Perché, dopo 40 anni di ricerca, non c’è ancora alcuna certezza? Questa domanda retorica è stata posta da Myrtill Simkó, che si è data subito una risposta, ovvero che molti studi sono di scarsa qualità e non soddisfano nemmeno i cinque requisiti più fondamentali: controllo positivo, controllo negativo (sham), monitoraggio della temperatura, verifica alla cieca e dosimetria. A suo parere, la colpa è dell’interdisciplinarità, perché in questo contesto si trovano a collaborare biologi, chimici, fisici e ingegneri. Gli ingegneri non sono competenti nei test cellulari, mentre i biologi non se la cavano bene nella produzione di dispositivi per lo studio dell’esposizione. È quindi importante collaborare e non esitare a chiedere aiuto. E in realtà ci vorrebbe più denaro per esperimenti più complessi.