Smart City

Le città a lezione dalle api


Tutto diventa intelligente, grazie all’Internet delle cose e alla prossima tecnologia di telefonia mobile 5G. Ma l’high-tech è davvero la strada maestra per rendere le nostre città più intelligenti e organizzare la nostra convivenza futura? Oppure dovremmo prendere esempio dalla natura, ad esempio dal modo in cui le api convivono? Un colloquio con Stefan Metzger, Head of Smart City di Swisscom.


Testo: Michael Lieberherr, Immagini: Bruno Augsburger, pubblicato su Swisscom Magazine il 9 luglio 2018




Stefan Metzger, che cosa hanno in comune le api e le città intelligenti?


Le api hanno perfezionato la loro collaborazione, gestiscono le risorse in modo efficiente e utilizzano la loro infrastruttura nel migliore dei modi. Sotto molti punti di vista rappresentano un modello per città e comunità intelligenti. Un favo è l’esempio perfetto di come le api utilizzano la loro città. Ogni favo è multifunzionale, funge da magazzino per il nettare, da silos per il miele o da incubatrice.


Come si traduce tutto questo in un contesto di città intelligenti, di Smart City?


Nelle città il grosso delle infrastrutture è utilizzato male. Perché mai un negozio di abbigliamento non può trasformarsi di notte in una palestra di yoga per sfruttare meglio le capacità di un edificio? O ospitare corsi serali in un edificio di soli uffici? Secondo Avenir Suisse l’utilizzo medio dei posti a sedere nel trasporto ferroviario è solo del 30 percento, che diventa del 20 percento nel trasporto regionale. L’infrastruttura è calibrata soprattutto sui picchi di breve durata. Ad esempio, perché tutti gli scolari viaggiano durante le ore di punta?


Stefan Metzger, Head of Smart City di Swisscom.

Stefan Metzger, Head of Smart City di Swisscom.


Potrebbero cominciare più tardi, ma questo scombussolerebbe l’intera organizzazione del tempo libero dedicato allo sport, alla musica e alla cultura.


Proprio così. Gli scolari potrebbero iniziare le lezioni da casa online, e poi recarsi a scuola dopo le ore di punta. In questo modo potremmo abbattere i picchi di utenza. Oppure: risaniamo gli involucri edilizi con costosi programmi di sostegno, il che è certamente sensato dal punto di vista energetico. Eppure, che bilancio energetico avremmo aumentando lo sfruttamento degli edifici dal 40 all’80 percento, utilizzandoli in modo multifunzionale?


«Perché mai un negozio di abbigliamento non può trasformarsi di notte in una palestra di yoga per sfruttare meglio le capacità di un edificio?»


Stefan Metzger


Quindi il fulcro delle Smart City è essenzialmente l’efficienza? E la qualità della vita dove la mettiamo?


Niente paura, non ne risentirà. Anzi, le nostre città devono diventare più efficienti e rispettose delle risorse proprio per mantenere una qualità di vita elevata. La Svizzera si è da tempo sviluppata praticamente alla stessa stregua delle città, anche se non ci piace ammetterlo. Nelle città ci sono tante inefficienze: il tracollo del traffico commerciale nelle città dovuto all’incremento dei trasporti è solo una questione di tempo. Basta che il commercio online aumenti di qualche punto percentuale. Smart City aiuta a risolvere problemi del genere.


Smart City intende anche migliorare le condizioni di convivenza, garantendo a tutti di partecipare alla vita sociale. Che ne pensa?


In termini puramente demografici, l’invecchiamento della popolazione pone tutta una serie di sfide. A questo riguardo, una risposta interessante la fornisce il sistema di previdenza tempo di San Gallo: aiutare oggi per essere aiutati domani. Anche il progresso tecnico può essere fonte di esclusione. Tuttavia, se impiegata con accortezza, la tecnologia aiuta anche a semplificare la vita quotidiana. Swisscom Academy offre già da alcuni anni un contributo attivo in tal senso con i corsi per l’uso degli smartphone.


Le iniziative che puntano proprio su Smart City sono già molte numerose. Che cosa manca ancora?


Molte volte si tratta di iniziative isolate, avulse da un progetto di Smart City complessivo. Molto è imperniato su ipotesi, anziché su dati di fatto. Noi dobbiamo prima capire nei particolari come funziona una città, o i relativi processi. Un esempio: fino a poco tempo fa, in tutta la Svizzera c’era solo una manciata di sensori di CO2. Ormai però, grazie al progetto Carbosense, i sensori che trasmettono dati attraverso il Low Power Network di Swisscom sono oltre 300.


Concentrazione di CO nella città di Zurigo. Fonte: EMPA

Concentrazione di CO nella città di Zurigo. Fonte: EMPA



Quali sono i risultati di Carbosense?


I valori dei sensori ambientali del progetto Carbosense ci rivelano, ad esempio, in quali aree di Zurigo si riscontra un superamento di determinate soglie e come sono distribuite le concentrazioni di CO in tutta la città. Sinora si riteneva che l’inquinamento da CO fosse omogeneo e alimentato da alcuni fattori principali come traffico, industria e riscaldamento. Invece dalle simulazioni con modelli emerge un quadro totalmente diverso: la concentrazione di CO raggiunge i livelli più alti in corrispondenza dell’Hardbrücke, delle principali arterie di comunicazione e dell’aeroporto. Grazie all’high-tech possiamo calcolare questi modelli. La soluzione però può essere del tutto low-tech: creare spazi verdi sui tetti e lungo le arterie stradali.



