Archiviazione di dati sensibili

Svizzera: una cassaforte digitale

Nell’epoca della rivoluzione digitale, il culto della sicurezza e della discrezione, di cui la Svizzera ha fatto il proprio cavallo di battaglia, si espande verso nuovi orizzonti: l’archiviazione ad alta sicurezza dei dati elettronici. Seguiteci, vi mostreremo come.

Claire Martin (testo), Dominik Galliker (foto), 21 febbraio 2017

Entrare qui da noi non è proprio semplicissimo – per usare un eufemismo. Il centro di calcolo Swisscom di Wankdorf, un sobborgo di Berna, soddisfa tutti gli standard di sicurezza, anche i più rigidi. Superata una prima recinzione di accesso all’edificio, i visitatori devono lasciare il proprio telefono cellulare, consegnare un documento d’identità per ricevere il badge dei visitatori e passare attraverso un metal detector, proprio come in aeroporto.

 

 

Per entrare nel centro di calcolo bisogna passare attraverso un dispositivo di controllo come in aeroporto.

 

 

La fortezza digitale Swisscom a Wankdorf (Berna)

 

«Ai collaboratori viene anche chiesto di identificarsi sulla base di dati biometrici, per evitare che nessuno riesca ad accedere all’edificio con un pass rubato. Tutti gli impianti sono sorvegliati tramite rivelatori termici a infrarossi» spiega Rudolf Anker, Head of Data Center Services di Swisscom. L’ingegnere di Berna ha diretto fino al termine i lavori di costruzione del centro, costato ben 60 milioni di franchi e inaugurato nel 2014.

 

Tutti gli impianti sono sorvegliati tramite rivelatori termici a infrarossi.

Dopo esser passato attraverso altri due dispositivi di sicurezza, Rudolf Anker deve identificarsi con l’impronta digitale del proprio indice prima di poter raggiungere le sale interne in cui sono collocati i server. Nel frastuono degli impianti dell’aria condizionata lampeggiano senza sosta le spie di controllo dei calcolatori. I centri di calcolo consumano notoriamente moltissima energia, perché i calcolatori vanno tenuti a temperatura costante.

 

 

 

1/6 Rudolf Anker, direttore del Data Center di Swisscom, è responsabile del centro di calcolo di Berna-Wankdorf, impianto costato 60 milioni di franchi.

2/6 Il centro di Wankdorf vanta un valore di efficienza energetica record (84%).

3/6 Il centro di calcolo di Wankdorf archivia i dati – per esempio di Swisscom TV e di molti servizi di e-banking – su oltre 5000 server.

4/6 Un generatore di energia fornisce elettricità in caso di emergenza.

5/6 Il sistema di identificazione biometrico garantisce la massima sicurezza.

6/6 Markus Wilhelm di Swisscom è responsabile della sicurezza dell’intero impianto.

1/6 Rudolf Anker, direttore del Data Center di Swisscom, è responsabile del centro di calcolo di Berna-Wankdorf, impianto costato 60 milioni di franchi.

 

 

 

Efficienza energetica da record

 

Il centro di Wankdorf vanta un valore di efficienza energetica record (84%). I calcolatori vengono raffreddati mediante sistemi di rotazione dell’aria e, in estate, anche tramite una tecnologia evaporativa che sfrutta l’acqua piovana. Ecco spiegati gli elevati livelli di efficienza energetica. Chilometri e chilometri di cavi corrono lungo i soffitti al di sopra di apparecchiature nuove fiammanti.


Il centro, che tra i suoi clienti annovera numerose grandi società svizzere, ha ottenuto la certificazione Tier IV dell'
Uptime Institut «La certificazione conferma che niente può interrompere l’attività dei server. L’alimentazione elettrica degli apparecchi sfrutta principalmente due fonti indipendenti, garantendo così continuità in caso di interruzione di una delle reti» spiega Rudolf Anker. L’Uptime Institut è stato fondato nel 1993 per massimizzare l’efficienza dei centri di calcolo.

 

La Svizzera si sta opponendo ai controlli sui dati archiviati, autorizzati invece negli Stati Uniti e in Francia.

 

Entrare è praticamente impossibile: il centro di calcolo è protetto da telecamere e recinzioni di sicurezza.

