Intervista con l'evangelista del 5G Stefan Mauron

Intervista con Stefan Mauron 

«5G è il passo logico successivo»


La prossima generazione di tecnologia di comunicazione mobile offre molto di più di connessioni dati ad altissima velocità. Stefan Mauron, Productlead Wireless Access Innovation ed evangelista del 5G in Swisscom, ne è fermamente convinto.


Testo: Urs Binder/tnt-graphics AG, Immagini: © Daniel Brühlmann, 13 settembre 2017




Signor Mauron, che cosa significa 5G per Lei e per Swisscom?


Il 5G rappresenta un cambiamento paradigmatico in numerosi settori. Non si tratta anzitutto, come per le precedenti tecnologie di comunicazione mobile come UMTS o LTE, dell’aumento della velocità di trasmissione. Il 5G cambierà radicalmente la rete mobile e i nuovi servizi consentono di pensare a ciò che fino ad oggi non si osava nemmeno immaginare.


Che tipo di servizi intende? 


Il 5G presenta vantaggi ad esempio nelle applicazioni in cui deve essere garantita la disponibilità per il mantenimento dei Service Level. Prendete ad esempio un grande evento dove migliaia di persone in uno spazio piccolo guardano video in live streaming dal loro smartphone. La rete di radiocomunicazione mobile è completamente sovraccarica. Con Network Slicing, una funzionalità di 5G, possiamo mettere a disposizione delle organizzazioni di pronto intervento una velocità di trasmissione garantita, senza dovere creare reti separate.


Quali sono gli effetti del 5G sull’industria? 


Per studiarli nello specifico, nel programma «5G for Switzerland» stiamo sviluppando le prime applicazioni insieme alle industrie partner e all’accademia. Una delle prime è il produttore di medicinali Ypsomed, per il quale digitalizziamo le procedure che finora erano manuali, quali la trasformazione di semifabbricati mediante il processo di fabbricazione. Oppure analizziamo i dati delle macchine in real-time con le tecniche di Predictive Analytics che consentono di prevedere gli errori di produzione. Il parco macchine viene interconnesso con la rete di radiocomunicazione mobile 5G. 


Non si potrebbe fare la stessa cosa anche con una rete cablata?


Certamente, oggi viene fatto anche in questo modo. Immaginatevi un tratto di produzione lungo centinaia di metri con dozzine di macchine. Per integrarle in una rete occorre l’Industrial Ethernet che è parecchio costoso. E non è flessibile perché i centri di produzione devono essere riequipaggiati più volte per gli adeguamenti di prodotto o i prodotti nuovi.



Grazie al 5G le macchine nei centri di produzione si possono spostare a piacere, senza dover posare nuovi cavi.


Come funziona in concreto l’integrazione delle macchine? 


Per la connessione di rete mobile abbiamo sviluppato un gateway in grado di inoltrare ogni connettività via cavo tramite 5G. Lo si collega ad esempio alla porta Ethernet della macchina che può essere spostata a piacere senza posare nuovi cavi. Anche i PC industriali, i robot e le stazioni di misurazione diventano così subito mobili e possono essere impiegati in modo molto più versatile.



Per l’integrazione delle macchine, Swisscom ha sviluppato un apposito gateway.


Cos’altro ha da offrire il 5G? 


Una novità è l’Edge Computing che cambia radicalmente l’approntamento dei servizi cloud: l’Edge Computing delocalizza le risorse cloud come la potenza di calcolo e la memoria direttamente nelle stazioni base della telefonia mobile. Per numerose applicazioni su base cloud non si deve più ricorrere a internet, per cui si ha un miglioramento della sicurezza e dei tempi di risposta.


Qual è la correlazione con il «Massive IoT»?


La rete 5G consente un drastico aumento dei dispositivi e delle applicazioni real-time basate sulla radiocomunicazione mobile. Calcoliamo fino a 100 000 dispositivi per cella radio e periodi di latenza end-to-end di pochi millisecondi.


E cosa comporta in concreto?


Anche queste caratteristiche 5G sono utili nelle applicazioni industriali. Ad esempio ci sono macchine che ogni millisecondo forniscono dati relativi a 1000 parametri creando un gigantesco data lake. Questi dati vengono analizzati in real-time. In questo modo si può prevedere quando un determinato parametro esce dai valori di tolleranza e si può intervenire per tempo. A tutt’oggi questi dati vengono valutati solo dopo la produzione.


Quando arriva il 5G? Per il momento non è stata nemmeno standardizzata l’interfaccia radio...


