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L’internet delle cose in breve

Dall’oggetto al servizio all’ecosistema

Il potenziale dell’internet delle cose (IoT) è virtualmente illimitato. Gli istituti di ricerche di mercato prevedono che nei prossimi anni ci saranno miliardi di dispositivi interconnessi in tutto il mondo. Cosa significa, che vantaggi offre a privati e aziende e qual è il ruolo giocato da Swisscom.
Bruno Böhlen
Bruno Böhlen, Corporate Journalist
26 febbraio 2019

Un dispositivo con sensori, una rete che trasmette dati e un sistema che li elabora per poi innescare azioni. Questi sono i componenti dell’internet delle cose. Sembra una cosa complessa, ma già oggi porta tante semplificazioni nella vita di tutti noi. I posti auto, ad esempio, comunicano se sono occupati, il bidone della raccolta differenziata ci fa sapere quando è pieno e il sistema di riscaldamento segnala eventuali guasti.
Il potenziale dell’internet delle cose è immenso. Stando alle ricerche di mercato, nel 2023 ci saranno svariati miliardi di oggetti interconnessi in tutto il mondo. Alcuni sostengono addirittura che il numero di oggetti superi già il numero di smartphone a livello globale. Il produttore di infrastrutture di rete Ericsson prevede un tasso di crescita del 20 percento per i dispositivi IoT locali e del 30 percento per il cosiddetto wide-area IoT. Il numero di telefoni cellulari, invece, crescerà solo del tre percento.  

Il 5G apre nuove possibilità all’IoT, in particolare per quanto riguarda la densità di dispositivi IoT in una cella. Non c’è da meravigliarsi, quindi, che i giganti della tecnologia, i produttori di hardware e gli sviluppatori di chip di concentrino sempre di più sulla fornitura di componenti specifici per l’IoT come microchip o piattaforme per dati e analisi. Un’altra novità di cui si parla molto è l’IoT Edge, ovvero il trattamento preliminare dei dati direttamente nel luogo in cui vengono generati, dunque prima della loro trasmissione.
Ma l’internet delle cose sta diventando sempre più importante anche per le imprese. Secondo il recente studio IDG «Internet of Things 2019», il numero di aziende tedesche che hanno già portato a termine un progetto IoT è più che raddoppiato nel giro di un anno (dal 21 al 44 percento), spesso sotto la bandiera dell’«industria 4.0». E anche le imprese svizzere sanno quanto sia importante per loro l’IoT.

Sempre più importante

Il 72% delle imprese prevede che l’IoT sarà importante entro tre anni. Oggi, invece, lo è per il 45%. Fonte: studia IoT CIO  

Le applicazioni IoT offrono vantaggi sia alle imprese che ai clienti. I clienti ricevono nuovi prodotti e servizi di qualità con un valore aggiunto. Le imprese possono semplificare i processi per aumentare l’efficienza, rafforzare la propria posizione di mercato o addirittura entrare in nuovi mercati.

In principio erano i dati

Al centro di qualsiasi progetto IoT ci sono i dati. La loro raccolta è resa possibile dall’internet delle cose: stato delle macchine, dati ambientali, posizione delle cose e molto altro. Quasi tutti i dati, però, sono inservibili se non vengono analizzati, valutati e trasformati in informazioni utili. Per questo è così importante la gestione dei dati. Infatti bisogna far arrivare le informazioni giuste al momento giusto con la velocità richiesta. Per farlo vengono impiegate piattaforme di gestione e integrazione IoT basate su tecnologie cloud che collegano dispositivi, applicazioni e utenti garantendo che i dati possano essere archiviati, elaborati e integrati.

Il vero potenziale è nell’ecosistema

Swisscom si è lanciata da subito nell’avventura dell’internet delle cose e può già vantare 15 anni di esperienza con l’IoT. Tutto è iniziato con le applicazioni basate su rete mobile. Nel 2016 Swisscom è stata tra i primi gestori al mondo a realizzare una rete nazionale dedicata all’IoT. Oggi, il 96,6% della popolazione svizzera è raggiunto dalla Low Power Network (LPN). La LPN è una rete dedicata all’internet delle cose che si distingue soprattutto per efficienza energetica della trasmissione e portate elevate. 

Julian Dömer, Head of IoT di Swisscom Enterprise Solutions: «Tra cinque anni l’IoT avrà lo stesso ruolo nell’economia e nella società che ha avuto lo smartphone negli ultimi 10 anni.»

Ora Swisscom ha arricchito il portafoglio con nuove tecniche di collegamento e piattaforme di gestione. In autunno sono state attivate in tutta la Svizzera le tecniche di collegamento IoT basate su rete mobile Narrow Band e Cat M1 (v. riquadro). I progetti IoT richiedono sempre di più una copertura e un collegamento globali, perciò Swisscom ha introdotto anche un’altra piattaforma (CMP Vodafone).
L’unicità sta nell’approccio agnostico: il cliente non deve scegliere una soluzione standard preso dallo sconforto per la mancanza di alternative, perché riceve esattamente i componenti e le tecnologie di cui ha bisogno per la sua soluzione IoT. Una macchina da caffè venduta in tutto il mondo ha esigenze diverse rispetto a un contatore fisso.

