Per prima cosa vogliamo spiegare cos’è la videosicurezza e cosa si intende in generale quando si parla di luoghi pubblici.
La videosicurezza è l’osservazione mirata di luoghi, oggetti o persone per mezzo di videocamere. Si riferisce tanto alla registrazione di video che possono essere ispezionati in un secondo momento quanto alla trasmissione in diretta delle immagini raccolte su un monitor.
Nella videosicurezza, un ruolo decisivo è svolto da videocamere, monitor, apparecchiature di registrazione e valutazione, software di analisi e tecnologie di collegamento e interconnessione. I moderni impianti di videosicurezza funzionano in digitale su reti basate su IP. Un sistema di videosicurezza non dovrebbe mai essere collegato alla rete internet pubblica. In linea di massima, viene sempre scelto un collegamento protetto (VPN o simili) dal sistema locale a quello centrale.
La videosicurezza è solitamente limitata alla raccolta di informazioni, ma spesso il termine «sorveglianza» ha una connotazione negativa: controllo e osservazione indesiderata sono le associazioni mentali più frequenti. In realtà, però, di norma la videosicurezza ha per finalità la sicurezza.
Un buon esempio è l’area sportelli di una banca. Tutte le banche sono obbligate a tutelare la sicurezza dei loro collaboratori, dei clienti e del contante. Sistemi di videosicurezza e banche(apre una nuova finestra) formano ormai un connubio inscindibile. All’interno del piano di sicurezza di un istituto di credito, questi sistemi aiutano a prevenire i reati e agevolano le indagini.
Di solito, i luoghi pubblici sono di proprietà di un ente statale (Confederazione, Cantoni, Comuni) e sono accessibili al pubblico. Si tratta di aree e spazi vivibili collocati all’esterno di edifici e fondi privati.
L’idea alla base dei luoghi pubblici è quella di uno spazio predisposto da un ente pubblico per il bene della comunità. È accessibile a tutti perché, come spazio geografico, rientra nello spazio sociale di un Comune o una città e quindi costituisce un «luogo per tutti».
Le superfici destinate alla circolazione come marciapiedi o zone pedonali, i trasporti pubblici di passeggeri e gli spazi liberi accessibili a tutti come aree verdi, parchi giochi, impianti sportivi e simili rientrano tra i luoghi pubblici. Se una di queste superfici è soggetta a requisiti di accesso, come ad esempio un costo di ingresso o un’età minima, per definizione non perde comunque la sua natura «pubblica».
A proposito: occorre prestare attenzione alla distinzione tra luoghi pubblici e luoghi accessibili al pubblico, detti anche «semipubblici». In questa categoria rientrano terreni ed edifici di proprietà privata che vengono però impiegati per svolgere un compito pubblico. I luoghi pubblici e semipubblici non sono sempre facili da distinguere. Un buon esempio è costituito dalle aree sportelli delle banche.
I luoghi pubblici sono accessibili a tutti: in questa categoria rientrano, ad esempio, zone pedonali, parchi giochi e trasporti pubblici.
La sicurezza è un fattore decisivo per la qualità della vita in una città. Una città sicura è infatti una città dove è bello stare, tanto per la popolazione quanto per le imprese e i turisti. In quanto spazi di incontro e dialogo tra gruppi diversi, i luoghi pubblici possono apportare un arricchimento culturale. Sono il «biglietto da visita» di una città. Se i luoghi pubblici sono insicuri o vengono percepiti come tali, l’intera città sarà considerata non sicura.
La videosicurezza ha un ruolo decisivo per la sicurezza dei luoghi pubblici. In Svizzera, la videosicurezza di luoghi pubblici offre i vantaggi seguenti:
La videosicurezza è finalizzata in primo luogo alla sicurezza e può aiutare a prevenire i reati.
Nei Comuni svizzeri si registrano numerosi casi di disturbo della quiete pubblica, vandalismo, littering o sabotaggio pericoloso. Questi eventi, oltre a costituire un rischio per la sicurezza, provocano costi elevati e insoddisfazione nella popolazione. Le soluzioni di videosicurezza possono arginare questi fenomeni. Sempre più spesso, quindi, i Comuni fanno ricorso a soluzioni di sicurezza smart nell’intento di prevenire i reati e raccogliere le prove per individuare i criminali.
La condizione è che la videosicurezza sia conforme alla normativa in materia di protezione dei dati. Maggiori informazioni sono disponibili nel capitolo «Situazione giuridica e protezione dei dati nella sorveglianza di luoghi pubblici».
