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Sui social network come Instagram o TikTok noi uomini e donne tendiamo a mettere in mostra il nostro lato migliore. Vogliamo piacere e facciamo tutto il possibile per riuscirci, nascondendo le nostre insicurezze. Ma fino a che punto ci spingiamo? E che cosa, alla fine, è ancora autentico? Noi e i nostri figli dobbiamo imparare a orientarci in un mondo pieno di filtri, messe in scena e distorsioni. Questa pagina intende fungere da guida in tal senso.
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Ogni volta che pubblicano qualcosa, gli utenti dei social media si espongono agli sguardi e alle opinioni degli altri. Nel loro sforzo di fare buona impressione, presentano il loro lato migliore: vogliono apparire smaglianti e mostrare quanto sia avvincente la loro vita. La quotidianità presentata appare perfetta: paure e insicurezze sono per lo più omesse.
Ne consegue che i social media pullulano di persone di successo, che si propongono come fonte di ispirazione. Sono soprattutto i giovani utenti a lasciarsi influenzare da questi ideali, e a volte anche a farsi ingannare o mettere sotto pressione. Per esserci certi di apparire tanto attraenti quanto impeccabili, spesso ci si avvale di qualche «aiuto» per ottenere l'immagine perfetta.
A tal fine esistono varie possibilità:
Varie piattaforme permettono di applicare numerosi filtri alle fotografie che vengono caricate. Ad esempio, si possono rimuovere le impurità della pelle, rendere piene le labbra, ingrandire gli occhi, eliminare il doppio mento.
A volte si utilizzano persino programmi come Adobe Photoshop o GIMP per mostrare gambe più lunghe, cancellare le rughe o nascondere i chili di troppo.
I selfie che hanno come sottofondo le pareti di casa propria possono risultare noiosi. I tool con i cosiddetti «green screens» (schermi verdi) permettono di posizionare in modo semplice e rapido la propria immagine davanti a sfondi entusiasmanti quali la vetta di una montagna o uno spiaggia bianca come la neve.
Auto costose, vestiti alla moda e piscina privata: per molti il denaro è sinonimo di successo ed è per questo motivo che numerosi influencer si mettono in posa con i loro preziosi acquisti. Dal punto di vista degli spettatori, spesso non è chiaro cosa è realmente di proprietà di chi pubblica le immagini e cosa invece è stato noleggiato o utilizzato per fare pubblicità.
Essere sportivi al giorno d'oggi equivale ad essere attraenti. Non è quindi sorprendente che molti dei contenuti sui social network si collochino in ambito sportivo e che gli utenti amino essere forte d'ispirazione con corpi scolpiti e prestazioni sportive di alto livello. Di per sé non c'è nulla da obiettare a questo trend, se non laddove diventi fonte di pressione sugli utenti meno sportivi.
Secondo un sondaggio (non paradigmatico) realizzato da Swisscom sul tema «Rappresentazione di sé in rete», i giovani di età compresa tra i 15 e i 22 anni individuano vari rischi e varie opportunità. In generale, sono concordi sulla presenza di entrambi questi aspetti e ritengono che un'esperienza in rete positiva dipenda dalla propria modalità di utilizzo della stessa.
È opinione comune tra questi giovani che ottenere riscontri positivi ai propri post, sotto forma di commenti o di like, è fonte di soddisfazione: descrivere il proprio mondo e pubblicare belle immagini e buona musica è piacevole, e riceverne apprezzamenti rende orgogliosi.
Nei social network i giovani possono sperimentare e scoprire nuovi lati di se stessi: ad esempio di essere portati per la fotografia o per il giornalismo. Sui social media si può essere fonte di stimolo per altre persone, ci si può lasciare ispirare o si possono conoscere persone con interessi comuni.
Gli intervistati individuano però anche delle zone d'ombra; si legge nel sondaggio: «Vediamo le persone solamente attraverso i loro filtri, con i loro volti e i loro corpi ritoccati. Non sappiamo come siano nella realtà e questo non è un aspetto irrilevante». Qualcun altro aggiunge: «Senza un'autoriflessione critica, prima o poi si svilupperà una qualche forma di complesso della personalità».
«Mostrare sempre il meglio di sé ed essere tenuti a migliorarsi ulteriormente è stressante. Quanto più ci si immedesima nella persona online, tanto più ci si allontana da se stessi». I giovani sono ben consapevoli che non tutto ciò che viene pubblicato sui social media è autentico; nello stesso tempo, è anche «difficile tenere costantemente presente […] che non si deve credere a tutto».
A ciò si aggiungono i cattivi modelli comportamentali (fumo, alcol, ecc.) e gli influencer che causano nei giovani un senso di disagio nei confronti del proprio corpo, facendoli sentire inferiori. Anche hate speech, stalking e denigrazione costituiscono per i giovani un pericolo connesso alla rappresentazione di sé.
I social network come Instagram, TikTok o Snapchat offrono agli utenti l'opportunità di modificare le proprie foto e i contributi direttamente nell'applicazione. Ad esempio, le funzioni di filtro integrate consentono di ottimizzare la luminosità o di modificare singole parti di un'immagine. Da queste forme idealizzate emerge un quadro alterato della realtà.
Le possibilità di filtri e ritocchi variano da app ad app:
Instagram offre numerosi filtri con cui «abbellire» un selfie: gli utenti possono modificare intensità d'illuminazione, tonalità e contrasti, uniformare alcune parti della pelle o dare un aspetto migliore a singole parti del corpo.