Si aggiunge poi una rete capillare di partner in grado di aiutare tutti i segmenti di clientela, dalle start-up alle PMI fino alle grandi aziende. «Abbiamo capito subito che l’IoT da sola non crescerà mai», spiega Julian Dömer, Head of IoT. «Per mettere le ali a un progetto IoT servono tecnologia, infrastruttura e operatività. Tutte cose in cui ce la caviamo benissimo. Ma serve anche un ecosistema funzionante composto da fornitori, programmatori, tecnici di rete ecc. in grado di comprendere in dettaglio la logica di business. Per questo oggi Swisscom segue il principio: referenti locali per soluzioni globali.»  

Esempi di utilizzo correnti

NeoVac ATA AG – Home of Metering

La NeoVac ATA è leader nella misurazione e nel conteggio di calore e acqua negli edifici. Finora, la lettura dei contatori è stata effettuata tramite rete mobile o con sistemi via cavo installati in tutte le abitazioni. Ancora prima era necessario che un tecnico andasse a leggere i contatori una volta l’anno. Oggi, i contatori sono dotati di sensori e connessi alla LPN, perciò sono in grado di trasmettere i dati alla centrale. Le stazioni di ricezione attuali (gateway) possono così essere utilizzate per addensare la rete indoor di Swisscom. E per integrare in rete altri elementi di un edificio, come gli estintori o i sistemi di riscaldamento.

University of Applied Sciences and Arts of Southern Switzerland (Supsi)

La zanzara tigre asiatica è particolarmente aggressiva e punge anche di giorno. È originaria del sud-est asiatico ma è ormai presente in tutto il mondo ed è considerata un veicolo di malattie virali come la febbre dengue. In Svizzera, la zanzara tigre è già molto diffusa in Ticino. Tra i luoghi in cui depone le uova ci sono anche i tombini, che le proteggono da umidità e temperature rigide garantendo così la sopravvivenza della specie. Da gennaio 2019 la scuola universitaria della Svizzera italiana Supsi monitora i tombini di Lugano, Losanna, Zurigo e Basilea con l’aiuto di sensori. Le ricerche si concentrano sulle conseguenze che ha la temperatura sul numero di zanzare tigre e su altri parametri nelle diverse regioni.

Nexiot

Nexiot è uno spin-off dell’ETH che integra in rete container per il trasporto navale, vagoni merci, pallet e pacchi su scala globale per digitalizzare la logistica industriale e sorvegliare le merci di valore. Nexiot è in grado di integrare in rete i suoi oggetti in tutto il mondo anche grazie ai quasi 700 roaming partner di Swisscom.

Ypsomed

Nell’ambito di un progetto pilota, il produttore di materiale medico Ypsomed ha realizzato con Swisscom una rete di prova 5G per digitalizzare l’intera catena dei processi produttivi: dalla fornitura delle materie prime alla fabbricazione dei prodotti fino al commissionamento e alla consegna. Ma non è tutto: la localizzazione indoor permette di seguire le merci lungo tutte le fasi del processo produttivo, aprendo possibilità del tutto nuove sul piano della qualità, della logistica e della personalizzazione. Il progetto illustra alla perfezione le possibilità del 5G e dell’IoT.

Carbosense

Carbosense è una cooperazione tra l’Empa, lo Swiss Data Science Center (SDSC), Decentlab e Swisscom. Il progetto registra l’andamento della concentrazione di CO2 in Svizzera con l’aiuto di oltre 200 sensori. Per la prima volta diventa quindi possibile dare consistenza a quelle che finora erano solo supposizioni, ad esempio sulla maggiore concentrazione di sostanze nocive lungo le arterie di comunicazione. Oltre a comprendere meglio lo scambio di CO2 tra l’atmosfera e la vegetazione, i dati reali offrono indicazioni utili per la pianificazione del traffico, la prevenzione sanitaria e lo sviluppo di smart city.rapporto tra la temperatura e il numero di zanzare tigre nelle diverse regioni.

Narrow Band-IoT und Cat M1

Dopo un lungo test pilota, Swisscom ha attivato sulla rete mobile le tecniche di collegamento IoT Narrow Band-IoT (NB-IoT) e Cat M1, che vanno ad aggiungersi alla Low Power Network esistente. Queste due tecnologie garantiscono ottimi risultati in fatto di portata, scalabilità, disponibilità e sicurezza con costi di interconnessione ridotti. Entrambe rappresentano inoltre una valida alternativa al 2G, che verrà disattivato nel 2020, e sono compatibili con il 5G.

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Narrow Band IoT e Cat M1 sono ideali per applicazioni destinate ai clienti privati quali ad esempio sistemi di sicurezza e di sorveglianza, impianti per chiamate d’emergenza o dispositivi indossabili. Pensiamo ad esempio al nuovo tracker proposto da Trax. Lo si applica al collarino dell’animale domestico e consente di geolocalizzare in qualsiasi momento via app l’amico a quattro zampe. Molto pratico se si possiede un cane con forte istinto venatorio o di fuga.

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Swisscom Enterprise IoT

Swisscom Enterprise IoT è la piattaforma tecnologica modulare e scalabile per tutti i progetti IoT. Si rivolge a imprese di qualsiasi dimensione, dalle start-up alle PMI fino alle grandi aziende. L’attenzione si concentra soprattutto su un partner mix ottimale all’interno dell’ecosistema IoT. Gli IoT Experience Center di Zurigo e Losanna offrono dimostrazioni e consulenze personalizzate.

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