Mediamitico: l'approccio giusto per parlare di videogiochi con vostro figlio

Sui clan, le armi e i nostri figli

Il fascino esercitato dai videogiochi su bambini e ragazzi spinge le famiglie a riflettere sui tempi e i limiti di gioco, sui compiti e sul limite d'età. Continuamente. È proprio necessario? Purtroppo sì.

Sabine Hunziker (testo), 15 febbraio 2018

ECi sono giorni in cui come genitore pensi: devo preoccuparmi? Oggi per Sandra è stata proprio una giornata così. Quando ha sentito i figli Lou (10) e Beni (11) parlare di armi, stemmi, miniere d'oro e di guerra contro gli altri clan. I due ragazzini però non si riferivano al mondo reale, bensì al loro videogioco preferito: «Clash of Clans».

 

Sandra si è preoccupata, tanto da chiedersi se i figli avrebbero confuso fantasia e realtà fino al punto da perdere il contatto con quest'ultima. Nella quotidianità familiare, spesso discute animatamente con loro circa il tempo e la fine del gioco e i compiti, mentre dentro di lei si insinua la sensazione di non capire i suoi figli. Si sente impotente e detesta dover fare continuamente la «guastafeste», essere severa, imporre regolamenti. Ad esempio quando c'è l'ennesima discussione sul momento a partire dal quale si misura il tempo di gioco e su chi ha cominciato a giocare.

 

 


Consiglio 1: tempo di gioco

 

Per bambini fino a 12 anni: misurazione del tempo di gioco
Calatevi nel ruolo di misuratori del tempo. Vostro figlio vi segnala quando comincia a giocare. Se partecipano più bambini, per evitare discussioni annotate quando comincia ognuno di loro Stabilite insieme in modo vincolante che il tempo decorre da quando il bambino inizia a giocare.


Direttive sui tempi:
fino a 7 anni: 30 minuti al giorno

fino a 9 anni: 45 minuti al giorno

fino a 12 anni: 60 minuti al giorno

 

Per bambini da 12 anni in su: tempi regolamentati

Stabilite insieme regolamenti sui tempi. Adottate un metro di giudizio a cui attenervi rigorosamente. Però siate pronti a rinegoziarlo, a seconda del gioco e delle condizioni di vostro figlio. Fa parte del processo di crescita.

 

 

 

Tuttavia, imporre delle regole è importante. Soprattutto quanto più i figli entrano nella pubertà. Perché in questa fase il cervello degli adolescenti si evolve completamente, nel quadro di uno sviluppo complesso. In questo periodo i ragazzi non dovrebbero sovrastimolarlo. Questo è quanto sostiene la scienza. A questo scopo gli adolescenti necessitano dell'aiuto degli adulti, perché il loro cervello si sta trasformando e l'autocontrollo deve ancora svilupparsi: affinché possano essere apprese, le strategie per promuovere forza di volontà e autocontrollo vanno innanzitutto insegnate.

 

 


Consiglio 2: autocontrollo

 

Per bambini fino a 12 anni: assegnare punti nel mondo reale

I giocatori non si stancano mai di accumulare punti. Fate leva su questo meccanismo e assegnate punti anche voi. Ad esempio, 2000 punti per sedersi a tavola puntuali. E con 50'000 punti si va a mangiare fuori con tutta la famiglia.


Per bambini da 12 anni in su: smettere in modo sistematico
Impostate con vostro figlio degli avvisi nella sua agenda elettronica per ricordargli l'ora di pranzo/cena: dieci minuti, cinque minuti, un minuto prima.

 

 

 

Troppi schermi possono privare bambini e ragazzi delle condizioni basilari per una vita creativa e autonoma: tempo per pensare, tempo per annoiarsi, tempo per se stessi. Per converso, il cervello negli ultimi 10 anni si è adattato alla situazione contingente. Oggi i giovani percepiscono le impressioni visive più velocemente e reagiscono con grande rapidità. E questo anche perché usano i videogiochi. Questo facilita il lavoro al cervello, risparmiando dispendio di energia. Tuttavia, per recuperare, il cervello ha bisogno di pause di riposo in cui possa raccogliersi in se stesso. Queste pause di riposo sono importanti per poter sistemare e riordinare ciò che ha appreso.

 

 


Consiglio 3: pause di riposo

 

Per bambini fino a 12 anni: le liste creano diversivi
I videogiochi richiedono di norma la massima concentrazione e quindi sono causa di stanchezza. Dopo i compiti, sedetevi con vostro figlio ed elaborate una lista di occupazioni diverse dai videogiochi, in modo che possa «staccare la spina».

 

Per bambini da 12 anni in su: piano settimanale
Suddividete ogni giorno in 24 caselle, una per ogni ora. Dite a vostro figlio di colorarle. Giallo significa scuola e compiti, blu ore di sonno, rosso utilizzo dei media e verde tempo libero senza media. Ne risulta un quadro bilanciato?

 

 

 

Proprio quando si tratta di videogiochi, il rapporto tra genitori e figli può spesso risultare particolarmente faticoso. Com'è giusto che sia. Perché l'educazione è sostanzialmente comunicazione, soprattutto quando si parla di media e di una sfida molto particolare: la pubertà. Ad esempio, quando per i teenager il limite d'età è un modo per sottolineare «sono già abbastanza grande». Secondo il rapporto JAMESfocus 2017, due terzi dei ragazzi svizzeri ha ammesso di non attenersi al limite d'età previsto dal loro videogioco preferito. Anziché acuire il conflitto generazionale, è meglio il dialogo, fatto di discorsi seri, ma allo stesso tempo anche ironici. Perché alla fine giocare piace a tutti.

 

 


Consiglio 4: dialogo

 

Consiglio per bambini da 12 anni in su: scambio di ruoli
Voi spigate perché i giovani devono giocare a videogiochi non adatti alla loro età e vostro figlio sostiene perché bisogna attenersi al limite di età.

Consiglio per bambini fino a 12 anni: discutere
Discutete con i vostri figli il senso e lo scopo del limite d'età. A tal fine potete mostrare loro le motivazioni di PEGI (pegi.info).

 

 

Guida ai media digitali

«A testa alta – enter», la guida ai media digitali offre uno sguardo approfondito nel cervello dei giovani.  

 

L'81 percento dei ragazzi svizzeri tra 12 e 13 anni usa videogiochi almeno occasionalmente, pur con una netta differenza tra ragazzi e ragazze. I ragazzi cominciano prima delle ragazze e giocano molto più a lungo. Maggiori informazioni sul comportamento di gioco dei ragazzi svizzeri sono disponibili nello Studio JAMESfocus 2017.

 

Proprio tra i ragazzi si registrano delle fasi in cui giocano con particolare intensità. Ciò non li rende automaticamente internet-dipendenti, ci vuole ben altro. Informatevi sul tema della dipendenza dai giochi.

 

 

 

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