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Eine Frau sitzt draussen im Garten an einem Tisch, vor ihr der Laptop und ein Glas Wasser.
Sicurezza

Sicurezza in rete

Soprattutto in tempi in cui si lavora di più in modalità telelavoro e dove la necessità di informazioni e acquisti rapidi online è maggiore, molti rischiano di diventare vittime di frodi e di attacchi tramite malware. Un quarto delle PMI svizzere ha già subito un attacco informatico. Per un terzo, l’attacco ha causato danni finanziari o alla reputazione.
Esther Hüsler
Esther Hüsler, Portavoce
15 dicembre 2020

Un nuovo studio commissionato da Digitalswitzerland, La Mobiliare, dal Centro nazionale per la cibersicurezza della Confederazione, dalla Scuola universitaria di economia, dalla Scuola universitaria professionale della Svizzera nordoccidentale e dall’Accademia svizzera delle scienze tecniche mostra che un quarto delle PMI svizzere è già stata vittima di un attacco informatico. Delle circa 38’250 PMI colpite in tutta la Svizzera, circa un terzo (12’930 PMI) ha subito danni finanziari e un attacco su dieci ha comportato danni alla loro reputazione e/o la perdita di dati dei clienti. Ciononostante, i rischi dell’home office e della digitalizzazione continuano a essere sottovalutati. È questo il risultato di un sondaggio rappresentativo condotto su 503 CEO di piccole imprese (da 4 a 49 collaboratori). Dallo studio emerge non solo la necessità di fare ricorso a tutte le possibilità offerte dalla tecnica, ma soprattutto di adottare misure di sensibilizzazione dei collaboratori.

 

L’analisi è confermata anche dall’ultimo rapporto semestrale della Centrale d’annuncio e d’analisi per la sicurezza dell’informazione (Melani), recentemente integrata nel «Centro nazionale per la cibersicurezza». Si segnala inoltre un’incidenza maggiore di attacchi di hacker e malware durante i mesi segnati dalla crisi del coronavirus. La responsabilità personale non è sufficiente come misura di autoprotezione. I criminali informatici sono sempre pronti a sferrare un attacco e solo un monitoraggio professionale dei sistemi e l’osservazione attenta di quanto sta accadendo possono aiutare a tener loro testa. Anche Swisscom fornisce servizi, consigli e supporto a tale riguardo.

Informativa sulla privacy – punto di domanda

Anche nella vita privata bisogna essere prudenti per non rivelare informazioni che si vorrebbe tenere riservate. Gli utenti vogliono quindi sapere cosa accade con i loro dati. Ma le dichiarazioni sulla privacy sono difficili da capire. Le regole applicate occupano diverse pagine e quasi nessuno legge fino in fondo. Chi potrebbe mai spiegare cosa stava leggendo quando l'ordine per il regalo di compleanno urgente stava per essere spedito e mancava solo di mettere la spunta nella casella di conferma?

 

L’Associazione Privacy Icons fondata da società svizzere leader mette ora a disposizione dei pittogrammi, cosiddette icone della privacy, che illustrano in maniera chiara e comprensibile singoli aspetti del trattamento dei dati. Per la protezione dei consumatori e a vantaggio di uno shopping veloce e senza intoppi per quanto riguarda i dati. Anche Swisscom ne fa uso nella suas pagina sulla protezione dei dati.

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