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Comunicato stampa

Non occorre una revisione della Legge sulle telecomunicazioni

Berna, 27 ottobre 2011

Il Sorvegliante dei prezzi ha confrontato in una sintetica analisi le offerte Internet di rete fissa della Svizzera con quelle di quattro altri Paesi e chiede una celere revisione della Legge sulle telecomunicazioni. Il Consiglio federale ha tuttavia respinto circa un anno fa una revisione di questa legge dopo un approfondito studio dell’intero mercato delle telecomunicazioni. Swisscom è concorde con il Consiglio federale nel ritenere che questa revisione non è necessaria e pregiudicherebbe la sicurezza giuridica imprescindibile per gli investimenti.

Molti clienti del settore delle telecomunicazioni usufruiscono oggi di pacchetti di offerte combinate comprendenti telefonia tradizionale, Internet di rete fissa, televisione e telefonia di rete mobile. Nella sua analisi il Sorvegliante dei prezzi si limita invece a un raffronto del mercato svizzero dei servizi Internet di rete fissa con quello di quattro altri Paesi e richiede una celere revisione della Legge sulle telecomunicazioni.

 

Da raffronti compiuti da rinomati istituti emerge un quadro positivo della Svizzera

Da approfonditi studi di rinomati istituti internazionali emerge un quadro differente dei mercati della banda larga di rete fissa. Stando all’OCSE, in Svizzera i prezzi dei collegamenti a banda larga depurati del potere di acquisto si collocano nella fascia media. Altrettanto si può dire dei prezzi per singolo Mbit nel raffronto internazionale. Il Sorvegliante dei prezzi non tiene invece conto della parità di potere d’acquisto: a causa della debolezza dell’euro i confronti dei prezzi con il mercato svizzero risultano quindi particolarmente negativi.

Determinanti per i clienti in relazione all’accesso a Internet non sono le prestazioni offerte ma le larghezze di banda effettive che possono essere utilizzate. Un recente rapporto di Akamai dimostra che in base a questi indicatori la Svizzera si colloca in una posizione molto migliore rispetto ai Paesi confinanti.

Il raffronto compiuto dal Sorvegliante dei prezzi si concentra su un arco di tempo delimitato compreso fra marzo e aprile 2011, senza tenere conto del dinamismo del mercato: da allora Swisscom offre ai clienti larghezze di banda molto maggiori a prezzi invariati. Un’analisi approfondita mostra quindi quanto segue: considerando la copertura di prim’ordine, la buona qualità e i prezzi di costo relativamente elevati nel nostro Paese, il mercato svizzero della banda larga si posiziona bene nel confronto internazionale.

 

Interventi regolamentativi in considerazione delle quote di mercato sono uno stimolo sbagliato

Per i clienti del mercato delle telecomunicazioni il prezzo è solo uno degli elementi presi in considerazione per la decisione di acquisto: determinante è tutto un insieme di fattori tra cui le caratteristiche dell’offerta, la ricchezza dell’assortimento, la qualità e il grado di soddisfazione generale della clientela. Ciò emerge da vari studi. Anche il rapporto del Sorvegliante dei prezzi conferma che il settore svizzero delle telecomunicazioni è al vertice della classifica per quanto riguarda il grado di penetrazione del mercato (abbonamenti per singolo abitante) e al secondo posto per l’intensità della concorrenza a livello infrastrutturale.

In Svizzera vi è una forte concorrenza fra gestori di reti via cavo. Il rapporto del Sorvegliante dei prezzi critica invece l’elevata quota di mercato di Swisscom ritenendola uno dei motivi che renderebbero necessario un intervento sul mercato. Ma negli ultimi anni Swisscom ha investito molto nel servizio alla clientela: il 40% dei dipendenti di Swisscom lavora direttamente a contatto con la clientela e i sondaggi attestano il massimo grado di soddisfazione della clientela nei confronti dei servizi di Swisscom. In un simile contesto, interventi regolamentativi in considerazione delle quote di mercato dei vari operatori rappresentano uno stimolo sbagliato.

 

La richiesta del Sorvegliante dei prezzi è una voce fuori dal coro

In base a considerazioni parziali il Sorvegliante dei prezzi chiede una celere revisione della Legge sulle telecomunicazioni. Questo contrariamente al parere cui erano giunti nel settembre del 2010 il Consiglio federale e le commissioni competenti alla luce di analisi approfondite. La richiesta di revisione della legge non prende in debita considerazione gli elevati costi in Svizzera, in particolare per i salari e nel settore edile, le ripercussioni sul mercato della telefonia di rete fissa e mobile, le esigenze dei consumatori e il potenziamento della rete in fibra ottica. All’inizio del 2012 verrà inoltre pubblicato un rapporto supplementare del Consiglio federale. È sorprendente che il Sorvegliante dei prezzi agisca in anticipo rispetto ad altre autorità invece di attendere questo rapporto supplementare e porre in modo coordinato in un quadro d’insieme tutte le analisi dell’Amministrazione.

L’attuale Legge sulle telecomunicazioni ha effettivamente stimolato l’auspicata concorrenza nell’ambito delle reti nonché gli investimenti e l’ingresso sul mercato di nuovi attori (ad es. aziende elettriche). Swisscom condivide l’opinione del Consiglio federale secondo cui al momento non è necessaria alcuna revisione della Legge sulle telecomunicazioni.

 

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