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Comunicato stampa

Un'ulteriore regolamentazione ostacolerebbe gli investimenti in reti di telecomunicazione

12 maggio 2005

Non esiste un vero motivo che giustifichi l'estensione della regolamentazione. Come conseguenza dell'attuale concorrenza a livello di infrastrutture nel settore delle telecomunicazioni, la Svizzera raggiunge oggi una posizione europea di primo piano riguardante l'utilizzo di un accesso a internet a banda larga. Già oltre 40% delle economie domestiche dispone di un accesso rapido a internet via telefono o via cavo. La Società dell'informazione in Svizzera beneficia di un buon rapporto qualità-prezzo rispetto alla media europea nonché di una copertura molto elevata (ad es. nel caso di ADSL, oltre 98% delle economie domestiche dispone di tale servizio). Quest'ultima, unitamente all'alta qualità e a prezzi convenienti, favorisce anche le aree periferiche.

Lo sviluppo positivo degli ultimi anni è da ricondurre soprattutto alla forte concorrenza, a livello di infrastrutture, tra Swisscom e i gestori delle reti via cavo. Quali alternative per l'accesso a internet a banda larga attraverso la rete fissa esistono già offerte forfetarie interessanti, come ad esempio l'accesso tramite rete mobile UMTS e Wireless LAN (Hotspot). In questo scenario competitivo, gli ulteriori interventi da parte dello Stato risultano essere inutili e dannosi, dal momento che alterano il mercato e generano stimoli fasulli.

 

Esperienza negativa negli Stati Uniti: la liberalizzazione impedisce gli investimenti

Le conseguenze positive attese dalla regolamentazione della liberalizzazione in molti Paesi europei sono rimaste insoddisfatte anche dopo anni dall'introduzione della stessa. Inoltre, l'esperienza quasi decennale fatta negli Stati Uniti relativa a un regime di liberalizzazione di ampia portata, mostra che questo Paese ha perso la sua posizione di primo piano nel settore delle telecomunicazioni per quanto riguarda la diffusione di tecnologie a banda larga.

La riduzione degli investimenti da parte dei fornitori come conseguenza del regime di regolamentazione hanno indotto le autorità di regolamentazione americane a effettuare un'inversione di marcia. Per quanto riguarda l'ultimo miglio, l'originaria regolamentazione generale dell'accesso indipendente dalla tecnologia utilizzata è stata limitata alla liberalizzazione dei fili di rame (Full Access). La scelta indipendente della tecnologia utilizzata e l'accesso bitstream non sono quindi più previsti e per quanto concerne l'attenuazione della regolamentazione gli americani parlano di liberalizzazione.

 

I gestori corrono dei rischi e i concorrenti ne approfittano

In caso di liberalizzazione, l'attrattività degli investimenti per un fornitore di infrastrutture si riduce poiché quest'ultimo si accolla da solo il rischio di eventuali investimenti, ma corre il pericolo che i concorrenti possano beneficiare di tariffe regolamentate dallo Stato qualora il suo investimento abbia successo. Questo equivarrebbe ad avere un opzione gratuita su un investimento redditizio. Un obbligo di accesso indipendente dalla tecnologia utilizzata, che secondo la richiesta della Commissione dell'Assemblea federale potrebbe essere ancora ampliato a piacimento, comporterebbe oltre a un'incertezza giuridica il fatto che reti non ancora costruite o nuove possano essere regolamentate in qualsiasi momento. Vale a dire che tali reti dovrebbero essere messe a disposizioni di terzi a condizioni stabilite dallo Stato. Una simile regolamentazione interesserebbe sia le reti fisse che quelle di telefonia mobile. Condizioni quadro di questo tipo comportano l'impossibilità di ammortizzare le reti alle usuali condizioni di mercato.

Gli investitori saranno pertanto particolarmente prudenti quando si tratterà di costruire nuove reti. E persino i concorrenti, favoriti dalla regolamentazione, tenderanno a ridurre i loro investimenti visto che potranno beneficiare delle reti esistenti a condizioni stabilite dallo Stato. Invece di promuovere la concorrenza a livello di reti, una regolamentazione del genere porta a un indebolimento della stessa. E la decisione della Commissione del Consiglio degli Stati, di prevedere la possibilità di obbligo a investire nell'accesso a banda larga dopo una fase di tre anni, non cambierà nulla. Durante questa fase transitoria i beneficiari non sono tenuti a investire in nuove reti e, come lo dimostrano le esperienze fatte all'estero, non lo faranno. Una debole concorrenza a livello di infrastrutture riduce l'innovazione nell'ambito dell'introduzione di nuovi servizi (vedere ad es. la TV attraverso il cavo del telefono). Le conseguenze negative per coloro che operano sul mercato si ripercuotono sul mercato intero e sullo sviluppo della società dell'informazione. La Svizzera perderà così la sua attuale posizione di leader mondiale dell'infrastruttura di telecomunicazione.

Il Consiglio degli Stati discuterà la revisione della Legge sulle telecomunicazioni nella sessione di giugno.

Berna, 12 maggio 2005

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