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La strada per la collaborazione senza limiti





Rubrica: Pierre-Luc Marilley, Head of Workspace & Collaboration, Swisscom

La strada per la collaborazione senza limiti


La moderna tecnologia sostituisce la vicinanza fisica?


Computerworld,




Ricordo ancora bene il primo Blackberry. Era il 1999 quando questa “mora” ha dato il via a una nuova era della collaborazione. Per la prima volta si potevano gestire le email e coordinare gli appuntamenti anche in movimento. Ormai ci siamo abituati a non essere più legati a una postazione di lavoro fissa. Nulla dimostra meglio il cambio dei tempi di uno sguardo all’interno di un vagone del treno di mattina: notebook, tablet e smartphone sono ovunque. Si lavora alacremente alle email, si finalizzano le presentazioni o semplicemente si dà una rapida lettura alle notizie del giorno. Anche io sfrutto il tempo di viaggio in modo efficiente.


Questa istantanea del mattino presto chiarisce bene anche le pretese dei collaboratori nei confronti del datore di lavoro. Essi vogliono scegliere liberamente quando, dove e con quali dispositivi lavorare. La postazione di lavoro flessibile diviene sempre più importante perché la digitalizzazione e il cambio generazionale modificano pesantemente il business plan. Per me oggi è un’abitudine consolidata comunicare informazioni brevi ai miei colleghi via chat e partecipare a determinati meeting online o tramite videoconferenza. In questo modo elimino i viaggi avanti e indietro da una sede all’altra e posso impiegare diversamente il tempo guadagnato.


Sono sempre più numerosi i tool e le piattaforme per la collaborazione smart. Arricchita con la cosiddetta Augmented Reality, la quotidianità lavorativa diventa un’esperienza del tutto nuova. Ne è un esempio il Double Robotics; in parole povere si tratta di uno schermo dotato di ruote che mi permette di partecipare fisicamente a una riunione senza essere sul posto. Oppure gli occhiali olografici che ampliano la realtà con degli oggetti digitali. I confini tra uomo e tecnologia diventano sempre più labili. Ma questi tool sono solo oggetti promozionali o rappresentano effettivamente la prossima rivoluzione? Di certo li accomuna un aspetto: migliorano la collaborazione, ci danno la possibilità di scegliere con flessibilità il luogo di lavoro e incrementano la produttività. Tuttavia per vivere in concreto la filosofia Work Smart, non bastano le sole soluzioni tecniche. Nelle aziende deve avvenire un cambio culturale. Invece di spaccarsi la testa nel tentativo di scegliere il tool giusto, i dirigenti aziendali devono avere le idee chiare su come dovrà essere la collaborazione. Infatti solo se si ha una visione ben chiara si riesce a convincere i collaboratori in materia di comunicazione e collaborazione integrate in rete.


Pierre-Luc Marilley, Head of Workspace & Collaboration, Swisscom

Pierre-Luc Marilley è membro dell’amministrazione di Swisscom Enterprise Customer dove gestisce Solution Center Workspace & Collaboration. In questo ruolo egli è responsabile delle soluzioni di produttività e collaborazione con l’obiettivo di far collaborare meglio e con maggiore efficienza i clienti commerciali, i loro collaboratori e gli utenti finali. Il suo settore costituisce il Swisscom il Competence Center per le problematiche relative ai nuovi mondi lavorativi.



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