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La ricerca conferma i valori limite internazionali

I ricercatori della Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ICNIRP), il principale organismo scientifico, hanno preso una posizione chiara nella loro ultima pubblicazione: non ci sono prove di effetti negativi sulla salute al di sotto dei limiti generali. Alla luce dei più recenti risultati della ricerca, l’efficacia dei limiti esistenti e ben studiati vale anche per il 5G. Nonostante i risultati delle ricerche dell’ICNIRP e dell’OMS forniscano indicazioni chiare, il Consiglio federale rifiuta di abbassare i valori limite per le radiazioni in Svizzera, che sono dieci volte più bassi rispetto ai Paesi circostanti.
Esther Hüsler
Esther Hüsler, Portavoce
16 giugno 2020

Il Consiglio federale ha respinto la richiesta di abbassamento dei valori limite nel settore della comunicazione mobile. Ciò significa che dovremo attendere ancora per il potenziamento completo della prossima generazione di comunicazione mobile e che ci costerà di più perché comporterà l’installazione di oltre 25’000 nuove antenne. Anche la mancanza di valori di riferimento sta bloccando il roll-out del 5G in molte parti della Svizzera. L’incertezza giuridica comporta ritardi per i Cantoni e i Comuni e può in alcuni casi servire anche come scusa per aspettare che gli Uffici federali competenti emanino le relative direttive. Nonostante un recente studio del Gruppo di lavoro dell’UFAM (novembre 2019) abbia già individuato diverse opzioni, il Consiglio federale intende avviare ulteriori ricerche.

 

Con questa tattica dilatoria, la Svizzera minaccia di perdere la sua posizione di leadership in Europa per quanto riguarda il settore della comunicazione mobile. Questo perché le domande di costruzione non accolte ostacolano anche l’ulteriore sviluppo del 4G, mentre il consumo di dati da parte della popolazione continua ad aumentare. Il valore dell’infrastruttura è stato dimostrato dalla crisi causata dal nuovo coronavirus. Se il sistema si arresta, danneggia la competitività del Paese, incide sui collegamenti delle regioni alpine e compromette lo sviluppo della Svizzera. È questa, ad esempio, la critica mossa dal Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB), che riconosce i vantaggi del 5G per la copertura capillare con banda larga su tutto il territorio nazionale.

Consenso internazionale

Rinomate istituzioni come l’OMS e la Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ICNIRP) si sono espresse in primavera riguardo ai rischi per la salute. L’OMS ha dichiarato:

«Dopo molte ricerche, non vi è stato trovato tuttora un nesso causale tra le emissioni delle tecnologie di radiocomunicazione ed eventuali danni alla salute».

E l’ICNIRP giunge alla conclusione:

«(Per quanto riguarda le emissioni legate alla comunicazione mobile) non ci sono prove di effetti negativi sulla salute al di sotto dei limiti generali. Né vi è alcuna evidenza di un meccanismo di interazione che lascerebbe supporre che questi bassi livelli di esposizione abbiano causato danni per la salute».

La Food and Drug Administration (FDA) statunitense giunge alla stessa conclusione. L’ICNIRP raccomanda per gli impianti di comunicazione mobile di lasciare il valore limite a 50 Volt al metro. Per un confronto: in Svizzera, per i luoghi di utilizzo intensivo (OMEN) si applica un valore limite per l’impianto dieci volte più severo, pari a 5 volt al metro. In realtà, i campi effettivamente misurati presentano di norma valori significativamente più bassi.

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