Nuove forme di lavoro conquistano il mondo dell’impresa. E i dipendenti. Il lavoro flessibile rafforza la soddisfazione e la produttività. Ma non funziona senza un supporto tecnico stabile e influenza la cultura aziendale e l’organizzazione del lavoro.
La mattina in azienda, a pranzo in mensa, la sera a casa. Così è trascorsa per decenni la vita di chi svolge lavoro d’ufficio. Negli ultimi anni, sempre di più nuove forme di lavoro sono andate a sostituirsi al modello dell’orario fisso. Molte persone attive nel campo delle informazioni (i cosiddetti lavoratori della conoscenza) svolgono il loro lavoro da casa e in viaggio o scelgono di utilizzare le postazioni di lavoro condivise, i cosiddetti «coworking space»: ne è un esempio l’Impact Hub a Zurigo. In sintesi, queste nuove forme di lavoro indipendenti da un luogo e da un orario vengono descritte come «lavoro flessibile», «flexwork», «lavoro mobile» o anche «smart working».
«Un lungo tragitto per andare al lavoro è una perdita di tempo».Uno smart worker
Alto potenziale per un lavoro smart
Secondo il «Flexwork Survey 2016» condotto dalla Scuola universitaria professionale della Svizzera nord-occidentale, un quarto della popolazione attiva in Svizzera lavora regolarmente in modo flessibile. E lo fa volentieri, perché il lavoro flessibile aumenta il grado di autonomia e soddisfazione. Direttamente dalla voce di uno smart worker: «Non sono più disposto a farmi limitare dal mio lavoro a luoghi e tempi stabiliti. E un lungo tragitto per andare al lavoro è una perdita di tempo».

Quasi un terzo dei partecipanti allo studio sarebbe in realtà felice di poter lavorare in modo più flessibile, ma il contratto o il datore di lavoro non lo consentono, oppure manca il supporto tecnico. Da ciò si evince che non tutte le aziende e non tutti i capi sono disposti a offrire ai loro dipendenti qualcosa di diverso dal tradizionale «9-to-5».
Per questo alcune delle più grandi aziende svizzere, tra cui le FFS, la Posta, Mobiliar e Swisscom, hanno lanciato l’iniziativa «Work Smart». L’obiettivo è quello di promuovere nel sistema economico svizzero forme flessibili di lavoro e di accompagnare le aziende nel cambiamento. Firmata finora da 165 aziende, la «Work Smart Charta» dovrebbe aiutare a raggiungere l’obiettivo.

Il potenziale ci sarebbe già: secondo lo studio di Deloitte «Il posto di lavoro del futuro», la metà della popolazione attiva in Svizzera sarebbe in grado di svolgere il proprio lavoro in mobilità. Questo perché nell’economia svizzera il settore dei servizi, con il 75% della forza lavoro, è particolarmente avanzato, e molte attività orientate ai servizi non necessitano sempre di una presenza presso la sede aziendale. Per quanto riguarda la percentuale di professioni ad alto contenuto di conoscenze, le più adatte al lavoro flessibile, la Svizzera è con il 43% ai primi posti, se si pensa che la media europea è del 36%. Secondo Deloitte, questa cifra è destinata a salire in futuro.
Necessariamente tecnologico
Il lavoro flessibile non funziona senza la tecnologia. Tutto è iniziato nel 1999 con il Blackberry: per la prima volta è stato possibile ricevere e scrivere e-mail automaticamente in viaggio e coordinare gli appuntamenti. Nel 2009 sono arrivate anche le prime soluzioni «Unified Collaboration and Communication» (UCC). Servizi come Skype per il business consentono messaggistica istantanea sul modello WhatsApp, videoconferenze senza speciali dotazioni hardware, condivisione dello schermo per lavorare insieme sul computer, e molto altro ancora.

Archivi Cloud come SharePoint, Dropbox o StoreBox di Swisscom facilitano lo scambio di documenti. Reti mobili forti e connessioni internet veloci via DSL o fibra ottica costituiscono la base per lavorare in viaggio o da casa.
Con l’home office i colleghi non vi disturbano in continuazione, ma in compenso ci sono i figli a giocare nella stanza accanto e il cane a richiedere la vostra attenzione.
Cultura aziendale e organizzazione fai da te
Non meno importanti rispetto ai requisiti tecnici sono le implicazioni organizzative, sia per il datore di lavoro che per lo stesso smart worker. Forme flessibili di lavoro di basano sulla fiducia e richiedono un cambiamento di filosofia aziendale: il superiore ha meno controllo sui suoi dipendenti.

Lo smart worker, a sua volta, deve essere in grado di gestire la propria autonomia. Non è per tutti scontato saper lavorare in modo indipendente e sapersi organizzare in modo efficiente. A ciò si aggiunge l’influenza del contesto esterno: con l’home office i colleghi non vi disturbano in continuazione, ma in compenso ci sono i figli a giocare nella stanza accanto e il cane a richiedere la vostra attenzione.
Tuttavia la pratica mostra che il rischio è più quello di lavorare troppo che troppo poco. La demarcazione tra tempo di lavoro e tempo libero può essere più facile dandosi delle regole chiare: per esempio, non lavorare mai la domenica o dopo le 8 di sera. Si tratta di un espediente per evitare, per quanto possibile, di impantanarsi o di avere la sensazione che la vita sia fatta solo di lavoro.