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Arbeiter auf Mobilfunk-Antenne
5G

Le «nuove» antenne 5G, installate da anni

Le antenne 5G non sono tutte uguali. 5G, 5G+, 5G wide e 5G fast: che differenza c’è? E perché l’estensione della rete procede a rilento, sebbene già il 96% della popolazione è servito dal 5G?
Michael Lieberherr
Michael Lieberherr, Communication Consultant
08 marzo 2021

Quello della rete mobile è sempre stato un tema che fa discutere. Nonostante quasi il 100% della popolazione svizzera utilizzi oggi un cellulare, non sono in pochi a criticare i segnali di rete mobile e a sollevare riserve a proposito. Il 5G, la nuova generazione di telefonia mobile, ha gettato ulteriore benzina sul fuoco. Spesso se ne parla facendo leva sulle emozioni e adducendo argomentazioni insostenibili dal punto di vista tecnico.

 

A parlare sono i fatti: il 5G è un’evoluzione del 4G. Oltre a nuove antenne porta con sé molte altre cose, che spesso non vengono considerate nel dibattito. Una rete, infatti, è costituita da tanti elementi, ma le antenne, in gergo «radio access», sono solo uno di questi. Tra l’altro anche per le antenne si deve fare una distinzione, visto che funzionano con diverse frequenze che spaziano dai 700 e ai 3600 Megahertz. L’utilizzo delle onde millimetriche con frequenze dai 26 Gigahertz (26 000 Megahertz), spesso tirato in ballo dai detrattori del 5G, attualmente non è consentito in Svizzera per le reti mobili.

 

E veniamo alla fisica. Va da sé che più alta è la frequenza, più dati si possono trasmettere. Questo, tuttavia, va a scapito della portata. Sulle frequenze basse si trasmettono infatti meno dati per unità di tempo che, in compenso, arrivano o «viaggiano» più lontano: sugli spazi aperti, nelle cantine, nei parcheggi o in case ben isolate.

Una rapida successione di progressi

La rete mobile evolve e migliora in cosiddette generazioni – ecco cosa indica appunto la «G». Quindi dal 2G siamo passati al 3G, dal 3G al 4G e così via... L’introduzione del 5G non è dunque nient’altro che un progresso evolutivo. Ogni generazione si è dimostrata migliore della precedente e ha introdotto un numero maggiore di applicazioni possibili. Il 2G supportava in primo luogo la telefonia, il 3G ha reso possibile internet a banda larga in mobilità. Banda in seguito resa ancora più larga con il 4G, che è alla base di tutte le applicazioni che oggi usiamo quotidianamente.

 

Una buona rete è sempre una combinazione di tipologie diverse, una performance di sistema. Oggi il 96% degli svizzeri riceve già un segnale 5G, nonostante le antenne specifiche per il 5G (le cosiddette antenne adattive) siano relativamente poche. Questo avviene perché una tipologia di 5G (noi la chiamiamo 5G o 5G wide) utilizza le antenne esistenti – le stesse utilizzate in passato per il 4G o il 3G.

 

Spesso in questo contesto si parla dunque di antenne 3G o 4G. In realtà questa definizione è sbagliata dal punto di vista tecnico. Le antenne, infatti, non sono costruite per una generazione, ma per una determinata frequenza. Proprio come avviene con una bottiglia che è semplicemente un contenitore di liquido, che sia acqua, vino, birra o una bibita.

Espansione progressiva

L’utilizzo delle antenne esistenti spiega quindi l’alta copertura del 96%. Con il 5G le antenne esistenti sono persino più efficienti nella trasmissione. Il software 5G più avanzato utilizza già lo spettro in modo più parsimonioso, consuma meno energia ed è più reattivo. Se vogliamo usare un’altra metafora, potremmo pensare a un PC su cui si installa l’ultima versione del sistema operativo.

 

Come spesso nel caso dei PC, per utilizzare tutte le nuove funzioni serve un nuovo hardware. Ed è lì che parliamo di 5G+. Questa rete utilizza frequenze leggermente più alte e antenne adattive ulteriormente sviluppate che non servono intere zone, ma in modo mirato solo gli apparecchi al momento in uso. Le antenne precedenti sono una sorta di lampada a diffusione che illumina inutilmente anche un’ampia area del cielo notturno, mentre le nuove antenne sono come faretti spot che fanno luce esclusivamente dove serve. Solo con questa combinazione è possibile sfruttare tutti i vantaggi del 5G, ossia larghezze di banda maggiori, tempi di reazione minori, risorse di rete garantite e grande risparmio d’energia.

 

In Svizzera dobbiamo considerare un ulteriore aspetto. Nei luoghi a utilizzazione sensibile, cioè dove passiamo più tempo come a casa o sul lavoro, la potenza deve essere notevolmente ridotta. Torniamo all’immagine della bottiglia: sebbene possa contenere un litro di liquido, può essere riempita solo di un decilitro. In Svizzera un’antenna può generare in questo caso solo un decimo delle immissioni. La ragione sta nel principio di precauzione svizzero.

 

Nelle città di confine un’antenna su suolo svizzero può quindi sfruttare solo un decimo della sua potenza. Se però è installata sul suolo del paese confinante, i provider esteri possono trasmettere con una potenza dieci volte maggiore, anche se l’antenna dista solo poche centinaia di metri. Questo spiega anche il motivo per cui nelle regioni di confine alcuni apparecchi passano alla rete estera sebbene si trovino in Svizzera. Il segnale della rete straniera è più forte. 

Il paese ha bisogno di nuove antenne

A causa di questi ferrei requisiti svizzeri, la maggior parte dei siti d’antenna di casa nostra non ha più margine di potenziamento. Per questo è necessario collegare ed equipaggiare nuove sedi. Ecco perché servono nuovi siti d’antenna.

 

L’espansione, tuttavia, procede a rilento, visto che le domande di costruzione restano pendenti e non vengono elaborate, o perché i cantoni hanno avviato moratorie non conformi alle leggi. E ad essere bloccata è anche l’espansione del 4G. Nel 2019 il consumo di dati dei nostri clienti è stato 6 volte maggiore rispetto alla nostra capacità di espansione. In fin dei conti, si tratta di fisica del segnale mobile: attraverso una determinata frequenza si può trasmettere una certa quantità di dati. Una piccola parte si può ottimizzare, per esempio usando percentuali ridotte per la gestione piuttosto che per il contenuto effettivo del segnale.

 

Tuttavia, se la domanda resta elevata, non si può immaginare una capacità aggiuntiva se non con nuove antenne. Per tornare all’immagine della bottiglia: se tutti gli avventori hanno sete nello stesso momento, il gerente deve aumentare il numero di bottiglie oppure ottenere il permesso di riempirle con più di un decilitro. In Svizzera si è optato per la prima soluzione.

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