Il Comune di Urdorf ha optato per una soluzione di videosicurezza. I motivi: abbandoni di rifiuti, atti di vandalismo, imbrattamenti e rumori molesti in un centro sportivo nel cuore del paese.
Insieme a Swisscom Secure Vision, il Comune ha realizzato una soluzione di videosicurezza(apre una nuova finestra) smart. A spingerlo in questa direzione sono state le lamentele dei diretti interessati, ossia le associazioni che usano il centro sportivo, oltre ai costosi lavori di sistemazione a seguito degli atti di vandalismo. Le videocamere (con protezione antivandalismo) sono state installate in posizioni ad alta visibilità nell’area di pertinenza del centro sportivo con finalità di deterrenza. Qualora si verifichi un reato, le registrazioni possono essere utilizzate per scovare gli autori.
L’installazione dell’impianto di videosicurezza è stata un successo. Thomas Bollinger, capodivisione Stabili e strutture sportive del Comune di Urdorf, conferma: «Nei perimetri sorvegliati rileviamo una marcata flessione degli atti di vandalismo e littering, ma anche di disturbo della quiete pubblica.» Se poi viene commesso un delitto, il Comune in collaborazione con gli organi di polizia può accedere ai dati di sorveglianza e adottare le misure eventualmente necessarie.
Sulla videosicurezza di luoghi pubblici è in corso un acceso dibattito: non si contano ormai le polemiche, tanto nel mondo politico quanto in quello economico, sul ricorso a soluzioni per la videosicurezza di luoghi pubblici.
Chi si oppone alla sorveglianza fa principalmente appello ai diritti personali dei cittadini: una videosicurezza pubblica è un’ingerenza nella sfera privata e nei diritti personali dei cittadini, oltre a contravvenire alla protezione dei dati.
Contro la videosicurezza di luoghi pubblici vengono poi addotti con frequenza gli argomenti seguenti:
Nel capitolo seguente puntiamo i riflettori sulle disposizioni legali che disciplinano la videosicurezza dei luoghi pubblici. Prima la sorveglianza da parte dello Stato, poi di persone private. In entrambi i casi, considerata la grave ingerenza nei diritti personali delle persone esposte a videosicurezza di luoghi pubblici, questa pratica è soggetta a elevati standard di protezione dei dati.
*Disclaimer: questo è un articolo giornalistico redatto sulla base di ricerche condotte a maggio 2023 secondo scienza e coscienza. L’Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza pubblica qui(apre una nuova finestra) le informazioni giuridicamente vincolanti e sempre aggiornate sulla videosicurezza e gli adeguamenti alla nLPD (diritti degli interessati / obblighi dei gestori).
In linea di massima, la videosicurezza dei luoghi pubblici è consentita dalla legge. Confederazione, Cantoni e Comuni devono però rispettare rigorosi requisiti per poter sorvegliare i cittadini per mezzo di videocamere. La videosicurezza, infatti, è una grave ingerenza nel diritto costituzionale alla protezione della personalità.
A livello comunale, l’ammissibilità della videosicurezza dipende dalla normativa cantonale e dal caso concreto.
Devono essere rispettati i criteri seguenti:
A proposito: in Svizzera è in vigore la legge federale sulla protezione dei dati (LPD)(apre una nuova finestra). Ogni Cantone ha il proprio Incaricato della protezione dei dati(apre una nuova finestra), che è competente per i trattamenti dei dati eseguiti da organi federali e privati.
Per essere ammesse come prova in tribunale e nelle indagini di polizia, le videoregistrazioni devono essere conformi alla normativa in materia di protezione dei dati. Se non è così, le registrazioni di un presunto criminale sono inutilizzabili.
Se una porzione di spazio pubblico viene videosorvegliata, un apposito cartello deve darne apposita comunicazione.
Non è ammesso per principio che persone private attivino un impianto di videosicurezza su suolo pubblico. Anche in questo caso, la videosicurezza costituisce un’ingerenza nei diritti personali delle persone interessate poiché spesso queste ultime non possono decidere se entrare o meno nella zona sorvegliata. Inoltre, la prevenzione di reati e la protezione dei cittadini sono compiti che spettano allo Stato e non alle persone private. Le eccezioni a questa regola sono ammesse in misura limitata e presuppongono sempre una valutazione caso per caso.
Nota: in questo contesto, per persone private intendiamo le persone fisiche/private come locatori e proprietari di negozi ma anche le persone giuridiche come ad es. Sagl e società cooperative.
