20 anni di Swisscom

Vi ricordate di «Beck & Bondi»?

Swisscom compie 20 anni: internet, telecomunicazione e digitalizzazione hanno cambiato profondamente la nostra vita. In questo arco di tempo Swisscom ha seguito da molto vicino l’evolversi della società. Ma non tutte le ciambelle escono col buco.

Bjørn Schaeffner (testo), 23 ottobre 2017

Il 1° ottobre 1997 la Telecom PTT diventa Swisscom. È stato un periodo gravido di progetti: alcuni sono andati in porto, altri no. Vi presentiamo dieci top e flop.  

 

 

Cultura del tu

 

Chi in un colloquio ha già provato a dribblare il «tu» o la forma di cortesia «lei» sa che in qualche modo funziona, ma si corre il rischio di apparire goffi. Di questo si è accorto anche il CEO Swisscom Carsten Schloter e così, dal 2008, ha proposto a tutti i collaboratori di darsi del tu. Una mossa che denota acume, perché così Swisscom si è messa in luce con un pizzico di disinvoltura e leggerezza in stile start-up di Silicon Valley. All’inizio la notizia è stata accolta con una certa malignità da qualche giornale. Tuttavia, con il tempo la cultura del tu ha fatto scuola in molte altre grandi aziende elvetiche.

 

 

Debitel

 

All’estero molte aziende svizzere non riescono a sfondare. Poiché il mercato interno è piccolo, tentano la fortuna oltreconfine. Non tutte le acquisizioni vanno però a buon fine. Nel 1999 Swisscom entra nella società Debitel, dove la sua quota raggiunge gradualmente il 93 percento. Con questa acquisizione Swisscom si prefiggeva di partecipare con successo a un’asta di licenze UMTS in Germania. L’entrata sul mercato tedesco si è tradotta per Swisscom in una perdita miliardaria e, al contempo, nell’esclusione dalla corsa degli offerenti. Col senno di poi, è stato un colpo di fortuna, perché i prezzi delle aste delle UMTS in Europa si sono rivelati troppo elevati.

 

 

Solo un breve flirt: con una partecipazione del 93 percento nella Debitel, Swisscom voleva entrare nel mercato tedesco UMTS, ma decide di cedere la sua controllata già nel 2004.

 

 

Mistral

 

Sapevate che Swisscom è stata la prima società telecom al mondo con certificato di gestione ambientale? Swisscom ha un debole per l’ecologia sin dalla sua fondazione. Ad esempio, per mantenere costante il consumo di corrente delle centrali telefoniche ha sviluppato «Mistral». Questa tecnologia raffredda le centrali con l’aria esterna. In tutta l’azienda il consumo di corrente viene soddisfatto da anni al 100 percento con fonti locali e rinnovabili, utilizzando così più energia solare ed eolica di qualsiasi altra azienda in Svizzera.

 

 

Joker

 

A partire dal 1999, Swisscom intendeva premiare i clienti più fedeli con questo sistema di bonus. Nella pubblicità il personaggio del Joker appariva inizialmente come il classico Jolly, con tanto di cappello da buffone e in costume a strisce rossoblù. Successivamente questo costume fu indossato da una donna che ricordava vagamente l’attrice Audrey Tautou del film francese di grande successo «Il meraviglioso mondo di Amélie». Nella pubblicità si prendeva persino gioco di King Kong, volando tra le cime dei grattacieli di New York. Eppure tutta questa pubblicità non è servita. La risonanza è stata contenuta e Joker non si è rivelato adatto alle dinamiche del mercato telecom. Swisscom ha revocato il programma nel 2001.

 

 

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Solo due anni: il sistema di bonus purtroppo non ha dato i frutti sperati e così viene revocato già nel 2001.

 

 

Mobile Unlimited

 

«Però, che orario comodo: evito l’ora di punta e alle 16:00 mi siedo già in treno. Sono collegato sempre e ovunque alla migliore banda larga disponibile. Mentre sono in giro posso occuparmi delle mail e ho accesso a internet e ai dati aziendali». È quanto Swisscom scriveva 13 anni fa, quando fu lanciato il prodotto Mobile Unlimited. Si basava sulla cosiddetta tecnologia «Seamless Handover», che passa in modo impercettibile dal WLAN alla rete di telefonia mobile. Una prima mondiale. Improvvisamente il wireless è disponibile ovunque e senza fili. E si è trattato di un’innovazione sostanziale. Come si evince dal fatto che oggi qualcuno a stento si ricorda che non è stato sempre così.

