Intervista con Jasmine Torfi, Head of Work Smart Coaching

Work Smart Coaching 

Work Smart unisce generazioni


Negli uffici di oggi lavorano fino a quattro generazioni, fianco a fianco. Jasmine Torfi, Head of Work Smart Coaching presso Swisscom, spiega nell’intervista tutto ciò che occorre tenere presente.


Pubblicato su Sedus Insights marzo 2018




Signora Torfi, quali sono i principali aspetti che occorre tenere presente nell’allestimento dell’ambiente di lavoro al fine di promuovere la collaborazione fra i diversi gruppi di età?


Sono rilevanti soprattutto due aspetti:

1. Riunire tutte le generazioni e fare in modo che insieme contribuiscano all’allestimento.

Nei locali le persone devono sentirsi come a casa. Devono potersi identificare con l’ambiente e sentirvisi bene. Ad esempio, dopo esserci accordati con il Facility Management, noi abbiamo arredato e allestito gli uffici personalmente con il nostro team di reparto. Abbiamo predisposto dei tavoli con delle rotelle per essere più flessibili, abbiamo tinteggiato le parti decorandole con lo spray, abbiamo utilizzato molto legno e montato delle tende. Sicuramente non è una cosa fattibile o utile con qualsiasi team, ma contribuisce notevolmente all’identificazione. Oggi questi nostri nuovi locali sono molto amati, perché non solo vengono usati volentieri da tutte le generazioni, ma anche dal Top Management.

2. Creare offerte e locali per diverse esigenze.

Per i clienti che assistiamo con il nostro Work Smart Coaching occorre soprattutto creare delle zione che favoriscano la comunicazione e facciano in modo che le persone possano conversare spontaneamente. Vengono così accorciate le vie di comunicazione e viene aumentata notevolmente la forza innovativa all’interno delle organizzazioni. Le zone collaborative vengono affiancate ad aree più tranquille, le cosiddette Silent Zones, nelle quali ci si può ritirare e lavorare concentrati.


Lei è cofondatrice del team Future Work Experience ed è responsabile del Work Smart Coaching presso Swisscom. Quali sono l’utilità e lo scopo di questo team e quale ruolo riveste nell’azienda?


In Swisscom abbiamo definito tre campi d’azione: Work Smart come contenuto di Swisscom, Product- and Service-Innovation e Work Smart Coaching. In ognuno di questi tre settori c’è un pilota responsabile e un copilota. Io sono personalmente responsabile del settore Work Smart Coaching. Il mio compito consiste nello stabilire e consolidare nuove forme di lavoro presso i nostri clienti. I locali, le tecnologie, la direzione e la cultura lavorativa sono i fattori principali. In Swisscom nel 2010 era già stata introdotta una nuova soluzione di comunicazione che collega tutte le persone e funge da propulsore per la trasformazione culturale. Ciò è stato accompagnato anche dall’eliminazione dei telefoni fissi. All’interno di Swisscom è stata lanciata una piattaforma di collaborazione con lo scopo di condividere conoscenze, assicurare trasparenza e imparare gli uni dagli altri. Possiamo riassumere questo progetto con le parole «Cultura Open Book». I primi successi nella nostra azienda si sono fatti notare anche dai nostri clienti. Abbiamo così iniziato a offrire Work Smart Coaching anche come servizio. Con il nostro team, fino a oggi abbiamo assistito oltre 70 aziende in questo processo. Nella terza area di compiti accompagniamo l’introduzione di nuove tecnologie che promuovono la collaborazione e la comunicazione. Le conoscenze acquisite dalle applicazioni riconfluiscono nell’azienda e ci aiutano a sviluppare ulteriormente le offerte.





Anche il cosiddetto «Reverse Mentoring» è stato sviluppato da Lei. Come funziona e come può riunire diverse generazioni?


Nel processo di Coaching sono coinvolti anche giovani collaboratori che aiutano i più anziani nell’utilizzo delle nuove tecnologie. Ad esempio, abbiamo prodotto dei video che insegnano in modo semplice come utilizzare gli strumenti di lavoro digitali. Anche gli aspetti culturali vengono trasmessi dalla generazione giovane in modo naturale e divertente.
Talvolta impieghiamo anche i collaboratori in loco in modo che siano di aiuto durante il lavoro e per l’utilizzo di nuove tecnologie. Indossano pullover rossi e sono quindi riconoscibili dalle persone che necessitano di aiuto al momento. È stato interessante riscontrare che nella generazione più anziana c’è grande disponibilità ad imparare dai più giovani ad utilizzare i nuovi dispositivi digitali. Lasciamo che la generazione giovane tenga conferenze sui nuovi metodi di lavoro e le affidiamo anche la responsabilità di dirigere progetti. Ad esempio, il responsabile del settore Workspace & Collaboration ha ricevuto per alcune settimane un Reverse Mentoring da uno dei nostri giovani collaboratori: uno ha spiegato come funziona Work Smart e l’altro ha illustrato come è strutturato un lavoro nel Management. Hanno così imparato l’uno dall’altro aiutandosi vicendevolmente a progredire.


Quali sono le maggiori sfide e opportunità di un ufficio multigenerazionale? Come gestite le diverse aspettative ed esigenze delle generazioni quando introducete i concetti di Work Smart?


Nella situazione attuale sono i collaboratori più anziani a cercare più spesso il contatto con il nostro team. A volte si ha paura che il loro lavoro possa essere svolto da giovani e che quindi possano perdere il posto. Siamo tuttavia convinti che ogni persona sia unica nel proprio campo. Osserviamo infatti che i collaboratori più anziani, ad esempio, possiedono notevoli capacità nel project management, mentre i giovani hanno una buona dimestichezza con le nuove tecnologie. Vogliamo promuovere queste diverse capacità e costruire su di esse, indipendentemente dall’età e dalla provenienza delle persone. In questo modo affidiamo ai collaboratori degli incarichi il più possibile in linea con le loro capacità. Oltre a tenere conto delle differenze, motiviamo i collaboratori a riconoscere e ad apprezzare le abilità degli altri. Creiamo così un clima di fiducia, nel quale le persone trovano il coraggio di abbattere le barriere e di sviluppare curiosità.


Quali provvedimenti sono necessari per fare in modo che tutte le generazioni ne traggano vantaggio e come potete contribuire a un benessere generale che venga percepito a livello intergenerazionale?


La Social Proof è il fattore decisivo. Nell’attuazione di Work Smart è di importanza enorme che questo progetto venga sostenuto, incentivato e anche vissuto dalla direzione. L’integrazione dei diversi settori aziendali come IT, HR, FM e comunicazione riveste un ruolo importante. Un altro aspetto da considerare è l’abilitazione (empowerment) e il trasferimento di responsabilità anche ai giovani collaboratori. Ultimamente è infatti accaduto che un CEO abbia incoraggiato una giovane collaboratrice a formulare insieme a lui la visione dell’azienda.

L’apertura al cambiamento e la disponibilità a ridefinire anche i ruoli dei giovani contribuiscono a un’integrazione verticale che schiude nuove prospettive e crea un ambiente in cui allontanarsi dal controllo per avvicinarsi alla fiducia e alla trasparenza. I locali adeguati offrono occasioni a persone di tutte le età di dialogare e di scambiarsi idee. Grazie a ciò si creano anche nuove comunità. In Swisscom abbiamo inoltre nel team anche una collaboratrice virtuale di nome «Smartina» che funge da riferimento e fornisce risposte e consigli sui nuovi metodi di lavoro.



«Work Smart incentiva lo spirito imprenditoriale.»



Jasmine Torfi

Head of Work Smart Coaching





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