Mano sulla piastra
Antenne adattiv

6 minuti che polarizzano

Per usare le antenne adattive come avevano pensato i loro inventori è stato deciso di misurare il valore limite a intervalli di sei minuti, come già previsto dal diritto ambientale per altre immissioni. Ma non tutti sono d’accordo e preannunciano gravi conseguenze − spesso con paragoni fuori luogo.
Michael Lieberherr
Michael Lieberherr, Communication Consultant
10 marzo 2022

I vecchi metodi di misurazione portavano a sopravvalutare enormemente le immissioni generate dalle antenne adattive. Ecco perché, dopo oltre due decenni, il Consiglio federale ha modificato le regole sulla misurazione intervenendo in sede di ordinanza. Solo così queste antenne possono offrire i loro benefici: ridurre le immissioni complessive pur trasmettendo un maggior volume di dati. Il valore limite dell’impianto (VLImp) viene ora misurato nell’arco di 6 minuti, come già viene fatto da sempre con il valore limite di immissione (VLI), dieci volte più alto. (Le definizioni di VLImp e VLI sono fornite in calce.)

 

Ai critici piace paragonare questa media su 6 minuti alla piastra elettrica della cucina: se tengo la mano per 36 secondi su una piastra bollente e poi la raffreddo su un sacchetto di ghiaccio per un tempo dieci volte più lungo, la media matematica della temperatura sarebbe troppo bassa per provocare un’ustione. In realtà, invece, una bruciatura davvero dolorosa sarebbe garantita. Ma questo paragone non regge.

 

Nella comunicazione mobile, infatti, anche un multiplo del valore limite dell’impianto vigente in Svizzera pari a 5 Volt al metro sarebbe ben al di sotto delle raccomandazioni internazionali di 50 Volt al metro e ancora più lontano dal produrre un effetto termico nocivo − al contrario della piastra bollente che supera nettamente la soglia dell’ustione.

 

Paragoni come quello riportato qui sopra sono chiari esempi di allarmismo. Ecco perché può valere la pena fare chiarezza sull’effetto termico dei segnali della comunicazione mobile: per prevenirlo, il valore limite internazionale applica un margine di protezione di circa 7−8 volte. In altre parole, la potenza di trasmissione massima consentita su un’antenna è di circa 50 volte inferiore a quella che potrebbe iniziare a provocare un riscaldamento dei tessuti corporei non più compensabile dall’organismo. La scienza fissa questa soglia a 1 grado Celsius di aumento duraturo della temperatura.

Piastre gelide in Svizzera

La Svizzera però non si ferma qui e impone di ridurre l’intensità di campo di altre 10 volte nei luoghi a utilizzazione sensibile (LAUS). Di conseguenza, la potenza delle nostre antenne deve essere ridotta di altre cento volte. Per tornare all’effetto termico di cui si parlava, in Svizzera la potenza è di circa 5000 volte inferiore a quella che potrebbe iniziare a produrre un tale effetto.

 

I luoghi a utilizzazione sensibile sono tutti quei posti in cui le persone soggiornano per un periodo prolungato. Riprendendo ancora una volta il paragone di prima, le nostre piastre non diventano nemmeno tiepide anche se rimangono accese senza sosta.

 

In tutti gli altri luoghi in cui le persone non soggiornano per un periodo prolungato si applica il valore limite di immissione (VLI) internazionale. In questo caso, il calcolo della media è la prassi corrente da quando esiste la comunicazione mobile.

 

Se il paragone con le piastre usato dai critici della comunicazione mobile avesse un fondamento, nei paesi confinanti si rileverebbe un netto aumento statistico dei casi di malattia rispetto alla popolazione svizzera. Ma non è così, perché c’è il valore limite internazionale che protegge molto bene la salute anche senza ulteriori restrizioni tutte elvetiche. Va poi ricordato che anche in Svizzera si applica un margine di protezione alle immissioni del cellulare, che viene usato vicino al corpo e rappresenta oltre l’80% dell’esposizione giornaliera, però «solo» di 10 volte.

Ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI)

In Svizzera, la protezione dai campi elettromagnetici è disciplinata nell’«Ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti» (ORNI). L’ordinanza fissa le intensità di campo massime ammesse nello spettro fra 0 e 300 GHz. La Confederazione ha promulgato l’ordinanza nel 2000. La sua esecuzione è compito delle autorità cantonali e comunali: di norma, i permessi di costruzione per gli impianti all’interno delle zone edificabili sono di competenza dei comuni, quelli all’esterno delle zone edificabili dei cantoni. Spesso i cantoni esaminano la conformità all’ORNI anche se il sito si trova all’interno di una zona edificabile, soprattutto quando i comuni non dispongono del personale qualificato per farlo. (Fonte: Fondazione di ricerca per l’elettricità e la comunicazione mobile FSM)

 

Testo completo dell’ORNI: https://www.fedlex.admin.ch/eli/cc/2000/38/it

 

Com’è strutturata un’antenna 5G?
Lo spiegano molto bene i colleghi di Telekom in Germania: https://www.youtube.com/watch?v=neSNVBjPIoY (solo in tedesco)

 

 

Definizioni

 

Valore limite dell’impianto (VLImp): si applica nei luoghi a utilizzazione sensibile (LAUS) e impone una soglia 10 volte più bassa rispetto ai valori limite internazionali. Il VLImp è una peculiarità svizzera che non esiste nei paesi circostanti.

 

Valore limite di immissione (VLI): si orienta agli standard internazionali e si applica da sempre in Svizzera in tutti i luoghi in cui non ci sono LAUS.

 

Luoghi a utilizzazione sensibile (LAUS): sono i locali nei quali persone soggiornano regolarmente per un periodo prolungato.

 

Esempi di luoghi a utilizzabile sensibile:

  • Abitazioni (anche di vacanza)
  • Locali scolastici e asili
  • Camere dei pazienti in ospedali, case di cura e di riposo
  • Stanze d’albergo
  • Postazioni di lavoro permanenti (*1)
  • Parchi giochi (se previsti nella normativa in materia di pianificazione del territorio)
  • Sale pausa di asili e istituti scolastici, se vengono utilizzate come parchi giochi per i bambini
  • Volumetria edificabile dei terreni azzonati

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