Antenna 5G svetta nel cielo blu, velato di nuvole bianche.
Rete mobile

Le antenne dei cellulari emettono radiazioni troppo forti?

«Antenne dei cellulari: una su cinque emette radiazioni troppo forti» o «Valori limite delle radiazioni pesantemente superati»: così titolano i giornali dedicati alla protezione dei consumatori e altre testate. Dobbiamo preoccuparci? Lo chiediamo ad Andreas Müller, responsabile del rispetto dei valori limite delle antenne di comunicazione mobile di Swisscom.
Sabrina Hubacher
Sabrina Hubacher, Portavoce
17 dicembre 2021

Andreas Müller, corre voce che molte antenne di comunicazione mobile superino i valori di radiazione consentiti quando si connettono alla rete. Dal 2018 le aziende di telecomunicazioni hanno dovuto ridurre la potenza ammessa di oltre 250 delle loro antenne. Come commenta questo fatto?

Andreas Müller: Questi titoli schizzano un quadro non veritiero. Noi calcoliamo e progettiamo la potenza massima consentita di un’antenna, ma naturalmente una proiezione matematica non può tenere conto di tutti i dettagli che contraddistinguono la diffusione del segnale. Proprio per questo le consolidate misurazioni di verifica rientrano nel sistema di controllo di routine.

 

I media omettono tuttavia un fatto centrale: nelle misurazioni di controllo si calcola un massimale teorico che nella realtà non si verifica mai.

Cioè nelle misurazioni di controllo non vengono rilevate le intensità di campo effettive?

Andreas Müller: No. In tali misurazioni si effettua un calcolo approssimativo in base a un valore che si verifica solo l’antenna lavora a pieno carico. In altre parole, quando il massimo numero possibile di apparecchi ubicati nel raggio di copertura dell’antenna sta utilizzando contemporaneamente l’antenna per il traffico dati massimo possibile. Una situazione che non succede mai nella realtà; i valori effettivi dell’intensità di campo sono di norma molto più bassi.

 

Un’analogia: è come se calcolassimo la rumorosità di una strada supponendo che sia completamente occupata da auto in colonna con il motore al massimo. Uno scenario teoricamente pensabile, ma che nella realtà non si verifica mai. È abbastanza ovvio che tali risultati approssimativi possano a volte superare leggermente i valori limite preventivi dell’impianto.

Qual è quindi lo scopo esatto di questa misurazione di controllo?

Andreas Müller: Queste misurazioni servono a verificare la conformità ambientale degli impianti, cioè se l’antenna rispetta i valori limiti d’impianto dal punto di vista ambientale in condizioni di massima potenza. In altre parole uno scenario ipotetico che crea le condizioni per verificare il rispetto delle disposizioni.

 

Ritornando all’analogia della strada: non si possono fare valutazioni sulla rumorosità effettiva in condizioni di traffico normali sulla base di una misurazione worst case come quella illustrata. Lo stesso ragionamento vale per la misurazione di controllo delle RNI. Nella realtà non si supera il valore limite.

Le misurazioni di controllo sono spiegate nelle raccomandazioni di esecuzione relative all’ORNI (Ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti) dell’Ufficio federale dell’ambiente e precisate sotto forma di raccomandazioni tecniche di misura del METAS (Istituto federale di metrologia).

 

 

La Svizzera applica, anche a livello internazionale, di valori limite estremamente rigorosi. L’ORNI stabilisce per i luoghi nei quali le persone si trattengono più a lungo dei valori limite che sono 10 volte più bassi rispetto a quelli raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità.

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