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Comunicato stampa

Un'ulteriore regolamentazione altera il regime di concorrenza

07 ottobre 2004

Swisscom deplora la decisione del Consiglio nazionale di liberalizzare l'ultimo miglio di rete fissa in varie forme di ampia portata. In questo modo, infatti, si dà la priorità a un massiccio intervento dello Stato nel settore delle telecomunicazioni anziché a una libera concorrenza a livello di infrastrutture (come ad es. tra Swisscom e i gestori delle reti via cavo). La revisione della legge sulle telecomunicazioni verrà discussa tra qualche mese in seno al Consiglio degli Stati.

La liberalizzazione dell'ultimo miglio viene operata senza che fosse necessaria: ciò che conta nel campo delle telecomunicazioni svizzere, infatti, è la concorrenza. Come testimonia lo studio sull'ICT recentemente pubblicato in merito al mercato svizzero delle telecomunicazioni, la popolazione svizzera beneficia di un rapporto qualità-prezzo eccellente rispetto alla media europea.  Sul mercato di internet a banda larga, in Europa la Svizzera occupa una posizione di spicco in termini di utilizzo, alta qualità e prezzi ridotti, di cui ne approfittano in particolare anche le regioni periferiche. 

Questa buona posizione è da ricondurre soprattutto alla forte concorrenza, a livello di infrastrutture, tra Swisscom e i gestori delle reti via cavo. In questo scenario competitivo, gli ulteriori interventi da parte dello Stato risultano essere inutili e dannosi, dal momento che alterano il mercato e generano stimoli fasulli. Gli effetti negativi di una regolamentazione di ampia portata si sono evidenziati, ad esempio, negli Stati Uniti. In caso di liberalizzazione, Swisscom si accollerà da sola il rischio di eventuali investimenti nelle infrastrutture e correrà il pericolo che i concorrenti, che non investiranno di tasca loro, ne beneficeranno a tariffe regolamentate dallo Stato, agendo da "approfittatori".  Tutto ciò riduce l'incentivo di Swisscom a investire.

In data 7 ottobre, il Consiglio nazionale ha deciso di liberalizzare l'ultimo miglio dagli operatori che detengono una posizione dominante mediante varie regolamentazioni aggiuntive: i gestori alternativi riceveranno, oltre all'accesso totalmente liberalizzato al collegamento d'utente (Full Access), all'accesso alle canalizzazioni dei cavi e all'interconnessione per le linee noleggiate, anche l' accesso rapido bitstream (per due anni) e la possibilità di fatturare personalmente il collegamento d'utente. Per venire incontro alle aspettative politiche, a monte delle consultazioni in seno al Consiglio nazionale Swisscom ha proposto la completa liberalizzazione dell'ultimo miglio di collegamento domestico su cavo di rame (Full Access), benché ciò vada contro gli interessi aziendali di Swisscom.

Attuando un regime di liberalizzazione di ampia portata, il Consiglio nazionale dà la priorità a una regolamentazione interventista anziché a un maggiore assoggettamento del settore delle telecomunicazioni al diritto generale sulla concorrenza. Nota positiva: il Consiglio nazionale non ha seguito la proposta originaria della Commissione di estendere la regolamentazione ad altre tecnologie, come telefonia mobile e reti wireless a banda larga.

Successivamente alla decisione del Consiglio nazionale, il Consiglio degli Stati delibererà in merito alla legge nell'arco di alcuni mesi.

Berna, 7 ottobre 2004

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