Boom del settore dei videogiochi in Svizzera

Heidi nel paese delle meraviglie del gaming

Gli sviluppatori di videogiochi svizzeri fanno parte delle élite internazionali. La fondazione Pro Helvetia sostiene gli sviluppatori indipendenti, tra i quali anche alcuni sviluppatori della Svizzera occidentale che, grazie alle loro competenze, si distinguono nel campo della virtual reality.

Claire Martin (testo), 16 novembre 2016

Gli sviluppatori svizzeri non sono molto conosciuti sul mercato mondiale del gaming, nonostante rappresentino una fetta significativa della scena internazionale. La piccola famiglia svizzera di sviluppatori indipendenti, infatti, ha già creato un paio di titoli di grande successo. In «Farming Simulator», creato dalla Giants di Zurigo, il giocatore può gestire una sua fattoria virtuale. Pubblicato in 18 lingue, il videogioco è già stato acquistato da oltre cinque milioni di utenti.

«La Svizzera attualmente è tra i leader europei del gaming, soprattutto nel campo della virtual reality.»

Sylvain Gardel, fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia

Le stelle elvetiche

 

Il primo gioco sviluppato da Christian Etter , originario di Zurigo, è stato “Dreii”, un puzzle game che ha riscosso successo in tutto il mondo, a cui è seguito il videogioco “Plug & Play”. La demo di “Plug & Play”, pubblicata dalla star di YouTube Pew Die Pie , ha ottenuto oltre 10 milioni di visualizzazioni.

 

 

Demo di “Plug & Play” realizzata dallo YouTuber Pew Die Pie. Video: YouTube/PewDiePie.

 

 

La Svizzera è stata fra le ultime a «entrare nel mondo dei videogiochi, ma oggi è tra i leader europei, per non dire mondiali, soprattutto nel campo della virtual reality», afferma con soddisfazione Sylvain Gardel della fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia.

 

che costituisce un punto di riferimento per la scena svizzera degli sviluppatori di videogiochi. Il suo obiettivo principale è evitare la loro fuga verso altri Paesi. Alcuni dei primi sviluppatori, infatti, si sono visti costretti a emigrare all’estero a causa della mancanza di un ecosistema adeguato.

 

DNegli ultimi anni si è assistito a una crescita esponenziale del settore del gaming e per questo oggi è ancora più importante evitare di perdere questi talenti. Nel 2009 in Svizzera vi erano cinque start-up in questo ambito. Oggi sono poco meno di 70. Come afferma Sylvain Gardel, «in questo settore chi riesce a creare un buon prodotto ha la possibilità di farsi notare sul mercato mondiale, come dimostra il successo di ‹Farming Simulator›».

 

 

1/4 La start-up di Ginevra apelab è un’azienda stimata a livello internazionale nel campo dei videogame. Da sinistra a destra: Michaël Martin (CTO), Emilie Joly (CEO) e Maria Beltrán (CDO). Foto: Mark Henley

2/4 Con il loro videogame «Dreii» gli sviluppatori dello Studio Etter di Zurigo hanno creato un puzzle tridimensionale, premiato con l’European Design Award. Foto: Studio Etter

3/4 Emilie Joly e Maria Beltrán di apelab nel loro ufficio situato nel quartiere Acacias di Ginevra. Foto: Mark Henley

4/4 Con «Farming Simulator» i giocatori possono gestire in prima persona una fattoria virtuale. Pubblicato in 18 lingue, il gioco è già stato acquistato da oltre cinque milioni di utenti. Foto: Giants

1/4 La start-up di Ginevra apelab è un’azienda stimata a livello internazionale nel campo dei videogame. Da sinistra a destra: Michaël Martin (CTO), Emilie Joly (CEO) e Maria Beltrán (CDO). Foto: Mark Henley

 

 

 


Pro Helvetia e il mondo digitale

 

La fondazione Pro Helvetia, finanziata unicamente dalla Confederazione, ha il compito di sostenere e diffondere l’arte e la cultura svizzere. Conosciuta soprattutto per il suo impegno a favore dell’arte figurativa e della letteratura, dal 2012 Pro Helvetia sostiene anche le start-up che operano nel mondo dell’arte digitale. Tale sostegno è il risultato di un desiderio espresso esplicitamente dal Parlamento e dal Consiglio federale e sancito nel «Messaggio sulla cultura».

