Mann in einer orangen Swisscom-Weste und einem roten Helm steht hinter einem weissen Lieferwagen mit offenen Türen. Neben ihm ist eine Baustellen Abschrankung und er steht vor einer grünen Hecke.
Estensione della rete in fibra ottica

Rischio di gap tra città e campagna invece di un’accelerazione dell’espansione

Connessione internet super veloce direttamente dalla presa: è questo l’obiettivo che Swisscom vuole raggiungere entro il 2025 in circa il 60% delle abitazioni e superfici commerciali svizzere. Un notevole ostacolo ne minaccia però l’attuazione: l’intervento della Commissione della concorrenza. Nel 2021 il Tribunale amministrativo federale ha confermato le misure precauzionali della COMCO di dicembre 2020 che mettono parzialmente in discussione la pianificata architettura di rete di Swisscom. Questa decisione non solo desta grande insicurezza, ma comporta anche forti ritardi e aumenti dei costi. Vi è un rischio di gap digitale tra città e campagna.
Tobias Frehner, Corporate Journalist
22 febbraio 2022

Sin dal 2008, Swisscom ha iniziato ad ampliare la propria rete in fibra ottica raggiungendo le abitazioni e le superfici commerciali (FTTH), soprattutto nei centri densamente popolati secondo il modello a quattro fibre. Ciò prevede la realizzazione di una linea domestica e del cablaggio in casa con quattro fibre in ogni unità aziendale e abitativa. A partire dal 2015 sono state allacciate sempre più regioni rurali a larghezze di banda performanti con fibra ottica fino alla strada (FTTS). La successiva fase di ampliamento è avvenuta nel 2020 con la fibra ottica fino alle abitazioni e alle superfici commerciali (FTTH) presso gli agglomerati e le aree rurali, mediante un’architettura point-to-multipoint (P2MP). In considerazione della forte spinta alla digitalizzazione in atto in seguito alla pandemia, si tratta di un passo importante verso un ulteriore sviluppo della digitalizzazione in Svizzera. A settembre 2021, il Tribunale amministrativo federale ha confermato le misure precauzionali della Commissione della concorrenza di dicembre 2020, le quali mettono in parte in discussione l’architettura di rete P2MP di Swisscom, promuovendo invece un ampliamento point-to-point (P2P).

Svantaggi per i piccoli comuni rurali

Queste misure ritardano il raggiungimento dell’obiettivo di Swisscom, che consiste nel raddoppiare entro il 2025 in tutto il paese la copertura FTTH mediante architettura P2MP, portandola a circa il 60%. Inoltre risulta chiaro che un ampliamento P2P come richiesto dalle autorità sarebbe molto più costoso e ridurrebbe la copertura pianificata entro il 2025 dal 60% al 50% circa. In un colpo solo, quindi, il raggiungimento dell’obiettivo iniziale di ampliamento, che prevedeva la realizzazione entro il 2025 di circa 1,5 milioni di collegamenti in fibra ottica, si ridurrebbe di un terzo ovvero di circa 500 000 abitazioni e superfici commerciali. Poiché i costi aggiuntivi della modalità costruttiva P2P aumentano notevolmente in particolare nelle aree rurali e scarsamente popolate, si acuisce il rischio di un gap digitale tra città e campagna nel lungo termine. Si aggiunga che un ampliamento P2P richiede molti più lavori di costruzione, senza creare valore aggiunto. Il confronto tra P2MP e P2P evidenzia quanto risulti più onerosa quest’ultima tipologia di sviluppo della rete. Per P2P si dovrebbero effettuare lavori su circa 3100 chilometri di strade, cosa che non sarebbe affatto necessaria con l’architettura P2MP. Ciò risulta inopportuno sotto il profilo tecnico-ambientale e finanziariamente insostenibile. I vantaggi di un numero inferiore di lavori di genio civile sono palesi. Si crea un minor onere per i cittadini grazie a una riduzione significativa di emissioni, rumori di cantiere e blocchi stradali. Inoltre, si risparmierebbe notevolmente su materie prime quali metalli, plastica, acciaio e rame come pure terre rare. Sono proprio i comuni rurali, sempre in forte competizione con le aree urbane, a trarre vantaggio da un buon collegamento alla rete internet in fibra ottica. Ogni esitazione in tal senso comporta l’esclusione di non pochi comuni che sono tagliati fuori da questa competizione.

Consolidamento su scala internazionale dell’ampliamento P2MP

Circa il 95% di tutti i collegamenti in fibra ottica di tutto il mondo si basa sulla tecnologia P2MP. Per questa ragione, la maggior parte degli investimenti su sviluppo e ricerca confluisce soprattutto nell’ulteriore progresso della tecnologia P2MP. Questa strategia di sviluppo è e resta un motore d’innovazione. Si garantisce infatti che la tecnologia disponga di riserve di potenza sufficienti per placare la sempre più crescente fame di dati e rispondere ai requisiti del futuro. Non è solo la Svizzera ad aver riconosciuto da tempo questa esigenza: osservando la cartina dell’Europa si capisce infatti che, fatta eccezione per la Svezia e la Slovenia, tutti i paesi puntano sulla tecnologia P2MP per l’estensione della rete in fibra ottica.

Consolidamento su scala internazionale dell’ampliamento P2MP

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