Intervista

«Ci facciamo in quattro per dare credito»

In Svizzera, il crowdlending, il finanziamento di un credito alle PMI attraverso il crowdfunding, è in crescita. Andreas Dietrich, direttore di Crowdfunding-Monitor Svizzera, spiega perché ci sono più finanziatori che beneficiari del credito, ma come ciò non debba essere fonte di preoccupazione per le banche.

Hansjörg Honegger

Dialogue Magazin: Alcuni giorni fa è uscito il nuovo Crowdfunding-Monitor 2015. Cosa l’ha colpita particolarmente rispetto agli altri anni?

Andreas Dietrich: Il mercato è cresciuto ancora proprio come avevamo previsto. Oggi abbiamo raggiunto circa 27,5 milioni di franchi, una cifra di per sé non particolarmente impressionante.

 

Il mercato è ancora agli inizi ma mostra anche un elevato potenziale di crescita. Lo scorso anno, il crowdinvesting per il settore immobiliare era praticamente nullo, quest’anno abbiamo già totalizzato circa 7 milioni di franchi. Anche il crowdlending per le PMI sta prendendo piede. 

 

Il crowdlending, ovvero il credito a un’azienda attraverso il crowdfunding, è cresciuto molto. Qual è il suo potenziale in Svizzera?

Può arrivare a qualche centinaia di milioni.

 

Un dato non proprio esaltante rispetto agli USA o al Regno Unito.

Vero, ma i sistemi di finanziamento sono diversi. Il rapporto con la banca di fiducia che esiste da noi non è altrettanto diffuso negli USA o in Gran Bretagna. In questi Paesi, spesso anche le aziende più piccole si rivolgono direttamente al mercato finanziario.

 

Le aziende conoscono quindi meglio il sistema rispetto a quanto avviene qui?

Esatto. Ci sono pochi Paesi al mondo in cui la probabilità per una PMI di ottenere credito da una banca sia maggiore che qui in Svizzera.

 

Abbiamo banche generose?

Beh sì o, per meglio dire, le aziende sono sane e il rischio di insolvenza per le banche è dunque basso. 

 

Facciamo un esempio pratico. Ho un’azienda e ho bisogno di fondi per nuove infrastrutture, ma non vorrei rivolgermi a una banca. Come faccio a ricevere denaro con il crowdlending?

Devi candidarti presso una delle quattro piattaforme che offrono credito alle PMI in Svizzera presentando la classica documentazione, ad es. un rapporto annuale e i dati finanziari, e dichiarare come intendi utilizzare il denaro richiesto. Le piattaforme verificano le informazioni che hai fornito e, se è tutto regolare, danno il via al progetto. Il procedimento di candidatura varia da una piattaforma all’altra.

 

In che modo?

Alcune piattaforme hanno un sistema di rating, come le banche. Più il rating è basso, maggiori sono gli interessi. Un’altra possibilità è quella offerta ad esempio da Cashare: anche in questo caso si utilizza un sistema di rating con una proposta di interesse, ma qui i finanziatori possono chiedere di ottenere il credito offrendo interessi più bassi.

 

Questo mercato funziona nonostante i volumi ridotti?

Assolutamente sì, almeno nei procedimenti di appalto, in cui ci sono molti più investitori che beneficiari del credito.

 

Perché?

I numeri parlano da soli: negli ultimi sei anni, con questo tipo di credito il rischio di insolvenza era dell’1-2% circa. Contemporaneamente, veniva offerto un interesse del 6% circa. Davvero? Per gli investitori è molto interessante. 

 

Quali vantaggi ha chi cerca un credito rispetto al rivolgersi a una banca? Gli interessi e gli accertamenti dovrebbero avere un andamento simile.

Ci sono persone che non vogliono rivolgersi alle banche per principio. In secondo luogo, sperano ovviamente in un interesse più basso. In più, le banche non sono particolarmente interessate a crediti fino a 200.000 franchi perché, in proporzione, i costi sono elevati e non ne vale la pena.

