Lista di controllo: a cosa prestare attenzione con il trasferimento nel cloud?
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Quali benefici offre alle aziende il trasferimento sul cloud?

In che modo le aziende possono concentrarsi sulle attività concrete anziché sull’aspetto informatico, pur continuando ad aumentare la sicurezza dei dati? Non servono strane magie, perché grazie al trasferimento sul cloud questo è possibile. Ecco la lista di controllo per muovere i primi passi in questo nuovo mondo.

Tutte le aziende svizzere hanno a che fare con l’informatica, è inevitabile. In circa il 40% delle piccole aziende, il direttore o un collaboratore è anche responsabile del funzionamento dell’infrastruttura IT. Questo è lo scenario che emerge da un precedente studio sulle PMI svizzere condotto da Microsoft. In circa un terzo delle PMI, l’impegno per risolvere problemi legati alla tecnologia dell’informazione, per effettuare backup, aggiornamenti e attività simili richiede più di tre ore alla settimana. Se lo si estende sull’arco di un anno, questo dato si traduce in quasi un mese di lavoro/tempo sottratto al core business vero e proprio o compensato con ore di lavoro straordinario.

Il cloud può alleggerire le aziende da tali compiti legati all’informatica. Praticamente non esiste neanche una PMI che non si affidi già al cloud, se si considera che l’applicazione cloud più utilizzata è la posta elettronica.  Gmail, Bluewin, Outlook.com/Office 365 ecc. funzionano tutte sul cloud.

Infrastruttura nel cloud: quattro varianti del trasferimento

Eppure esiste una soluzione a questo problema. Grazie al progresso tecnologico, oggi non è più necessario che l’intera infrastruttura informatica si trovi e venga gestita sul posto. Ci sono quanto meno delle parti dell’informatica che si possono esternalizzare nel cloud e di cui si possono occupare direttamente il fornitore di servizi IT o il provider del servizio cloud. Nel concreto, sono disponibili quattro diverse varianti.

  • Server virtuale anziché fisico: il server presente in loco viene spostato nel cloud. In questo caso, il cloud sostituisce l’hardware in loco (virtualizzazione), mentre sistema operativo e applicazioni restano invariati. Questa forma di utilizzo del cloud viene definita «Infrastructure as a Service» (IaaS). L’assistenza può essere fornita direttamente dalla PMI, dal partner informatico o dal provider di servizi cloud sotto forma di outsourcing.
  • Software sul cloud: la PMI «affitta» software a un prezzo fisso presso un provider. I costi si basano di norma sul numero degli utenti e il software si utilizza nel browser. L’installazione locale del software viene quindi meno e il provider si occupa degli aggiornamenti e della risoluzione dei problemi.  Questo approccio viene definito «Software as a Service» (SaaS).
  • Managed services: parti dell’infrastruttura fisica quale, ad esempio, il firewall, migrano nel cloud e sono gestiti dal provider del servizio cloud.
  • Full outsourcing nel cloud: il provider del servizio di outsourcing si occupa dell’intera infrastruttura di una PMI, dai computer desktop fino a server, rete e backup. Tutte le componenti possibili vengono esternalizzate nel cloud. La PMI acquista i servizi informatici a un prezzo fisso,

tuttavia non deve trasferire l’intera infrastruttura sul cloud. Queste tre varianti possono essere combinate tra di loro, cosa che capita molto di frequente nella realtà. Così i PC dell’ufficio possono, ad esempio, essere gestiti dal fornitore di servizi IT, mentre le principali applicazioni aziendali come contabilità, sistema gestionale ERP o lo shop online possono girare su un server virtuale situato nel centro di calcolo cloud.

Rafforzare la sicurezza e l’affidabilità con il cloud

L’outsourcing di almeno alcune parti dell’ambiente IT offre numerosi vantaggi all’azienda. In concreto, le PMI ne beneficiano a quattro diversi livelli:

  • Concentrazione su ciò che conta veramente: il tempo necessario per gestire l’ambiente IT viene impiegato per le attività aziendali vere e proprie.
  • Flessibilità: i dati che vengono salvati nel cloud sono accessibili ovunque – dall’ufficio, da casa e in viaggio su notebook, smartphone o tablet. Inoltre viene semplificato lo scambio di informazioni tra collaboratori, clienti e fornitori, perché i documenti vengono liberamente condivisi.
    La formula IaaS (Infrastructure as a Service) offre il vantaggio non trascurabile che le risorse eventualmente necessarie in un secondo tempo possono facilmente essere «aggiunte»: quando lo shop online deve sostenere un maggiore traffico sotto le feste di Natale, la performance aggiuntiva viene noleggiata per il tempo necessario. E i nuovi ambienti server, ad esempio per testare le nuove applicazioni, possono essere installati in pochi minuti con un semplice clic.
  • Sicurezza e affidabilità: un fornitore di servizi IT specializzato o un provider di servizi cloud possiede il know-how necessario per gestire in modo sicuro e affidabile l’infrastruttura, perché è una delle sue competenze di base. Ciò significa che il rischio di perdere i dati a causa di problemi hardware o malware si riduce e aumenta al tempo stesso il livello di affidabilità. Inoltre è possibile affidare anche il backup dei dati al fornitore di servizi IT.
  • Aggiornamenti: con le applicazioni cloud è possibile dire addio alle fastidiose operazioni di aggiornamento dei software. In questi casi è infatti il fornitore che si occupa del costante aggiornamento dell’infrastruttura, in modo che l’utente possa fruire sempre delle ultime innovazioni.

Lista di controllo per il trasferimento nel cloud

Il percorso che porta dall’ambiente IT locale all’outsourcing o ai servizi cloud dovrebbe essere affrontato in modo strategico e pianificato con cura, eventualmente anche insieme al fornitore di servizi IT. Le seguenti domande vi aiuteranno durante la fase di pianificazione:

  • Quali sono le applicazioni standard che possono essere facilmente esternalizzate? Ad esempio posta elettronica, backup dei dati, comunicazione, telefonia e backup.
  • Quali applicazioni e ambienti server possono essere trasferiti sul cloud e quali vantaggi fornisce l’outsourcing?
  • Dove risiedono i vantaggi maggiori, ad es. più tempo disponibile, costi più bassi, maggiore sicurezza?
  • Esistono applicazioni che possono essere rilevate da una variante cloud, perché devono in ogni caso essere sostituite? Ad es. applicazioni per il rilevamento dell’orario di lavoro, la pianificazione dei progetti o la fatturazione.
  • Quali procedure e processi subiranno modifiche a causa dell’outsourcing? Dove saranno necessari adeguamenti?
  • L’offerta dei provider di servizi cloud risponde alle esigenze di oggi e di domani?
  • Quali settori aziendali possono essere digitalizzati con i servizi cloud? Dove i servizi su base cloud offrono un ulteriore sostegno alle PMI?
  • Qual è la dipendenza dal provider di servizi cloud e l’accesso ai dati dell’azienda è sempre garantito?

Versione elaborata di un articolo del mese di ottobre 2017.

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