Attualmente la standardizzazione è in pieno corso e contiamo di avere un primo documento di standardizzazione per la fine del 2017. Swisscom conta sul fatto che il 5G sarà commercializzabile in Svizzera dalla fine del 2018.


Le funzionalità 5G saranno disponibili tutte insieme?


No, tecnologie come NB-IoT o Edge Computing possono essere introdotte prima. Il 5G non arriva come il Big Bang, bensì come perfezionamento evolutivo che, tra l’altro, si basa sul 4.5G.


E cosa accade subito dopo?


La realizzazione di velocità di trasmissione molto elevate nell’ordine di Gigabit superiore avviene in spettri più alti e in una nuova air-interface. Qui parliamo di «new radio» nel campo di onde di cm e mm che richiede armonizzazioni internazionali, seguite da un’autorizzazione da parte delle autorità nazionali. Si tratta di processi lunghi che dureranno sicuramente fino al 2020.


Nelle attuali demo del 5G si vedono «terminali» molto più grandi di un frigorifero. È realistico pensare che entro il 2020 le dimensioni si ridurranno a misura di smartphone?


Sono sollevato che si tratti solo più di frigoriferi. Il primo apparecchio UMTS all’epoca occupava lo spazio di un intero fuoristrada. Anzitutto è una questione di costi: al momento è in fase di test e solo quando la tecnica sarà perfetta e tutti gli standard saranno chiari verrà miniaturizzato. La miniaturizzazione sarà poi velocissima.


Dove ci sono ancora problemi riguardo ai terminali?


Per il 5G è decisiva la tecnologia MIMO (Multiple-Input Multiple-Output). Per il 4G parliamo ad esempio di antenne MIMO 2x2 o 4x4) che si possono realizzare ancora perfettamente in uno smartphone. Per il 5G parliamo invece di «Massive MIMO» con array di ad es. 64x64 antenne e più. Per fare funzionare un sistema di questo tipo in uno spazio così piccolo occorre ancora innovazione e lavoro di sviluppo.


Per l’industria 4.0 c’è già LoRA. Il 5G soppianterà questa tecnologia?


No, non credo. Più che altro in futuro ci saranno reti differenziate per le applicazioni IoT: da un lato le tecnologie 5G come Narrowband IoT, basate su sistemi cellulari; dall’altro reti come LoRa in bande senza licenza. Non penso che qui ci sia una forte concorrenza poiché le tecnologie sono troppo diverse in quanto a disponibilità, sicurezza o costi. La banda impiegata dipende dal tipo di applicazione e spesso si tratta di una decisione case-by-case. Swisscom le offre entrambe.


Per concludere, una domanda personale: che cosa fa un «evangelista del 5G»?


«...evangelizza» (ride). In realtà è molto semplice: i miei colleghi ed io siamo in fibrillazione per il tema 5G perché si apriranno nuove possibilità commerciali di guadagno, basate sostanzialmente sulla digitalizzazione. Proprio in ambito industriale molti clienti entrano in un campo ancora inesplorato. Come partner tecnologico d’eccellenza desideriamo sostenerli per realizzare i loro vantaggi. Questo non avviene creando prospetti fantastici, quanto lavorando passo dopo passo insieme ai clienti e ogni tanto ci si deve sporcare anche le mani. Per affrontare le nuove sfide abbiamo dovuto anzitutto sviluppare le soluzioni hardware e software. Non esistono prodotti pronti da acquistare. Non ancora. E questo è l’altro aspetto: con le ultime innovazioni prepariamo l’organizzazione interna per i futuri business-case.



«Con le ultime innovazioni prepariamo l’organizzazione interna per i futuri business-case».


E come ha raggiunto questa posizione? 


Non ci si può certo candidare, perché molto più importante della posizione è l’immaginario e la passione sfrenata per un determinato argomento. Soltanto così si può compiere quel passo in più di cui si sente spesso parlare. Solo con l’entusiasmo si può riuscire a convincere anche i clienti. Concedere libertà d’azione ai team che hanno idee buone fa parte della nostra cultura d’impresa. Questo richiede grande fiducia, rapporti gerarchici trasversali e percorsi decisionali semplici. Questi aspetti, uniti all’ambizione della leadership tecnologica, sono le ragioni per cui lavoro in Swisscom.




«5G for Switzerland»


Insieme ai partner Ericsson e al Politecnico federale di Losanna (EPFL) Swisscom promuove la ricerca e lo sviluppo della prossima generazione di telefonia mobile.

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Il Suo esperto

Julian Dömer

Head of IoT






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