 

Andreas Dietrich a colloquio con l’autore Hansjörg Honegger.

Qual è l’importo di credito ideale attraverso il crowdlending?

Fino a 200.000 franchi è un importo realistico. Per via della regola del 20, crediti superiori al milione sono pressoché impossibili. Inoltre, con valori di questo genere, le banche diventano molto competitive. Secondo me, è una possibilità interessante ma per crediti molto più elevati, ad esempio 15 milioni. In questo caso, la banca potrebbe diventare il primo attore, pagando 10 milioni di tasca sua e procurando il resto attraverso una piattaforma di crowdlending.

 

Esistono già queste forme di finanziamento in Svizzera?

No, ma è un progetto in via di sviluppo.

 

Torniamo alla citata regola del 20. Può spiegarci brevemente di cosa si tratta?

La regola del 20 è inclusa nel regolamento bancario: chi presta denaro a più di 20 soggetti agisce come una banca e deve quindi essere considerato tale, una regola di per sé sensata, ma in contrasto con il principio del crowdfunding. 

 

Questa regola si applica agli investimenti e ai prestiti?

No, agli investimenti non si applica. La regolamentazione non è unitaria. Anzi, nel crowdlending ostacola nuovi modelli commerciali. Nel crowdinvesting, invece, secondo me ci sono troppe poche regole. 

 

Cosa dovrebbe fare il legislatore per promuovere ulteriormente il crowdfunding in Svizzera?

Per il crowdlending dovrebbe sicuramente eliminare la regola del 20, ma ho i miei dubbi che una migliore regolamentazione farebbe prendere quota al crowdfunding in Svizzera.

 

Lasciando da parte le riserve culturali, il crowdfunding ha il potenziale di mettere in difficoltà le banche a lungo termine?

Sì, molto. Questo sistema rende possibile ricevere un credito bypassando le banche. Personalmente, credo però che rappresenterà piuttosto un’integrazione all’offerta esistente. 

 

Piattaforme di crowdlending in Svizzera
 

Cashshare
www.cashare.ch
Modello tariffario: Tariffe solo in caso di esito positivo: 0,75% p.a. per parte; con tariffa min. per i debitori di CHF 50.– per i privati e CHF 300.– per le PMI.

CreditGate24
www.creditgate24.com

Modello tariffario: 0,8 – 3% per i beneficiari del credito, 1% per gli investitori

Creditworld
www.creditworld.ch
Modello tariffario: Variabili a seconda dell’importo del credito (tra 0,45 % e 1,50 %), con un minimo di CHF 1.000.–.

Lend
www.lend.ch
Modello tariffario: Beneficiario del credito: 0,75% in anticipo, investitore: 0,65% dell’importo dell’investimento

Swisspeers
www.swisspeers.ch
Modello tariffario: intermediario del credito su base tariffaria abbinato a servizi di supporto per entrambe le parti.

Wecan.Fund
www.wecan.fund
Modello tariffario: 1 – 7 % di interesse

Miteinander-erfolgreich
www.miteinand-erfolgreich.ch
Modello tariffario: 1 – 7 % di interesse

Questo studio sul Crowdfunding-Monitoring può essere scaricato gratuitamente qui (tedesco/inglese)

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Andreas Dietrich

Andreas Dietrich si laureava in scienze economiche nel 2001 all’università di San Gallo per proseguire poi gli studi all’università di Zurigo fino al 2008 conseguendo l’abilitazione di insegnante di scienze economiche. Allo stesso tempo, conseguiva il dottorato in Banking e Corporate Finance presso l’HSG. Dal 2008 è docente e responsabile di progetto alla facoltà di economia del politecnico di Lucerna, presso l’istituto per i servizi finanziari IFZ di Zugo. Dal maggio 2015 è membro del consiglio di amministrazione della Banca cantonale di Lucerna.