione. 
 
I prezzi delle linee noleggiate in Svizzera sono comprovatamente competitivi e si posizionano nella media europea. Le prescrizioni sulla concorrenza contenute nella legge sui cartelli e la sorveglianza dei prezzi trovano inoltre piena applicazione anche nel settore delle telecomunicazioni. Un'ulteriore regolamentazione è pertanto superflua. Con la sua offerta di linee noleggiate, Swisscom compete con altri gestori. Una regolamentazione unilaterale svantaggia Swisscom e rovina la concorrenza esistente. 
 

Le tre forme di unbundling proposte costituirebbero un'ingerenza nei diritti di proprietà e nella libertà economica di Swisscom.

Full access priverebbe completamente Swisscom dell'accesso alla clientela passata a un altro operatore. Si giungerebbe a una cessione fisica dei collegamenti d'utente alla concorrenza (affitto coatto), che potrebbe offrire tutti i servizi a banda normale (telefonia vocale) e a banda larga (trasmissione ad alta velocità di grandi quantità di dati). Dal punto di vista giuridico questo tipo di unbundling equivarrebbe a un'espropriazione materiale a favore di terzi. 
 
Line sharing prevede la separazione mediante uno splitter del traffico telefonico da quello dei dati prima della centrale di commutazione di Swisscom. L'azienda conserverebbe l'uso a banda normale del collegamento d'utente (telefonia), mentre sarebbe costretta a cedere alla concorrenza quello della banda larga. L'evoluzione tecnica (voice over IP) permetterà tuttavia in futuro di accedere ai tradizionali servizi telefonici anche tramite le frequenze a banda larga del collegamento d'utente. 
 
Bitstream access non costringerebbe Swisscom solo a cedere alla concorrenza l'uso della linea d'accesso ma addirittura l'obbligherebbe ad allestire, finanziare e affittare a prezzi regolamentati una connessione a banda larga alla concorrenza che potrà sottoporre un'offerta alla clientela finale. Questo ordinamento consentirebbe alla concorrenza di approfittare del valore aggiunto creato da Swisscom senza dover fornire una controprestazione adeguata alle condizioni del mercato. 
 

Berna, 5 luglio 2002
 
Swisscom, per regolamentare l'offerta di linee noleggiate e imporre l'unbundling del collegamento d'utente è necessaria una revisione di legge. L'ordinamento previsto dalle autorità potrebbe essere paragonato di fatto a un'espropriazione. Inoltre, le esperienze raccolte in altri Paesi confermano che la regolamentazione ULL non ha prodotto effetti positivi. Negli USA, per esempio, la liberalizzazione introdotta nel 1996 si ripercuote negativamente sugli investimenti nel settore delle infrastrutture e le norme ULL sono attualmente sottoposte a una revisione.

Contro l'adozione di ulteriori provvedimenti normativi si adducono motivi importanti.

  
 
Per quanto concerne l'ultimo miglio, Swisscom con la sua rete è già in concorrenza con altre infrastrutture quali le reti via cavo. I clienti approfittano in particolare di prezzi vantaggiosi, inferiori alla media europea, soprattutto per quanto riguarda i servizi a banda larga (p.es. l'accesso rapido a internet), determinanti per l'evoluzione della società dell'informazione. In questo settore Swisscom con ADSL è in forte concorrenza con i gestori delle reti via cavo. Anche senza l'unbundling si è creata una concorrenza efficace che ha originato una feroce guerra dei prezzi e una penetrazione del mercato più elevata rispetto ad altri Paesi. La rapida crescita della richiesta registrata sul mercato della banda larga conferma il buon funzionamento della concorrenza. Le esperienze raccolte all'estero evidenziano del resto chiaramente che la liberalizzazione non costituisce uno strumento idoneo a garantire un approvvigionamento migliore e più conveniente 
 
L'obbligo alla liberalizzazione smorza l'interesse di Swisscom e di altri operatori per gli investimenti nel settore delle infrastrutture, soprattutto se i prezzi stabiliti coprono appena i costi o addirittura non li coprono affatto. I gestori alternativi opereranno scelte oculate, concentrando la loro offerta, basata sull'infrastruttura di Swisscom, sui centri urbani e sui clienti aziendali redditizi. Grazie a una moderna infrastruttura di telecomunicazione la situazione concorrenziale che regge attualmente l'ultimo miglio incoraggia per contro gli investimenti da parte di Swisscom e di altri operatori e, di riflesso, favorisce in via generale lo sviluppo della società svizzera dell'informazione. 
 
I prezzi delle linee noleggiate in Svizzera sono comprovatamente competitivi e si posizionano nella media europea. Le prescrizioni sulla concorrenza contenute nella legge sui cartelli e la sorveglianza dei prezzi trovano inoltre piena applicazione anche nel settore delle telecomunicazioni. Un'ulteriore regolamentazione è pertanto superflua. Con la sua offerta di linee noleggiate, Swisscom compete con altri gestori. Una regolamentazione unilaterale svantaggia Swisscom e rovina la concorrenza esistente. 
 

Le tre forme di unbundling proposte costituirebbero un'ingerenza nei diritti di proprietà e nella libertà economica di Swisscom.

 
 
Full access priverebbe completamente Swisscom dell'accesso alla clientela passata a un altro operatore. Si giungerebbe a una cessione fisica dei collegamenti d'utente alla concorrenza (affitto coatto), che potrebbe offrire tutti i servizi a banda normale (telefonia vocale) e a banda larga (trasmissione ad alta velocità di grandi quantità di dati). Dal punto di vista giuridico questo tipo di unbundling equivarrebbe a un'espropriazione materiale a favore di terzi. 
 
Line sharing prevede la separazione mediante uno splitter del traffico telefonico da quello dei dati prima della centrale di commutazione di Swisscom. L'azienda conserverebbe l'uso a banda normale del collegamento d'utente (telefonia), mentre sarebbe costretta a cedere alla concorrenza quello della banda larga. L'evoluzione tecnica (voice over IP) permetterà tuttavia in futuro di accedere ai tradizionali servizi telefonici anche tramite le frequenze a banda larga del collegamento d'utente. 
 
Bitstream access non costringerebbe Swisscom solo a cedere alla concorrenza l'uso della linea d'accesso ma addirittura l'obbligherebbe ad allestire, finanziare e affittare a prezzi regolamentati una connessione a banda larga alla concorrenza che potrà sottoporre un'offerta alla clientela finale. Questo ordinamento consentirebbe alla concorrenza di approfittare del valore aggiunto creato da Swisscom senza dover fornire una controprestazione adeguata alle condizioni del mercato. 
 

Berna, 5 luglio 2002
 

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