 


 

 

apelab: gli artisti di Ginevra che disegnano mondi virtual

 

Maria Beltrán, insieme a Emilie Joly, sono le fondatrici della start-up apelab con sede a Ginevra. Nel 2014 il loro film interattivo «IDNA» ha ottenuto una serie di riconoscimenti a livello internazionale e ha attirato l’attenzione di Apple e Disney. Il progetto sviluppato da apelab consente ai giocatori di immergersi in un giallo futuristico a cartoni animati. Maria Beltrán afferma: «La Svizzera può vantare una lunga tradizione nella produzione di prodotti che si contraddistinguono per precisione, qualità e design, tutte caratteristiche che rivestono un ruolo molto importante nei progetti di sviluppo digitale a livello locale.»

 

 

Maria Beltrán di apelab (a sinistra) si muove in un mondo virtuale attraverso il suo visore VR. Foto: Mark Henley

 

 

Un mercato in crescita esponenziale


Dal punto di vista economico, in tutto il mondo il mercato dei videogiochi è molto più importante di quello cinematografico. Tra il 2012 e il 2015 il giro d’affari dell’industria cinematografica è sceso da 126,8 miliardi a 90 miliardi di dollari (fonte: IBISWorld). L’industria dei videogiochi, al contrario, nell’ultimo anno ha registrato un fatturato da record, raggiungendo 91 miliardi di dollari (fonte: NewZoo). Si ipotizza dunque che nel 2017 il fatturato possa superare i 100 miliardi di dollari.

«Il nostro obiettivo è favorire la realizzazione di prodotti appartenenti a un settore che è solo agli inizi della sua espansione.»

Sylvain Gardel, fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia

«Il nostro obiettivo è favorire la realizzazione di prodotti appartenenti a un settore che è solo agli inizi della sua espansione. Anche nuovi gruppi di popolazione, come donne e anziani, si stanno infatti avvicinando al mondo dei videogiochi e nel giro di pochi anni questa espressione culturale è diventata molto apprezzata», continua Sylvain Gardel. Il «media design» insegna agli studenti come sviluppare videogiochi e sono sempre di più le scuole universitarie svizzere che hanno deciso di introdurre questa materia nei loro percorsi di studi.

 

 

Una nuova rivoluzione è in arrivo: la virtual reality


Diversi osservatori ritengono che l’introduzione della virtual reality (VR) rappresenti un mutamento talmente radicale da essere paragonato al lancio dell’iPhone nel 2007. Grazie a percorsi di studio specifici, come il MIRALab dell’Università di Ginevra, gli sviluppatori della Svizzera occidentale si distinguono per le loro capacità nel campo della VR.

 

 

«Ma vie de courgette» è un film animato realizzato nella Svizzera francese, da cui ora è stato tratto anche un videogame. Immagine: apelab

 

 

Nel campo della virtual reality l’HEAD (Haute École d’art et de design) di Ginevra si è dimostrata una vera fucina di talenti. Tutti e quattro i fondatori di apelab, ad esempio, hanno studiato qui. A ottobre hanno pubblicato un gioco basato sul film svizzero «Ma vie de courgette», che ha ottenuto un grande successo in occasione di diversi festival.

 

A breve presenteranno a Montreal la loro nuova creazione, «Break a leg». «Questo gioco permette al giocatore di trasformarsi in un mago del XIX secolo che deve compiere un miracolo», rivela Emilie Joly, fondatrice di apelab.


Marc Attalah, docente presso l’Università di Losanna e direttore del museo di fantascienza Maison d’Ailleurs, è il promotore del festival Numerik Games, la cui prima edizione si è svolta a settembre a Yverdon-les-Bains. La manifestazione ha permesso a 57 sviluppatori indipendenti della Svizzera occidentale di farsi conoscere e ha attirato 10'000 visitatori. Un successo non certo inaspettato visto il boom del settore dei videogiochi. Al termine del festival Marc Attalah ha commentato dicendo: «È ora che la cultura digitale esca dall’ombra.»

 

 

 
Percorsi formativi nel campo del gaming

Questi sono i principali percorsi di studio nel campo del gaming in Svizzera:

 

ZHdK Zurigo: Game design

ETH Zurigo: Game Technology Center

 

HEAD Ginevra: Media design

 

Università di Ginevra: Miralab

ECAL Losanna: Media & Interaction Design

EPFL Losanna:
Media & Design Laboratory

 

 

 

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