Freemium

Gratis non significa a costo zero

I giochi Freemium o Free 2 Play attirano nuovi clienti con le offerte gratuite. Ma sono gli acquisti supplementari a rendere il gioco interessante e ciò potrebbe finire per costare parecchio.

Marc Bodmer (testo), 30 agosto 2017

I genitori conoscono benissimo questo tipo di suppliche: «Papà, puoi scaricarmi questo gioco?», chiede Joel (9 anni) a suo padre. – «No», risponde lui prontamente. – «Daaai, per favore, è troppo forte.» – «Sarà, ma non ho voglia di pagare per qualche cavolata a cui giochi al massimo due volte e che magari mi crea pure problemi al PC.» – «Ma è gratis, ci giocano tutti», insiste Joel e finisce così per ottenere il tanto sperato «Va bene ...».  

 

In diversi casi non si può certo dire che i giochi cosiddetti «Free to Play» (F2P) siano una bella cosa. Infatti, come ben sappiamo, nella vita nulla è gratis, e lo stesso vale per i videogiochi. Nell’era del «tirchio è bello», su Internet i consumatori hanno sviluppato una mentalità che li porta alla costante ricerca del servizio gratuito, ma anche i programmatori di videogiochi devono comunque vivere di qualcosa. Evidentemente in un momento di disperazione questi sono ricorsi al seguente modello di business: nei giochi Freemium o Free 2 Play, i cui detrattori sono soliti chiamare anche Pay 2 Win (paga per vincere), il gioco base è effettivamente gratuito. Il guadagno avviene mediante la pubblicità o successivi acquisti in-app. Si tratta di servizi supplementari che vengono acquistati durante il gioco e solo grazie ai quali questo diventa davvero interessante.

 

 

Pagare per vincere ad esempio con i giochi Freemium League of Legends, Dungeon Fighter Online e DOTA 2.

 

 

Mano al portafoglio, veloce!

 

Generalmente è possibile giocare ai giochi F2P senza spendere un centesimo, ma serve molta pazienza. E il tempo è denaro, nel senso più stretto del termine. In alcuni casi è possibile guadagnare sull’impazienza dei giocatori. Ad esempio, il gioco di carte «Hearthstone», disponibile su smartphone, tablet e PC, lo scorso anno ha permesso al fabbricante Blizzard di guadagnare 395 milioni di dollari. Il motivo è che iniziare a giocare è molto facile. Si ottengono i primi successi, si passa ai livelli successivi, ma poi le cose cambiano. Per fare progressi sono necessari sempre più punti. Ovvero: per ottenere risultati è necessario giocare a lungo e raccogliere punti accanitamente. In alternativa è possibile mettere mano al portafogli e acquistare il tanto agognato upgrade. Un franco qui, cinque franchi lì e i progressi arrivano rapidi.

 

La cosa interessante è che fra i bambini svizzeri vige una specie di codice d’onore che dice: per un gioco gratuito non bisogna pagare nulla. Si arriva addirittura al punto che i bambini che spendono qualche franco anche una sola volta, ad esempio per rimettersi in pari con il gioco, vengono accusati di barare, anche se non hanno fatto nulla di disonesto.

 

Ma soprattutto i bambini piccoli che non dovrebbero usare il PC o il tablet senza supervisione, non sanno dare il giusto valore al denaro. Se i genitori non impostano una password per gli acquisti in-app, ma questi possono essere effettuati addebitando gli importi direttamente sulla fattura del telefono, la cosa potrebbe diventare costosa. Se il bambino effettua un upgrade o la bambina aggiunge uno studio per le unghie al suo salone di parrucchiere virtuale, in men che non si dica potrebbero spendere qualche centinaio di franchi. Quindi: anche se può sembrare complicato, impostate una password come si deve, che verrà richiesta ogni volta prima di effettuare qualsiasi acquisto. Ne vale la pena.

 

 


Ecco i giochi Freemium più amati:

 

1. League of Legends

2. Crossfire

3. Fantasy Westard Journey Online 2

4. Dungeon Fighter Online

5. DOTA 2

 

Fonte: Superdata / Versione: giugno 2017

 

 

 

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