Con 11’714 milioni di CHF, il fatturato del Gruppo è stabile sui livelli dell’esercizio precedente (+0,4%). In un core business svizzero saturo, Swisscom ha generato un fatturato di 8817 milioni di CHF (-2,7%). La flessione del fatturato realizzato con i servizi di telecomunicazione, pari a 242 milioni di CHF, è dovuta principalmente alla costante pressione sui prezzi in diversi segmenti e al calo della telefonia di rete fissa. L’attività in Italia registra un andamento positivo: Fastweb vanta una crescita del fatturato pari a 160 milioni di euro (+8,2%).
Il risultato d’esercizio consolidato al lordo di ammortamenti (EBITDA) ammonta a 4213 milioni di CHF, inferiore dell’1,9% a quello dell’anno precedente. Contempla l’andamento valutario e diversi effetti straordinari: l’anno precedente Fastweb ha ricavato 102 milioni di CHF da un procedimento legale, mentre il risultato di Swisscom è stato appesantito dalla costituzione di accantonamenti per ristrutturazioni. Nell’anno in rassegna, inoltre, l’EBITDA è stato influenzato da nuove disposizioni di rendicontazione contabile dei contratti dei clienti (IFRS 15). Su base rettificata, l’EBITDA di Swisscom ha accusato una flessione dello 0,8%. Nel core business svizzero, l’EBITDA al lordo degli effetti straordinari si è ridotto del 3,9%, mentre in Fastweb è aumentato del 5,6%. Nel complesso, con 1521 milioni di CHF Swisscom ha ottenuto un solido utile netto, solo di poco inferiore a quello dell’esercizio precedente (-3,0%).
Il calo registrato nel core business è stato in gran parte compensato grazie alle correnti misure di riduzione dei costi. Nel 2018 Swisscom ha superato l’obiettivo che prevede di ridurre ogni anno, fino al 2020, la base di costi in Svizzera di 100 milioni di CHF. Nell’anno in rassegna, il numero dei posti a tempo pieno nel Gruppo è sceso a 19’845. A fine 2018 Swisscom contava 17’147 posti a tempo pieno in Svizzera, pari a 541 unità ovvero al 3,1% in meno rispetto all’anno precedente. Grazie a una pianificazione avveduta e a una gestione attiva dei posti vacanti, oltre la metà dei tagli di posti di lavoro è stata assorbita dalla fluttuazione naturale. Circa 200 posti di lavoro sono stati soppressi tramite l’attuale piano sociale, che comprende prestazioni superiori alla media in tutto il territorio nazionale e tiene in considerazione la situazione personale dei singoli lavoratori coinvolti. Nel 2018, l’88% dei collaboratori passati al piano sociale ha trovato una ricollocazione all’interno o all’esterno dell’azienda ancora prima della scadenza delle prestazioni previste dal piano sociale.