 


La Svizzera e il culto della discrezione


In Svizzera, il culto della discrezione unito alle competenze high-tech, fa del paese uno dei principali fornitori mondiali di servizi di hosting. In seguito all’ormai noto caso Datagate, scoppiato in seguito alle rivelazioni di Snowden, numerosi soggetti internazionali si sono resi conto dei vantaggi di disporre di un servizio di archiviazione dati veramente sicuro. Al momento la Svizzera sta respingendo i controlli amministrativi sui dati archiviati, autorizzati invece negli Stati Uniti ai sensi del Patriot Act e in Francia in virtù della nuova legge sulle attività informative.

In seguito all’ormai noto caso Datagate, scoppiato in seguito alle rivelazioni di Snowden, numerosi soggetti internazionali si sono resi conto dei vantaggi di disporre di un servizio di archiviazione dati veramente sicuro.

 


Dati dal mondo

 

Alla fine del 2016 la piattaforma datacentermap.com contava in Svizzera 70 centri di calcolo. Secondo un rapporto di TeleGeography, oltre il 25% dei dati digitali di tutta Europa è archiviato in Svizzera. Il rapporto Data Centre Risk Index (Cushman & Wakefield), pubblicazione di riferimento nel settore, pone la Confederazione al terzo posto dopo Islanda e Norvegia.

 


 

 

In Europa sono solo quindici i centri dati che soddisfano i requisiti Tier IV. In Svizzera, oltre a Swisscom, ha ottenuto la certificazione la società romanda BrainServe di Crissier (VD).

 

 

Dalle banche private alle PMI


BrainServe ha dovuto sborsare 40 milioni di franchi per poter operare in questo settore. «Il capitale è stato apportato dai fondatori, due ingegneri dell’EPF di Losanna che sono stati affiancati da due finanziatori svizzeri» racconta Claude Gentile, amministratore delegato di BrainServe. Tra i clienti: banche private di Ginevra, fornitori di servizi IT e PMI che desiderano salvare i dati al di fuori delle proprie strutture. «Secondo la prassi consolidata in materia di sicurezza, i dati andrebbero archiviati a una distanza di non meno di 50 km dal luogo in cui sono creati, per evitare che, in caso di catastrofi, vadano distrutti assieme al resto.»

 

 

I moderni centri di calcolo svolgono un ruolo centrale nella società digitale.

 

 

Eccellenza svizzera nell’archiviazione dei dati


Molti operatori del settore hanno deciso di unirsi nell’associazione Vigiswiss con l’obiettivo di far conoscere meglio le competenze svizzere in materia di archiviazione dei dati. Tra i membri dell’associazione ci sono le società Safehost di Ginevra e data11 e Solnet di Soletta.

La tutela delle informazioni rappresenta un vero e proprio bisogno da soddisfare. Si pensi ai segreti sui processi di produzione industriale, ai dati sanitari o anche alla digitalizzazione di talune opere d’arte.

René Fell, presidente di Vigiswiss, sottolinea: «La tutela delle informazioni rappresenta un vero e proprio bisogno da soddisfare. Si pensi ai segreti industriali, ai dati sanitari o anche alla digitalizzazione di talune opere d’arte. È importante che i proprietari di tali dati abbiano la possibilità di garantirne la tutela. La Svizzera dispone del know-how, della cultura e di condizioni generali uniche per garantire la sopravvivenza dei dati digitali». 

 

 

L’entrata di uno dei due centri dati Swiss Fort Knox, alloggiati in ex bunker dell’esercito svizzero.

 

 


Bunker digitali nelle Alpi

 

Nulla meglio di un bunker può resistere a una catastrofe nucleare o a un attacco batteriologico. Per questo motivo la società Deltalis ha trasformato un ex rifugio dello stato maggiore dell’esercito svizzero in una gigantesca cassaforte digitale. Ad Attinghausen (UR) sono conservati scrupolosamente dati e back-up di clienti su una superficie videosorvegliata di 150 000 metri quadrati. Sullo stesso principio ha fatto leva MOUNT10 AG, azienda di Zugo, all’apertura degli impianti Swiss Fort Knox I e II nelle Alpi. I centri sono ubicati in un luogo segreto in una galleria scavata in profondità nelle montagne.

 

 


 
Il centro di calcolo Swisscom

Il centro di calcolo di Berna-Wankdorf non offre soltanto livelli di sicurezza estremamente alti, ma anche una notevole efficienza energetica.

 

 

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