«Le persone sono più propense a credere alle informazioni che confermano la loro visione del mondo»
3 min

«Le persone sono più propense a credere alle informazioni che confermano la loro visione del mondo»

Cosa sono le fake news? Come si diffondono? Per mano di chi? E cosa possono fare i genitori per proteggere i loro figli da questa trappola in rete? La dottoressa Edda Humprecht risponde a queste e altre domande in questa intervista.

Dr. Edda Humprecht

La dottoressa Edda Humprecht conduce ricerche su comunicazione politica, giornalismo digitale e confronti tra paesi presso l’Istituto di scienza della comunicazione e ricerca sui media dell’Università di Zurigo . Dal 2016, si dedica con maggiore intensità all’argomento della disinformazione e dal 2019 guida un progetto di ricerca internazionale che indaga sul perché e sul come le fake news si diffondono nei social media e con quali differenze tra i vari paesi
.

Nella nostra ultima guida enter sul tema delle «fake news» avevamo già trattato alcuni punti del meccanismo della disinformazione con la dottoressa Humprecht, ma vorremmo qualche altro dettaglio. Scoprite qui, tra le altre cose, come noi genitori possiamo aiutare i nostri figli a non cadere nella trappola delle fake news.

Michael In Albon

Michael In Albon, padre di due figli (11 e 13 anni), è l’incaricato alla tutela dei giovani dai media di Swisscom.

Cosa sono le fake news?

Fake news è un termine politicizzato e in realtà non utilizzato in ambito scientifico. A questo proposito occorre distinguere tra disinformazione e misinformazione. La prima si riferisce a una notizia falsa che viene deliberatamente diffusa per manipolare l’opinione pubblica, mentre la seconda è un atto di disinformazione involontario.

Diffusione della disinformazione

Le persone sono più propense a credere alle informazioni che confermano la loro visione del mondo, anche se sono sbagliate, e sono felici di passarle ad altri. Le persone che diffondono la disinformazione usano questa conoscenza, ad esempio, per guadagnare soldi o per influenzare l’opinione pubblica in modo mirato.

Guida ai media «Fake News e Deepfake»

La guida ai media digitali «enter» è un opuscolo disponibile in formato cartaceo e online, che affronta gli aspetti legati all’uso dei media, approfondendo gli argomenti con un linguaggio facile da capire. L’ultimo numero si occupa del fenomeno delle fake news ed è già disponibile.

Che fare con i «disinformatori»?

Il canale di diffusione della disinformazione gioca un ruolo determinante. Molti media hanno un codice e confutare le notizie false fa parte del loro lavoro. Nei social media, invece, la disinformazione può essere diffusa senza ostacoli. Tuttavia, il fatto che alcuni media siano molto orientati al profitto o subiscano una forte pressione in termini di tempo, finendo per diffondere anche informazioni false in modo del tutto inconsapevole, contribuisce all’incertezza della popolazione.

Le persone che credono alla disinformazione sono spesso insicure e in nessun caso devono essere lasciate sole. È importante ascoltare attentamente e prendere sul serio qualsiasi timore, per poi produrre controargomentazioni documentate.

Ecco cosa possono fare i genitori

I genitori dovrebbero monitorare l’uso dei media da parte dei loro figli e parlare attivamente con loro dell’esistenza della disinformazione. Inoltre, esistono alcuni criteri fondamentali secondo cui controllare le notizie e che i genitori possono suggerire ai loro figli:

  • Chi è il mittente e quale potrebbe essere la sua motivazione?
  • Il post contiene anomalie o manipolazioni?
  • Dove si potrebbero ottenere informazioni per verificare i dati?

Panoramica dei fact finder dello schermo

Leggete ora