Rubrica: Sylvie Castagné

Lavori 4.0: come sarà il mondo di domani?

Digitalizzazione: benedizione o maledizione? Sylvie Castagné stila un bilancio tra il timore di un mondo del lavoro completamente automatizzato e la frizzante creatività dei millennial.

Sylvie Castagné, 30 agosto 2017

Internet è fonte di mille speranze, ma anche di grandi paure. Il Forum economico mondiale ci ha messo in guardia: entro il 2020 oltre 5 milioni di posti di lavoro scompariranno per razionalizzazione, soprattutto in virtù della rivoluzione digitale. Prendiamo ad esempio le piccole mansioni ripetitive dei magazzinieri, degli operai nell’industria automobilistica o del personale di pulizia. Pensate ai pacchi trasportati dai droni. La digitalizzazione quindi rappresenta una minaccia, ma allo stesso tempo è anche una liberazione. Tuttavia, che tipo di società possa scaturire da tutto questo è ben altra questione.

Entro il 2020 oltre 5 milioni di posti di lavoro scompariranno per razionalizzazione, soprattutto in virtù della rivoluzione digitale.

Già oggi da Migros basta passare i prodotti con «subito» per scansire in un attimo i codici a barra, rimpiazzando così il lavoro della cassiera. O siamo noi che diventiamo un po’ cassieri? E cosa ne sarà allora della cassiera ...? Oggi poi siamo tutti anche un po’ impiegati di banca: basta inserire il numero di contratto nella pagina iniziale dell’e-banking, il PIN sul piccolo dispositivo della banca e digitare nell’apposita casella sullo schermo del computer le lettere e i numeri materializzatisi sul dispositivo. Non ho mai sognato di diventare impiegata in banca e queste piccole azioni mi stressano.

Non ho mai sognato di diventare impiegata in banca e queste piccole azioni mi stressano.

A volte svolgiamo anche le mansioni degli impiegati delle compagnie aeree, ad esempio quando ci stampiamo da soli il nostro biglietto elettronico e la carta d’imbarco, quando facciamo il check-in con il nostro computer, quando archiviamo tutti i documenti nel wallet del nostro iPhone.

 

Sono piccoli lavori, certo, ma sempre di lavoro si tratta.

 

Chiaramente c’è sempre chi vede il bicchiere mezzo vuoto e chi mezzo pieno. Io rientro nell’ultima categoria. Quando si tratta di digitalizzazione, la creatività sembra non avere più confini, soprattutto quella dei millennial, i ragazzi nati e cresciuti nell’era digitale. Me lo ha confermato anche la mia visita al «Royaume du Web» di Ginevra. L’evento ha rappresentato il primo grande incontro delle star dei social media della Svizzera romanda e mi ha spalancato le porte su un mondo in cui le immagini sono tutto ciò che conta, insieme alla possibilità di inviarle alla velocità della luce a centinaia di migliaia di persone. La presentazione della realtà virtuale del CERN, i booktuber che condividono con gli altri la propria passione per la letteratura su YouTube e i droni dotati di teleobiettivo che sembrano aleggiare sulla folla come un gigantesco occhio: la digitalizzazione si traduce nelle applicazioni più disparate e, a volte, più inaspettate.

Forse un giorno non dovremo nemmeno più comunicare verbalmente o per iscritto: sarà il giorno in cui avremo raggiunto l’era della «mente digitale».

Forse un giorno non dovremo nemmeno più comunicare verbalmente o per iscritto: sarà il giorno in cui avremo raggiunto l’era della «mente digitale». Il nostro cervello allora sarà controllato da un server centrale. Cosa succederà agli esperti di comunicazione e media? Saranno sostituiti da algoritmi e robot? Forse non staccheremo più gli occhi dallo schermo? Non possiamo fare a meno di pensare a George Orwell, visionario scrittore che disse: «Ogni volta che qualcosa mi viene presentata come progresso, mi domando soprattutto se ci renda più umani o meno umani.» Propongo, fino ad allora, di goderci le belle giornate estive e di prenderci il giusto tempo offline per staccare come si deve, rinfrescarci con un tuffo nel lago e rigenerarci con belle passeggiate in montagna. Auguro a tutti una favolosa estate!

 
Sylvie Castagné

è madre di un’adolescente che, come tutti i suoi coetanei, ha sempre lo smartphone in mano. La ragazza ritiene tuttavia che la madre trascorra un po’ troppo tempo su Facebook e Twitter.

Questa redattrice freelance di Zurigo si diverte a esplorare l’universo digitale e analizzare l’impatto dei social network sulle nostre vite.

 

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