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5G e realtà virtuale per costruire con efficienza

Più efficienza in cantiere grazie al 5G

Come il 5G migliora la collaborazione in cantiere

Nel settore edile, l’incidenza di tempi e costi è una grande sfida. Collaborazioni strette e comunicazioni tempestive tra i soggetti coinvolti consentono una gestione ottimale. Tecnologie come la realtà virtuale e il 5G favoriscono questo tipo di scambi. Utopia? No, come si evince da una visita a un cantiere in corso.

Testo: Andreas Heer, Immagini: Boris Baldinger,

È un giorno lavorativo come tanti nel cantiere di Herblingen, dove Migros Svizzera orientale sta attualmente ristrutturando il più grande centro commerciale del Canton Sciaffusa. All’interno del cantiere sorge un prefabbricato che, da fuori, sembra del tutto normale. Al suo interno, seduti a un tavolo, ci sono Ralf Balgar e tre rappresentanti di imprese edili. Presso Migros Svizzera orientale, Balgar è responsabile del rilancio del mercato di Herblingen, che dovrà essere portato a termine nel giro di un anno. Dal punto di vista della tempistica, si tratta di un progetto ambizioso che potrà essere realizzato soltanto con una stretta collaborazione e uno scambio intenso tra tutti i soggetti coinvolti.

 

I quattro esperti discutono in modo animato dei prossimi step. Su tre pareti viene proiettato il modello tecnico del progetto di ristrutturazione. All’interno del cosiddetto icCUBE, la proiezione a 270° è a grandezza naturale e fa sembrare ai quattro operatori di trovarsi in mezzo all’edificio progettato senza la necessità di ricorrere agli occhiali per la realtà virtuale. Ralf Balgar naviga verso l’area di cui i quattro esperti intendono discutere e, dopo un breve colloquio, le attività pianificate per oggi sono completamente chiarite. La ristrutturazione può quindi procedere senza il rischio di incorrere in possibili fraintendimenti.

Un «gemello digitale» in grado di semplificare la collaborazione

Attualmente, il settore edile si trova nel pieno di un processo di digitalizzazione. Grazie a metodologie moderne come il Building Information Modeling (BIM), è possibile ricreare un gemello digitale tridimensionale comprensivo di tutte le dotazioni tecniche. E, con la proiezione a 270° all’interno di icCUBE, tale modello è completamente accessibile e percorribile in modalità virtuale: ciò consente a tutti i partecipanti di visualizzare la stessa cosa all’interno di icCUBE, come se stessero visitando insieme il cantiere reale. Chi non può essere presente in loco ha comunque la possibilità di collegarsi tramite web browser, anche dal proprio smartphone mentre è in giro.


In questo modo, i committenti e gli utenti sono coinvolti fin dalle prime fasi del progetto di costruzione e la ricorrente frase «se lo avessi saputo prima» risulterà superflua, dal momento che tutti i responsabili delle decisioni sono coinvolti per tempo nel progetto, con conseguente risparmio in termini di tempo e di costi. «In questo modo miglioriamo il coordinamento in cantiere ed evitiamo decisioni errate», afferma a tal proposito Balgar, responsabile di progetto.

All’interno di icCUBE, i soggetti coinvolti si immergono letteralmente nella realtà virtuale. (La foto risale al periodo precedente alla «situazione straordinaria»)

Per il settore edile, questa modalità «immersiva» di collaborazione offre una reale possibilità di reinventarsi e di superare le inefficienze legate al passato. Il modello 3D consente di individuare tempestivamente e di correggere i problemi che fanno lievitare i costi a causa di un’insufficiente pianificazione o del mancato rispetto dei margini di tolleranza. È infatti possibile verificare le eventuali conseguenze degli adeguamenti prima di procedere alla relativa realizzazione. In questo modo, già prima di iniziare i lavori, lo store planner di Migros può confrontarsi con gli specialisti addetti all’illuminazione al fine di ottimizzare la successiva esperienza del cliente. La collaborazione immersiva pone quindi le persone al centro di tutto. E, grazie alla migliore comunicazione, è possibile realizzare i progetti più velocemente e ridurre i costi.

