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Il PC e il laptop vanno in pensione





Ritratto: Thomas Vellacott, a capo del WWF Svizzera

«Il PC desktop e il laptop li ho mandati in pensione»


Com’è, essere lʼunico in azienda che ha ancora un ufficio proprio? Thomas Vellacott, a capo del WWF Svizzera, lo sa.


Claudia Bardola, febbraio




«Da quando abbiamo ristrutturato i nostri uffici della Hohlstrasse a Zurigo, ubicati in un ex magazzino soggetto a tutela monumentale, trasformandoli in un ambiente di ufficio aperto, io sono lʼunico della nostra organizzazione a disporre ancora di un ufficio separato. Tuttavia, dato che spesso sono in viaggio, il locale viene utilizzato in gran parte come sala riunioni, a disposizione di tutto il personale. Per questo nel mio ufficio ci sono pochi oggetti personali: a parte un piccolo cubo, uno scaffale libreria e dei panda in tutte le varianti possibili – che in quanto capo del WWF si ricevono immancabilmente in regalo – lʼufficio è piuttosto spoglio. Non ho bisogno né di cianfrusaglie, né di una parete piena di foto di famiglia. Non voglio essere un padre che sa solo dalle fotografie che aspetto hanno i suoi figli.


Se però gli altri collaboratori, che comunque dispongono di una scrivania fissa anche nellʼufficio open space, vogliono personalizzare la propria postazione con foto, oggettini e gatti sorridenti che fanno ciao, la cosa non mi disturba più di tanto. Lʼimportante è che si sentano a proprio agio e possano lavorare con concentrazione.


Io personalmente non ho più una scrivania vera e propria. Visto che il locale viene utilizzato per i meeting, il tavolo per le riunioni è più pratico. I miei processi di lavoro li ho comunque in gran parte virtualizzati. Il PC desktop e quello portatile non mi servono più. Il mio parco apparecchi è composto da smartphone, iPad e una smartpen che mi permette di digitalizzare immediatamente gli appunti. La carta la uso volentieri per gli appunti, ma altrimenti non mi serve molto. Da un lato è molto più semplice cercare un documento digitale che rovistare in una pila di carta e, dallʼaltro lato, posso elaborare bene le informazioni anche senza alberi abbattuti. Ai miei collaboratori a volte dà fastidio se chiedo tutti i documenti in formato elettronico, ma in questo modo sono mobile e ho con me tutto ciò che mi serve.


In effetti sono fuori per gran parte della giornata, dovendo partecipare a riunioni e incontri con aziende, rappresentanti dei media, altre organizzazioni ambientaliste o politici. Per controbilanciare tutte queste riunioni vado regolarmente a correre, preferibilmente nel bosco, per potermi sfogare un poʼ allʼaria aperta.


Anche per il resto cerco di organizzare la vita quotidiana in modo da essere il più possibile a contatto con la natura, ad esempio visitando progetti del WWF oppure, di tanto in tanto, facendo una breve immersione nella Limmat con i colleghi di lavoro durante la pausa pranzo.


«Il PC desktop e quello portatile non mi servono più. Il mio parco apparecchi è composto da smartphone, iPad e una smartpen che mi permette di digitalizzare immediatamente gli appunti.»


Uno stile di vita ecologico per me è importante anche nel tempo libero. Non possiedo unʼauto, utilizzo i mezzi pubblici e vado al lavoro in bicicletta. Cerco di evitare per quanto possibile i voli, ad esempio organizzando conferenze via Web. Sono vegetariano e la nostra casa è riscaldata con energia solare e legna. Nonostante ciò il mio stile di vita è ancora migliorabile. Ad appesantire il mio bilancio ecologico sono ancora oggi i viaggi in aereo, purtroppo inevitabili per incontri internazionali o per visitare progetti. Inoltre più volte allʼanno mi reco in Inghilterra a trovare la famiglia e gli amici. Per quanto possibile, cerco di andarci in treno. È vero che ci vuole più tempo, ma posso lavorare concentrandomi e durante la breve sosta a Parigi ho lʼoccasione di mangiare bene.»





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