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Droni irroratori sui vigneti del Lavaux
I droni per la viticoltura

Grand Cru di nuova generazione

Aero41 sviluppa droni per le vigne. Swisscom la sostiene nella convinzione che l’attività vinicola possa trarre vantaggio dal 5G.
David Rossé
David Rossé, responsabile di L’accessibilità e ESG ratings.
14 febbraio 2021

La sostenibilità è prima di tutto la risposta a una maggiore consapevolezza ambientale. I mezzi per promuoverla possono però anche prendere forme inaspettate. Questo succede, ad esempio, quando la sostenibilità viene raggiunta conciliando la tradizione con le tecnologie più moderne. La collaborazione tra Swisscom e Aero41 ne è un esempio concreto, che dimostra come la tecnologia 5G possa essere impiegata con grande efficacia anche nella viticoltura. I droni della startup svizzera Aero41 trattano le viti con prodotti fitosanitari lavorando con precisione chirurgica. Grazie all’elaborazione dei dati in tempo reale, il 5G consente di massimizzare l’efficienza di questo metodo.

Il primo drone per la viticoltura

La startup svizzera Aero41 semplifica la vita ai viticoltori e può persino contribuire a produrre vini più buoni grazie a AGv1, il primo drone in Europa omologato per l’irrorazione di prodotti antiparassitari. Volando a un’altezza compresa tra soli 1,5 e 3 metri dalle viti, è l’unico in grado spruzzare i prodotti direttamente sulle foglie. Finora i viticoltori dovevano ricorrere agli elicotteri per trattare i loro vigneti. «I nostri droni lavorano con precisione chirurgica», puntualizza Frédéric Hemmeler, CEO di Aero41. «Un elicottero agisce come un annaffiatoio. Tutte le piante ricevono la stessa dose di prodotto». Con i droni invece è possibile ridurre al minimo la quantità di pesticida.

 

Un drone a pieno carico arriva a pesare 40 chilogrammi, con una capacità del serbatoio di 16 litri. Con questa quantità può trattare una superficie di 16 ettari in sei o otto minuti. Molti viticoltori preferiscono utilizzare prodotti biologici, meno aggressivi di quelli chimici. Anche questo non è un problema per il drone.

 

In Francia, Aero41 si trova al momento in una fase di prova di tre anni, tempo che l’azienda sta dedicando anche per individuare i vantaggi che i droni possono offrire all’agricoltura. L’uso di droni è particolarmente indicato su pendii scoscesi come quelli delle regioni di Champagne, Borgogna, Alsazia e delle Valli del Rodano. E chissà, un giorno il 5G potrà anche contribuire a produrre vini ancora migliori.  

Oidio e tempi di latenza

Nelle Alpi vodesi e nelle vigne neocastellane ronzano già oggi 22 droni. Frédéric Hemmeler è sicuro che se ne aggiungeranno altri. Vuole dotare i suoi droni di intelligenza artificiale e renderli ancora più efficaci con l’utilizzo di Big Data. Per farlo, si appoggia sulla moderna generazione di rete mobile. «Il 5G è come una fibra ottica virtuale», spiega Frédéric Hemmeler. I dati per controllare i droni, i robot industriali o i veicoli autonomi devono essere trasmessi con livelli di latenza più bassi possibile. «Con il 5G i tempi di latenza si riducono praticamente a zero», afferma il giovane CEO con soddisfazione. «Possiamo così processare tutti i dati rilevanti in tempo reale».

 

Mentre il 4G presenta tempi di latenza compresi ancora tra 30 e 40 millisecondi, con il 5G non si superano i 5-10 millisecondi. «Così riusciamo a trattare i vigneti in maniera ancora più mirata, rapida ed efficiente».

 

Un minore impiego di pesticidi e i minori consumi di energia sono fattori decisivi per la viticoltura sostenibile. Swisscom sostiene pertanto Aero41 nella commercializzazione dei suoi prodotti. Swisscom spera che lo sviluppo della rete 5G in Svizzera porti a realizzare le aspettative di Aero41. Come anche quelle dei viticoltori che vogliono produrre vino più «verde».  

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Un contributo alla sostenibilità

I droni viticoltori di Aero41 apportano un contributo concreto al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite:

SDG 6: Grazie ai droni, i prodotti fitosanitari possono essere applicati in maniera mirata e nella dose strettamente necessaria per le viti. Si tratta di un aspetto importante per la tutela delle falde acquifere.

SDG 13: Il ricorso a droni con motore elettrico anziché ai tradizionali elicotteri rende l’agricoltura più rispettosa del clima.

SDG 15: Le opportunità offerte dai droni che utilizzano prodotti fitosanitari biologici sono importanti nel quadro di uno sfruttamento più sostenibile dell’ecosistema terrestre e nel contrastare l’impoverimento del suolo e la perdita di biodiversità.