Come per la sorveglianza da parte della Confederazione, dei Comuni o dei Cantoni, affinché una persona privata possa attivare una videocamera di sorveglianza devono essere rispettati determinati requisiti:
Se la liceità, la proporzionalità e la finalità vincolata sono rispettate, una persona privata che attiva una videocamera privata deve rispettare le regole seguenti:
A proposito: la sorveglianza per mezzo di droni è disciplinata da norme speciali. Nel nostro articolo «Il punto della situazione sulla nuova normativa in materia di droni in Svizzera(apre una nuova finestra)» trovate tutte le informazioni importanti sulle norme europee in materia di droni, che trovano applicazione anche in Svizzera da inizio 2023.
Che la videosicurezza di luoghi pubblici venga effettuata da Cantoni o Comuni oppure da persone private, una cosa è certa: le registrazioni contengono solitamente dati personali e sono quindi soggette alla legge sulla protezione dei dati. Deve essere indicato che sono in corso registrazioni video e chi è responsabile della sorveglianza. Un’altra cosa importante è che i responsabili rispettino le regole, come ad esempio il periodo di conservazione dei dati e il divieto di trasmissione a terzi.
Swisscom Secure Vision è tra i leader in Svizzera nel campo dei sistemi intelligenti di videosicurezza e presta grande attenzione alla protezione e alla sicurezza dei dati. La conservazione dei dati prodotti dai sistemi di videosicurezza avviene in Svizzera. L’eventuale trasmissione dei dati alle autorità di polizia avviene in sicurezza (cifratura, protezione con password e autenticazione a due fattori) e nel rispetto di standard elevati di protezione dei dati.
Scoprite il prodotto Video Insider(apre una nuova finestra) di Swisscom Secure Vision oppure mettetevi direttamente in contatto con noi:
La videosicurezza è l’osservazione mirata di luoghi, oggetti o persone per mezzo di videocamere. Si riferisce tanto alla registrazione di video che possono essere ispezionati in un secondo momento quanto alla trasmissione in diretta delle immagini raccolte su un monitor.
Equipaggiamento
Nella videosicurezza, un ruolo decisivo è svolto da videocamere, monitor, apparecchiature di registrazione e valutazione, software di analisi e tecnologie di collegamento e interconnessione. I moderni impianti di videosicurezza funzionano in digitale su reti basate su IP. Se quindi un sistema di videosicurezza è connesso a internet diventa possibile accedere in remoto ai dati registrati.
Controllo o sicurezza?
La videosicurezza è solitamente limitata alla raccolta di informazioni, ma spesso il termine «sorveglianza» ha una connotazione negativa: controllo e osservazione indesiderata sono le associazioni mentali più frequenti. In realtà, però, di norma la videosicurezza ha per finalità la sicurezza.
Un buon esempio è l’area sportelli di una banca. Tutte le banche sono obbligate a tutelare la sicurezza dei loro collaboratori, dei clienti e del contante. Sistemi di videosicurezza e banche formano ormai un connubio inscindibile. All’interno del piano di sicurezza di un istituto di credito, questi sistemi aiutano a prevenire i reati e agevolano le indagini.
Di solito, i luoghi pubblici sono di proprietà di un ente statale (Confederazione, Cantoni, Comuni) e sono accessibili al pubblico. Si tratta di aree e spazi vivibili collocati all’esterno di edifici e fondi privati.
L’idea alla base dei luoghi pubblici è quella di uno spazio predisposto da un ente pubblico per il bene della comunità. È accessibile a tutti perché, come spazio geografico, rientra nello spazio sociale di un Comune o una città e quindi costituisce un «luogo per tutti».
Le superfici destinate alla circolazione come marciapiedi o zone pedonali, i trasporti pubblici di passeggeri e gli spazi liberi accessibili a tutti come aree verdi, parchi giochi, impianti sportivi e simili rientrano tra i luoghi pubblici. Se una di queste superfici è soggetta a requisiti di accesso, come ad esempio un costo di ingresso o un’età minima, per definizione non perde comunque la sua natura «pubblica».
A proposito: occorre prestare attenzione alla distinzione tra luoghi pubblici e luoghi accessibili al pubblico, detti anche «semipubblici». In questa categoria rientrano terreni ed edifici di proprietà privata che vengono però impiegati per svolgere un compito pubblico. I luoghi pubblici e semipubblici non sono sempre facili da distinguere. Un buon esempio è costituito dalle aree sportelli delle banche.