Quindi una città è smart quando analisi intelligenti consentono soluzioni semplici?


Questa sarebbe una generalizzazione eccessiva. Tuttavia, molti modelli finiscono per non funzionare proprio perché puntano troppo sulla tecnologia e quindi su una prospettiva unilaterale. La tecnologia può essere la soluzione, ma non necessariamente. Da Swisscom abbiamo contribuito allo sviluppo del modello Human Smart City, per elaborare soluzioni olistiche.

Stefan Metzger

Nella funzione di Head of Smart City, Stefan Metzger è responsabile dal 1° marzo di quest’anno del programma Smart City di Swisscom. Precedentemente ha diretto il programma Smart-City e IoT che ha interessato tutta la Posta Svizzera, dove con il suo team ha costruito i ponti digitali e materiali tra città, abitanti ed economia. Stefan Metzger è laureato in ingegneria meccanica e gestionale. Vanta una pluriennale esperienza in R&S e nel management di innovazione, maturata a livello sia di start-up, sia di grandi aziende.


«I dati sono un fattore essenziale per convogliare elementi diversi in una soluzione Smart City.»


Stefan Metzger


Che cosa intende per soluzione olistica?


Significa abbinare cose diverse. Una soluzione di parcheggio intelligente è semplice da implementare. Tuttavia, che senso ha se i dati non confluiscono direttamente nel sistema di navigazione? Se non è poi possibile effettuare un pagamento elettronico? I dati sono un fattore essenziale per convogliare elementi diversi in una soluzione Smart City. I dati sono un fattore essenziale per convogliare elementi diversi in una soluzione Smart City. Con la loro divisione dei ruoli e il loro modo di comunicare, le api non fanno altro che registrare parametri ambientali, in modo da operare nell’interesse dell’intera colonia.



Quindi i residenti di una città devono mettere dati a disposizione?


Sì. Ad esempio i dati sul movimento dei ciclisti aiutano a individuare i percorsi principali, in modo da migliorare l’infrastruttura. A Montreux con la nostra Insights Platform (analisi di dati anonimizzati sui movimenti), abbiamo dimostrato che la pianificata galleria di circonvallazione non avrebbe portato all’auspicata decongestione del centro. Alla fine il comune ha rinunciato alla costruzione della galleria, risparmiando milioni.


Come vengono rilevati questi dati sugli spostamenti?


Durante il collegamento alla rete cellulare si generano profili di movimento che vengono aggregati in modo del tutto anonimo, così da non essere riconducibili a singole persone. Nel complesso, i profili di movimento forniscono informazioni molto chiare sull’andamento del traffico. Per gli urbanisti questa piattaforma è come passare dalla fotografia al formato video: per la prima volta possono seguire i flussi di traffico 24 ore su 24. Anche in questo caso vale il principio dell’high-tech come innesco di soluzioni low-tech. Un percorso alternativo potrebbe già risolvere molti problemi di traffico, senza bisogno di troppa tecnologia.


Le Smart City devono aggregare dati allo stesso modo

Stefan Metzger: «Le api aggregano informazioni a vantaggio dello sciame. Le Smart City devono aggregare dati allo stesso modo».


Dati e cittadini, non è una problematica un po’ delicata? Le Smart City ci sorvegliano?


Ogni cittadino ha il diritto di sapere a quale scopo vengono raccolti i suoi dati personali e come sono utilizzati. I suoi dati personali vanno tutelati. È quanto stabilisce anche il nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali. Naturalmente, in Asia esistono anche esempi che noi europei definiremmo uno Stato di polizia. Io sono convinto che i cittadini in una democrazia metterebbero i loro dati a disposizione secondo determinate modalità, se ciò rappresenta un valore aggiunto per la loro vita quotidiana.



Però le tante iniziative relative alla Smart City non si basano su dati, bensì su applicazioni concrete.


Sono dell’avviso che sia necessario innanzitutto elaborare una base fattuale. A livello mediatico, singole applicazioni, come i lampioni o i cassonetti della spazzatura intelligenti si vendono molto più facilmente. Tuttavia, si tratta per lo più di applicazioni sviluppate isolatamente, in grado di offrire solo soluzioni parziali. Invece, è essenziale creare una rete interconnessa di temi diversi e aggregarli. Per far questo è necessario evidenziare i nessi contestuali mediante i dati.



Quale ruolo può avere Swisscom a questo riguardo?


Grazie alla nostra infrastruttura e al nostro know-how in materia di ICT siamo in grado di mostrare determinate realtà alle città, offrendo loro una base decisionale. Allestiamo l’infrastruttura ICT per aggregare fatti fondati su dati, in modo da raggiungere gli obiettivi di una Smart City.



A che punto è la Svizzera in materia di Smart City?


Molte città hanno avviato una prima fase di sperimentazione. Però non possiamo ancora vantare esempi di Smart City all’altezza di Nizza, Helsinki o Darmstadt. Le città non devono fare tutte la stessa esperienza, quanto piuttosto sostenersi reciprocamente e organizzarsi.






Smart City e sostenibilità


Swisscom, una delle aziende più sostenibili d’Europa, punta anche su Smart City per raggiungere i suoi sei obiettivi di Corporate Responsibility entro il 2020.


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