La rete deve essere in grado di tenere il passo

Per rendere possibile questo tipo di comunicazione, è necessario avere una rete mobile affidabile. Diversamente da quanto accade ad esempio nello streaming casalingo dei film, nella collaborazione di tipo immersivo i dati sono trasmessi in tutte le direzioni e la modalità full-duplex del 5G semplifica in tal senso lo scambio di dati. E il volume di dati è davvero grande. Per realizzare visivamente un gemello digitale completo, si rendono infatti necessari moltissimi terabyte fin da subito. A titolo di confronto: un terabyte corrisponde a oltre 300 ore di film in streaming in qualità HD.

 

La trasmissione di modelli 3D immersivi su icCUBE richiede inoltre una connessione veloce con brevi intervalli di latenza, in modo da consentire a tutti i partecipanti di visualizzare contemporaneamente le stesse informazioni. E magari, nel corso del progetto di costruzione, si renderà necessario spostare il prefabbricato icCUBE. Un collegamento internet tramite rete mobile è in grado di semplificare questa procedura, dal momento che viene meno la posa dei cavi. Pertanto, nel cantiere di Herblingen è da poco disponibile una soluzione FWA (Fixed Wireless Access). Tale Access Point mobile collega icCUBE a internet tramite la rete 5G.

Un guadagno in termini di tempo e di umanità

Per Ralf Balgar icCUBE è, in primis, uno spazio multifunzionale per la collaborazione interdisciplinare: «icCUBE consente uno scambio di know-how tra tutti i soggetti coinvolti e facilita la comunicazione nel corso dell’intero ciclo di vita del progetto di costruzione». I singoli attori possono quindi portare a termine i loro compiti in modo mirato: grazie a icCUBE, le persone vengono infatti letteralmente trasportate «dentro» al progetto.

 

Questo tipo di scambio di informazioni consente di realizzare in modo efficiente il progetto di costruzione e di affrontare quindi gli aspetti che rappresentano le principali sfide del settore, ovvero le esigenze in termini di tempo e di costi. «Lavoriamo sempre più velocemente e siamo costantemente in grado di programmare i miglioramenti necessari. Questo incrementa anche la capacità delle varie aziende edili coinvolte di creare valore», sottolinea Balgar. È quindi possibile sia ovviare ai tempi di attesa derivanti dalle migliorie apportate, sia evitare di chiedersi chi debba farsi carico dei costi aggiuntivi.

 

icCUBE è quindi uno strumento di comunicazione e Balgar afferma: «Le persone sono tornate a confrontarsi in modo più intenso e, quindi, a collaborare anche meglio». E, detto questo, Balgar torna nel mondo del cantiere reale.


icCUBE e la collaborazione immersiva

Il termine «immersione» descrive l’effetto di immergersi all’interno di mondi virtuali in cui l’ambiente fittizio circostante viene percepito dalle persone in modo da creare un collegamento emozionale diretto e, a volte, anche fisiologico. Finora, questo effetto poteva essere sperimentato principalmente con gli occhiali per la realtà virtuale.

 

L’«Immersive Collaboration Cube» (icCUBE), sviluppato dall’azienda Inside Reality, offre un’efficace «immersione di gruppo» senza la necessità di ricorrere agli occhiali per la realtà virtuale o ad altri dispositivi 3D. Il responsabile dello sviluppo Chris Henn descrive l’esperienza come «una realtà virtuale senza indossare gli appositi occhiali». Tre computer collegati a tre proiettori proiettano sulle pareti una rappresentazione a 270° che dà agli osservatori non solo l’impressione di «essere dentro al progetto», ma di esserci addirittura come gruppo. La connessione 5G permette inoltre di offrire una qualità di servizio (QoS) costante. In questa forma, icCUBE è stato presentato per la prima volta in occasione di Swissbau 2020 a Basilea come frutto della collaborazione tecnica in corso tra Inside Reality e Swisscom.




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