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Libertà in Internet

Escluso il controllo statale di Internet nei regolamenti rielaborati dell’UIT.

Le reti e i servizi di telecomunicazione funzionano in tutto il mondo e sono ben accessibili. In apparenza sembra un fatto scontato, ma dietro vi è tutta una serie di regole emanate dall’Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT), un organismo dell’ONU. Per la prima volta dal 1988, in occasione della World Conference on International Telecommunications tenutasi nel 2012 a Dubai, la normativa è stata adeguata alle nuove condizioni. In particolare gli Stati Uniti e i Paesi europei si sono opposti a una più severa sorveglianza di Internet da parte dei singoli Stati (gestione di Internet). Continuerà quindi a essere garantita la libertà nello scambio di dati nella rete. Anche la sicurezza delle reti e i messaggi spazzatura, i cosiddetti SPAM, hanno suscitato accesi dibattiti.

 

Incontestata è stata invece l’introduzione di nuove disposizioni volte a migliorare l’accesso ai servizi di telecomunicazione nei Paesi in via di sviluppo e a garantire maggiore trasparenza nel roaming, una rivendicazione dei consumatori alla quale in Svizzera si è già dato seguito. È stata inoltre presentata una risoluzione che chiede l’attivazione di un numero di emergenza internazionale.

 

L’accordo è stato sottoscritto finora da 89 Paesi membri. La Svizzera, altri Paesi europei e gli USA non hanno (ancora) ratificato le nuove regolamentazioni e rimangono quindi assoggettati a quelle del 1988.