Editoriale

«Work-Life-Balance? Work-Life-Bullshit!»

La separazione tra lavoro e vita privata è fuorviante. È il lavoro infatti a renderci ciò che siamo. Abbiamo bisogno di un buon lavoro che ci renda soddisfatti e realizzati. Per questo dobbiamo adattare il lavoro alle persone e non viceversa.

Thomas Vašek

Prima il lavoro, poi il piacere? Alcuni credono che la vera vita si svolga al di fuori del lavoro, ma si tratta di un equivoco. Il lavoro è una parte fondamentale della nostra vita. È molto più che una fastidiosa necessità per guadagnarci il sostentamento. Il lavoro fa emergere le nostre capacità, conferendoci unʼidentità e un riconoscimento e dando un senso alla nostra vita. È il lavoro a renderci ciò che siamo.

 

Le generazioni precedenti erano maggiormente disposte ad accettare un lavoro di bassa qualità per molti anni, rinviando le proprie esigenze. Oggi, soprattutto i giovani e la tanto evocata «generazione Y», si attendono invece piaceri e divertimento qui e adesso – a ragione per altro. Le aziende devono comprendere ora più che mai che solo chi sa offrire ai propri collaboratori un buon lavoro potrà avere buoni collaboratori, mantenendoli nel lungo periodo.

 

Le persone necessitano di un riconoscimento

Il lavoro non può essere ridotto alla semplice attività. Esso comprende invece un gran numero di rituali e routine, dalle telefonate e le e-mail, a riunioni e colloqui con i colleghi, fino ad arrivare alla chiacchierata davanti alla macchina del caffè. Un buon lavoro è molto più che un semplice «job». Solo prendendo sul serio la questione, possiamo riuscire a creare in azienda i presupposti per un buon lavoro, a cominciare dallʼambiente. Ambienti di ufficio moderni sono in grado di soddisfare le esigenze dei collaboratori.

Unʼatmosfera di lavoro improntata alla fiducia e alla cooperazione può essere più importante degli incentivi economici e contribuire in modo determinante allʼidentificazione dei collaboratori con la propria azienda e le proprie mansioni.

Non basta creare unʼatmosfera di benessere superficiale, ci sono molti altri aspetti. Il biliardino o una parete per le arrampicate in ufficio servono a poco se i collaboratori non hanno il tempo di sfruttare queste possibilità. Il lavoro di buona qualità nasce solo dallʼinterazione tra lʼambiente di lavoro e il collaboratore. 

 

Ambienti di ufficio moderni possono aiutare a realizzare i valori intrinseci del lavoro, ad esempio favorendo la collaborazione e la comunicazione. Le persone dipendono dal riconoscimento e dalla stima degli altri e proprio per questo necessitano di un confronto con gli altri, che ambienti di ufficio adatti possono favorire. Ciò funziona però solo se esiste la relativa cultura che promuove la comunicazione tra i collaboratori. In ogni ambiente di lavoro sono necessari luoghi formali nei quali i collaboratori possano scambiare opinioni senza essere disturbati, parlando di nuove idee, ma anche delle proprie preoccupazioni e dei propri problemi.

 

Libertà e tempo libero invece del controllo permanente

La direzione aziendale deve però concedere al proprio personale anche la libertà e il tempo libero necessari per sfruttare tali offerte, il che richiede soprattutto una prassi basata sulla fiducia invece del controllo permanente che soffoca sul nascere ogni idea innovativa. Unʼatmosfera di lavoro improntata alla fiducia e alla cooperazione può essere più importante degli incentivi economici e contribuire in modo determinante allʼidentificazione dei collaboratori con la propria azienda e le proprie mansioni. Un aspetto che va poi a vantaggio dellʼazienda stessa, perché il successo economico dipende in modo sostanziale dallʼidentificazione del personale. 

 

Le idee innovative possono nascere solo da un lavoro di buona qualità, che dia alle persone la possibilità di esprimere le proprie capacità. Il buon lavoro non è tuttavia qualcosa che si può semplicemente «creare», esso richiede anche lʼimpegno e la dedizione del singolo. Chi non ama il proprio lavoro, chi ha nei suoi confronti un atteggiamento di indifferenza o addirittura di rifiuto, non ne può realizzare i valori intrinseci. Le aziende hanno la responsabilità di creare le condizioni per un lavoro di buona qualità, ma il singolo collaboratore ha quella di impegnarsi nel proprio lavoro. Solo così il lavoro diventa un piacere. 

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Thomas Vašek

Thomas Vašek, nato a Vienna nel 1968, è autore del libro «Work-Life-Bullshit – warum die Trennung von Arbeit und Leben in die Irre führt» (Work-Life Bullshit – ecco perché la separazione tra lavoro e vita privata è fuorviante). Vašek è caporedattore della rivista di filosofia «Hohe Luft».

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