Intervista al professore di diritto Arnold F. Rusch

«Auto che si guidano da sole – chi è responsabile?»

Le auto a guida completamente automatizzata sovvertiranno l’attuale diritto di responsabilità civile? Chi sarà in futuro responsabile dei danni derivanti dal traffico di vetture automatizzate? Ce lo spiega il professore di diritto Arnold F. Rusch LL.M dell’Università di Friburgo.

Andreas Turner (intervista), 28 dicembre 2016

Le vetture automatizzate rappresentano il futuro della mobilità. L’attuale legislazione è pronta per questa rivoluzione?

 

La risposta è chiaramente: no! Le leggi nazionali sulle vetture che si guidano da sole devono essere adeguate. Al momento il legislatore presuppone ancora che alla guida vi sia una persona.

 

Le vetture di Tesla, Mercedes e altri marchi sono già ora in parte automatizzate e circolano sulle nostre strade. Di chi è la responsabilità se si verifica un guasto che causa un danno: del conducente che non è intervenuto o del proprietario dell’auto?


Di entrambi. Il titolare della vettura lo è per ogni danno anche senza colpa e il conducente è altrettanto responsabile perché in tali casi la colpa viene attribuita a lui. Chi siede al volante di un’auto parzialmente automatizzata deve mantenere sempre l’attenzione. La giurisprudenza sostiene questa linea e stabilisce che non ci si può affidare ai sistemi di assistenza alla guida. Se per esempio non funziona l’ESP (controllo elettronico della stabilità), il conducente è comunque responsabile per le violazioni delle norme sulla circolazione stradale ed eventuali danni che ne derivano. Questa giurisprudenza si può applicare anche agli assistenti alla guida attualmente offerti sul mercato. Nonostante vi sia un “pilota automatico” in queste vetture non si possono guardare video, scrivere SMS o dormire!  

 

 

 

Nei modelli Tesla di ultima produzione si può sperimentare già ora la guida completamente automatizzata. (Video: YouTube/Tesla)

 

 

In linea generale le auto a guida completamente automatizzata promettono più sicurezza di quelle guidate solamente da persone. A cosa devono prepararsi gli assicuratori?


Dovranno occuparsi maggiormente della responsabilità per danno da prodotti. Se un’auto a guida completamente automatizzata causa un incidente è molto probabile che la tecnologia utilizzata presenti dei difetti, dei quali deve rispondere il produttore della vettura.

«Se in futuro il conduttore e la vettura coincideranno, in caso di incidenti provocati da difetti tecnologici sarà logicamente responsabile il produttore.»

 

Attualmente solo il dieci percento di tutti gli incidenti stradali si verifica a causa di guasti tecnici o fattori ambientali, la maggior parte è da ricondurre all’errore umano. Questo rapporto dovrebbe cambiare radicalmente con le auto che si guidano da sole. I proprietari di vetture possono già ora aspettarsi dei premi assicurativi inferiori?

 

Sì, credo che stiamo andando in questa direzione. Spero solo che questa tecnologia non arrivi troppo presto sul mercato. L’introduzione di auto che si guidano da sole non adeguatamente sviluppate sarebbe disastrosa per l’accettazione della nuova tecnologia e per i premi. Senza tener conto delle conseguenze umane.

 

 

Sfogliare rilassati una rivista: così Volvo cerca di destare l’interesse dei clienti verso le auto che si guidano da sole. (Foto: Volvo)

 

 

Se in futuro il conduttore e la vettura coincideranno, in caso di incidenti provocati da difetti tecnologici sarà logicamente responsabile il produttore. Potremmo quindi acquistare le auto con un’assicurazione forfettaria?


Non credo che vi saranno delle modifiche al nostro comprovato sistema assicurativo. Anche nel caso delle vetture che si guidano da sole, tutti i proprietari dovrebbero obbligatoriamente stipulare un’assicurazione di responsabilità civile alla quale si possano rivolgere direttamente le vittime di incidenti stradali. Le assicurazioni regolerebbero come sinora il danno, ma con la possibilità di fare ricorso contro il produttore colpevole. Questo per ora non è ancora possibile in ogni situazione. È quindi indispensabile una modifica legislativa perché non paghiamo i premi assicurativi per proteggere i produttori automobilistici dai rischi di responsabilità.

 

«Non paghiamo i premi assicurativi per proteggere i produttori automobilistici dai rischi di responsabilità.»

 

In futuro potranno guidare anche i minorenni e le persone che per motivi di età o di disabilità non lo possono attualmente fare?


È probabile, ma per ora è solo un’ipotesi. Prima che ciò accada servono delle modifiche legislative. La legge sulla circolazione stradale attualmente in vigore presuppone chiaramente un conducente adulto e umano, in grado di vedere bene, che non beve, che presta attenzione al traffico e che tiene le mani sempre sul volante.

 

Le persone hanno un valore diverso dal punto di vista della responsabilità civile; nel traffico stradale entrano quindi in gioco delle questioni etiche. Come deve intervenire qui la politica?


È un tema delicato. Attualmente vi sono delle situazioni in cui il conducente deve scegliere rapidamente tra due possibili vittime o persino se sacrificare sé stesso! In futuro il produttore automobilistico potrà programmare questa scelta già in anticipo e in tutta tranquillità. Con una programmazione sensata basata sul danno minore possibile, la vettura sceglierebbe secondo i dati identificativi disponibili sempre la persona il cui ferimento o la cui morte risultano più vantaggiosi dal punto di vista della responsabilità civile. Ciò comporta però discriminazioni e un classismo indesiderato.


Cosa ha la precedenza in caso di emergenza: l’etica o l’economia?


Questa è appunto la questione. Sarebbe sbagliato anche se il produttore automobilistico nascondesse le informazioni disponibili sulle possibili vittime. Potrebbe infatti violare l’obbligo di ridurre il danno nei confronti del proprio assicuratore. Da questo punto di vista, i produttori si mettono in difficoltà ogni volta che effettuano una programmazione e richiedono quindi giustamente delle direttive da parte del legislatore.

 

 

 

L’intervistato

Prof. Dr. Arnold F. Rusch (45) è professore associato dell’Università di Friburgo e incaricato di corsi presso l’Università di Zurigo. In lezioni, esercitazioni e pubblicazioni si occupa di tutte le questioni relative al diritto civile, anche delle norme sulla responsabilità e sul regresso per i sistemi di assistenza alla guida e le vetture autonome.

 

 

 

 

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