Coworking – what the heck?





Colonna: Ruggero Crameri, Future Work Experience Developer, Swisscom

Coworking – what the heck?


Open Space, Free Seating, Shared Desk – termini di tendenza che suonano pretenziosi, ma dalla realizzazione veramente semplice.


testi: Ruggero Crameri, 24 febbraio 2017




I nuovi modelli di lavoro come Coworking, collaborazione agile, Design Thinking e spazi di lavoro fancy sono ormai sulla bocca di tutti. Ma quando e come è iniziato il nostro viaggio verso modelli di lavoro moderni e nuova organizzazione degli spazi?


Mi ricordo ancora molto bene: otto anni fa da Swisscom abbiamo lanciato un progetto che prevedeva di stringerci per sfruttare meglio i nostri spazi. Molti collaboratori approfittavano già della possibilità di lavorare da altri luoghi o da casa, oppure non erano in ufficio perché lavoravano a tempo parziale. L’idea era: chi trascorre in ufficio meno del 70 per cento del suo tempo di lavoro, non ha diritto a una scrivania fissa. Dovevamo quindi passare da postazioni di lavoro fisse a Shared Desk, da uffici singoli a open space.


Un’ondata d’indignazione attraversò gli uffici. Per la prima volta c’erano meno postazioni di lavoro che collaboratori. Ma era davvero un problema?


Per molti collaboratori è stato sicuramente un cambiamento enorme. Ovunque c’erano pile di raccoglitori, libri e oggetti personali. Tutta quella carta non ha certamente semplificato il cosiddetto “Free Seating”. Servivano ordine e digitalizzazione.


E mentre scrivo queste righe, noto un espositore di cartone viola sulla mia Shared Desk. È un perfetto esempio di come i collaboratori stessi hanno iniziato ad attuare il cambiamento. Hanno riconosciuto il valore aggiunto offerto dalla condivisione della loro postazione di lavoro. E non solo: si sono seduti volontariamente in posti diversi e hanno approfittato dell’occasione per scambiare quattro chiacchiere con altre persone. E la foto della famiglia, in passato incorniciata sulla scrivania, adesso li saluta dallo schermo del computer.


Cosa ci dice questo? Una volta stabilita dalla direzione, la flessibilizzazione delle nostre postazioni di lavoro ha messo in atto un cambiamento. Certo, ogni cambiamento porta con sé innanzitutto delle difficoltà, che però diventano – più o meno velocemente – un miglioramento per tutti. I collaboratori iniziano ad accettare la situazione e si reinventano. A vantaggio di tutti.


E la morale della storia: adattarsi non è poi così difficile. Pur essendo un animale abitudinario, l’uomo riesce ad adeguarsi velocemente alle nuove situazioni e alla fine le modifica in base alle sue necessità. Tutto dipende dall’atteggiamento di ciascuno e naturalmente dalla volontà dell’azienda di affrontare e implementare i cambiamenti a lungo termine.


Ruggero Crameri accompagna da molti anni Swisscom lungo il suo percorso di collaborazione senza confini. Aiuta con passione organizzazioni e collaboratori a immergersi in nuovi mondi di lavoro smart.


Ha un obiettivo dichiarato: semplificare la vita delle persone e, al contempo, creare un vantaggio per le aziende. Insieme al suo team, Ruggero inventa i modelli di lavoro di domani, mescola le generazioni e cambia le regole.




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