A caccia di funghi con un’app per smartphone
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A caccia di funghi con un’app per smartphone

Per chi si avventura alla ricerca di funghi è essenziale saper riconoscerne correttamente la varietà, altrimenti più che prendere funghi si rischia di prendere un bel granchio. Ma le app sono in grado di aiutarci a riconoscere le diverse specie? Abbiamo fatto un tentativo.

Il 2019 è stato finora un’ottima annata per la raccolta dei funghi, che proseguirà ancora fino all’arrivo del freddo. Le temperature miti delle giornate autunnali convincono molti appassionati di funghi a farsi una passeggiata nei boschi. Non sorprende, perché in fondo andare a caccia di funghi sembra semplicissimo. Ci si avventura nel bosco e si scandaglia ogni punto alla ricerca dei funghi. Dopo averli scovati, si esaminano e, se sono commestibili, li si posa nel cestino e si portano a casa.

Ma c’è un problema: diverse specie di funghi si assomigliano molto e solo i veri esperti sono in grado di distinguerle. Si tratta di un rischio concreto, come dimostrano le circa 450 intossicazioni da funghi registrate tra gli adulti lo scorso anno da Tox Info Suisse.

La scelta del cestino e dell’app per la raccolta dei funghi

Prima di avventurarci nel bosco, abbiamo analizzato alcune app per la raccolta dei funghi con le quali è possibile riconoscere in modo semplice e veloce le varie specie. A convincerci è stata Myco Pro, un’app con la quale è possibile registrare passo dopo passo le caratteristiche dei funghi fino ad ottenere come risultato la specie trovata, o almeno questo è l’auspicio. In questo modo è possibile scoprire se si tratta di una varietà commestibile o meno.

E in questa app sono disponibili informazioni relative a 311 funghi ordinati dalla A alla Z. Le immagini e le descrizioni sono tratte dall’enciclopedia online Wikipedia. Lo scopo degli sviluppatori dell’app non era quello di creare un calderone di informazioni, bensì di fornire un metodo semplice per il riconoscimento dei funghi.

Ci attrezziamo inoltre di un cestino (i funghi hanno bisogno di molta aria e non devono mai essere trasportati in buste di plastica), di un coltello, una lente di ingrandimento e un sacchettino per i funghi che non ci sembrano commestibili e che sottoporremo poi all’attenzione di un esperto. Con noi portiamo anche qualche penna per eventuali appunti.

A caccia di funghi con l’app

Un esperto di funghi ci consiglia di cercare in un qualsiasi bosco di nostra preferenza. A Berna ci suggerisce il bosco di Bremgarten, ma non ci rivela altro: tendenzialmente, chi conosce i posti migliori per la raccolta dei funghi se li tiene stretti stretti.

Quindi ci mettiamo in cammino e ci addentriamo nei sentieri angusti del bosco. La prima mezz’ora non si vede neanche l’ombra di un fungo. Poi, all’improvviso, facciamo la prima scoperta sul tronco di un albero. Tuttavia, non riusciamo a riconoscere il nostro esemplare con l’app, quindi lasciamo perdere.

Ma proprio accanto troviamo un altro fungo. In soli 31 secondi riusciamo a identificare il fungo (si spera correttamente).

Poi ci portiamo velocemente avanti. Nell’arco di due ore scopriamo in tutto dieci funghi di specie diversa e tramite l’app riusciamo a identificarne sei: tre sono commestibili, due non lo sono e uno è letale. Quelli commestibili li mettiamo nel cestino, mentre quelli non commestibili e il fungo velenoso li mettiamo ciascuno in un sacchetto separato, perché poi vogliamo fare un controllo per sapere se l’app ci ha portati alle giuste conclusioni.

Il verdetto finale del controllore è sconfortante.

Fidarsi è bene, ma non fidarsi (e fare un piccolo controllo) è meglio

Nel pomeriggio arriva il momento della verità: portiamo i funghi che abbiamo raccolto all’ispettorato di polizia della città di Berna per sottoporli all’attenzione di un controllore (qui potete trovare il centro di controllo micologico più vicino a voi).

Importante per il riconoscimento: l’odore.

Come prima reazione, il controllore ci lancia un’occhiata di compassione. Per il resto non c’è bisogno di dilungarsi: nessun fungo è stato riconosciuto correttamente. Non siamo poi così sorpresi. In Svizzera esistono circa 6000 varietà di funghi che in parte si assomigliano molto. Se ci fossimo gustati i funghi senza il controllo di un esperto, non ci saremmo intossicati, ma non avremmo comunque messo sotto i denti dei funghi commestibili.

Come reagisce il fungo quando lo si taglia?

Quando il controllore osserva i funghi, si può notare a colpo d’occhio ciò che un’app non è in grado di fare, e non ci riferiamo soltanto a quella che abbiamo provato noi. La forma del cappello, il colore e le lamelle sono solo alcune delle caratteristiche utili per il riconoscimento dei funghi. Anche l’odore è una componente importante, così come la reazione al tatto e al taglio, senza dimenticare gli anni di esperienza.

Quindi per stavolta niente salsina ai funghi. Ma una cosa è certa: appena le condizioni per la ricerca dei funghi saranno migliori, faremo un secondo tentativo.

App per il riconoscimento dei funghi Myco Pro

App per il riconoscimento dei funghi Myco ProDownload dell’app (CHF 6.– cad.):

Myco Pro per Android, Myco Pro per iOS


Sull’autore

Beat Rüdt vive a Berna, lavora come giornalista freelance ed è direttore dei corsi di studio presso il MAZ. Si occupa di sviluppo digitale e forme di rappresentazione visiva. È sposato e padre di quattro figli.

Articolo aggiornato al 2015.

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