 

 

Screenpad

 

Otto anni prima che la Apple inventasse l’iPad, Swisscom vendeva già lo Screenpad, anche se in realtà era un prodotto Siemens. Ma dopo soli 15 mesi lo Screenpad fu ritirato dal mercato. Gli ostacoli di natura tecnica si rivelarono insormontabili. Infatti, per utilizzare lo Screenpad, gli utenti necessitavano di un collegamento ISDN e il campo di ricezione era limitato ad appena 40 metri. Per ampliarlo sarebbe stato necessario passare a un cellulare con GSM. E per di più costava ben 2480 franchi. Con lo Screenpad, Swisscom poteva vantare un prodotto innovativo, ma il mercato non era ancora abbastanza maturo e il suo utilizzo era troppo complicato.

 

 

Swisscom TV

 

Swisscom TV è un prodotto made in Switzerland. All’inizio si basava su un software della Microsoft, ormai però è una soluzione in tutto e per tutto Swisscom. Al suo lancio, nel 2006, si trattava di un prodotto che precorreva i tempi. Il set-top-box aveva già una memoria fissa incorporata su cui poter salvare localmente fino a 200 ore di registrazione. La funzione «Live-Pause» era di serie, e nel 2012 è stata affiancata anche da Replay (per vedere trasmissioni in differita). Ma Swisscom TV ha rappresentato un benchmark anche per quanto concerne il bilancio energetico e la semplicità dei comandi, per non parlare del suo design pluripremiato. Dal 2016 dispone persino di un comando vocale in dialetto. Ebbene sì, ora Swisscom TV capisce anche il «wallisertiitsch».

 

 

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Al suo lancio nell’autunno 2006 precorreva i tempi: Swisscom TV.

 

 

Betty TV

 

Betty TV era un telecomando. E con questo telecomando si intendeva reinventare la televisione, almeno in Svizzera e Germania. I telespettatori avrebbero dovuto partecipare a giochi a premi, votazioni o sondaggi. Grazie a questo apparecchietto, il telespettatore avrebbe potuto partecipare attivamente al vissuto televisivo. Tuttavia, nel 2004 la voglia di televisione interattiva era ancora limitata. Dei 300 000 telecomandi prodotti, solo una frazione è finita nelle mani dei telespettatori. Le attese di Swisscom erano state molto più rosee.

 

 

«Beck & Bondi»

 

I pronostici su questa campagna pubblicitaria non potevano essere peggiori. Tuttavia, Swisscom e Contexta, allora la sua agenzia pubblicitaria di riferimento, decisero di provarci lo stesso. Gli spot «Beck & Bondi», mandati in onda dal 2004 al 2006, ebbero un successo strepitoso, per alcuni divennero addirittura cult, tanto che il pubblico attendeva con trepidazione l’episodio successivo. Le storie di famiglia su Fixnet spiccavano soprattutto per spirito e brio. A metà tra reality e telenovela, le storie di vita quotidiana di due famiglie della media borghesia hanno anche conquistato qualche ambito premio pubblicitario.

 

 

NATEL easy

 

A voler essere precisi, l’innovazione della scheda prepagata risale ancora ai tempi della Telecom-PTT. La direzione aziendale definì il nuovo prodotto presentato nel 1995 una «soluzione svizzera d’avanguardia», nonché un «salto quantico». A inventare NATEL® easy fu il pioniere della telefonia mobile Walter Heutschi. L’aspetto autenticamente rivoluzionario era rappresentato dalla possibilità di ricaricare la scheda a piacimento, senza dover stipulare un abbonamento. Però la scheda prepagata è diventata campione di vendite solo sotto l’egida di Swisscom. E l’innovazione è andata a ruba perché anche altre telecom hanno deciso di offrire una soluzione «prepaid» ai loro clienti.

 

 

 

20 anni di Swisscom in retrospettiva

Ecco come Swisscom lascia il segno dal 1997. 20 anni nella nostra grande rassegna multimediale.

 

 

 

 

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