Supporti di memoria al passo con i tempi

Dalla pergamena al cloud

Quanti audiolibri può contenere un cloud? In quale modo venivano memorizzate le informazioni migliaia di anni fa? Viaggiate insieme a noi attraverso l’evoluzione dei supporti di memoria.

Christoph Widmer (testo), Lars Weiss (grafica), 20 ottobre 2017

Scrivere, stampare, pressare, bruciare: ci avvaliamo dei metodi più disparati per archiviare le nostre parole, i nostri pensieri, le nostre idee o esperienze su supporti di memoria. Col passare del tempo i processi di memorizzazione sono cambiati tanto quanto i supporti su cui le informazioni vengono salvate. Il Museo della comunicazione dal 19 agosto 2017, in occasione di una nuova mostra, presenta i supporti di memoria esistenti e il periodo in cui sono stati utilizzati.


Il team del museo ha escogitato anche un modo per mettere a confronto i supporti informativi: il racconto di «Globi bei der Post». Questa storia è stata infatti pubblicata sotto forma di libro, di audiolibro e di e-book; in virtù dello spazio di memoria rispettivamente richiesto, si possono così confrontare facilmente le capacità di archiviazione dei supporti testo, audio e immagine utilizzati. Mediante il confronto «Globi» e i pezzi da esposizione selezionati, viene mostrata anche la crescita del volume di memoria dei supporti dati nel corso dei millenni su una linea del tempo dedicata:

 

 

Il nuovo Museo della comunicazione

Una diligenza postale, chip sottopelle o l’auto usata per la rapina del secolo: la nuova mostra del Museo della comunicazione dal 19 agosto 2017 punta i riflettori sulla comunicazione in tutte le sue sfaccettature, perché da sempre la comunicazione unisce le persone.

 

 

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