TikTok offre filtri video, che permettono di valorizzare fortemente il «mood» di una clip. Ad esempio, un filtro «blur» può eliminare le impurità della pelle o ingrandire la zona degli occhi. Questi filtri spesso si avvalgono anche di funzioni di intelligenza artificiale.
Snapchat divenuto un successo proprio per l'ampia selezione di filtri divertenti. I giovani possono passare da un filtro all'altro, stilizzando fortemente i loro selfie: distorsioni e raffigurazioni sagomate (ad esempio mediante funzioni di invecchiamento o attributi integrativi come cuori, occhiali o barbe) possono modificare le immagini anche fino a renderle irriconoscibili.
Nel sondaggio «Rappresentazione di sé in rete» abbiamo posto ai giovani anche la seguente domanda: «A cosa presti attenzione quando pubblichi immagini di te stesso/te stessa?».
Ecco alcune delle risposte:
«Nessuna modifica, tutto originale…»
«Non pubblico immagini di me stesso/me stessa»
«A presentarmi nel miglior modo possibile mettendomi in buona luce».
«A pubblicare solamente immagini in cui mi sento a mio agio»
«A non rivelare troppo sulla mia persona, per evitare che gli altri usino le informazioni contro di me».
«A fare in modo che non vi siano persone, cose disdicevoli, alcol, simboli politici, testi o pubblicità con cui non vorrei essere associato o associata».
Gli utenti amano farsi ispirare dai social network. Molti però sono anche alla ricerca di conferme e riconoscimenti mediante like, commenti o numero di follower. Questi ultimi incidono quindi fortemente sulla propria autostima.
Chi si presenta sui social media come una persona coraggiosa, bella e divertente, generalmente riceve più like e più follower. Vi è quindi la tentazione di trarre conclusioni sulla propria popolarità a partire da questi dati, o persino di utilizzarli per misurare la propria autostima.
In tal modo però ci si dimentica degli algoritmi alla base dei network, che contribuiscono alla visibilità dei post. Anche la comunità online può essere spietata e capricciosa: un giorno i like vanno alle stelle e il giorno successivo già non ci sono più.
Consigli per una gestione consapevole di clic e like:
Ricordate a voi stessi e a vostro figlio di non basare la vostra autostima sul consenso passeggero ricevuto sui social media o, se proprio, solamente sui feedback di approvazione da parte della vostra ristretta cerchia di conoscenti.
Restare se stessi e non vendersi in cambio di like è, sul lungo termine, la scelta più sana, più semplice e più credibile.
È probabile che da qualche parte al mondo vi sia qualcuno che può fare questa o quella cosa meglio di voi o di vostro figlio. Paragonarsi agli altri può anche avere un effetto tossico. Ricordate a voi stessi e a vostro figlio in cosa consistono i vostri punti di forza e apprezzateli.
Gli ideali di bellezza cambiano nel corso del tempo. Ma tutti quanti abbiano un unico corpo, di cui dovremmo prenderci cura indipendentemente dalla moda del momento. Quest'idea è anche alla base del movimento «body positivity», cui aderiscono sempre più influencer di rilievo, che si schierano deliberatamente a difesa dei propri «difetti» fisici.
Il confronto con gli altri ci aiuta a trovare il nostro posto nella società. Questo comportamento può però avere anche ripercussioni negative: nei media digitali il confronto con gli altri è presente in forma incessante. Se però i ragazzi e i giovani si pongono obiettivi troppo elevati o errati, ciò può incidere negativamente sulla loro autostima.
È importante che ragazzi e giovani imparino a riconoscere quali modelli sono autentici e quali invece irrealistici e deleteri. La rappresentazione di sé sui social media non è necessariamente buona o cattiva, ma una vera autorappresentazione dovrebbe essere autentica e ben ponderata.
Informazioni errate e profili fake possono incidere sull'immagine di sé e sulla percezione di chi osserva. È importante riconoscere queste falsificazioni. È poi di aiuto comprendere la cultura degli influencer, per non essere tratti in inganno da stili di vita idealizzati.
Vostro figlio tende a imitare modelli poco salutari? Di seguito trovate sei possibili approcci per un colloquio con vostra figlia o vostro figlio, ispirati dalle risposte e dai desideri espressi nel nostro sondaggio sulla base della domanda: «Cosa vorresti dire ai tuoi genitori su questo tema?»
Cercate insieme indizi e informazioni che riportano una persona famosa a livello della realtà, rendendola umana: anche le più famose celebrità hanno sempre degli aspetti problematici.
«Date ai vostri figli la fiducia in se stessi: sono belli così come sono e non hanno bisogno di altro». Soprattutto nella fase della pubertà, l'immagine di sé è caratterizzata da fasi di sperimentazione: colorare i capelli, provare stili di abbigliamento, sviluppare il proprio corpo. Rafforzate il senso di autostima di vostro figlio e relativizzate gli ideali eccessivi.
Sorveglianza e divieti spesso non vengono ben recepiti. Dimostratevi invece attenti e interessati, fate domande, discutete dei rischi e delle opportunità connessi alla rappresentazione di sé. Parlate anche del vostro utilizzo e della vostra presenza nella rete.
Postate anche voi foto sui social media? Se in queste immagini si vede vostro figlio o vostra figlia, prima di pubblicarle chiedete il suo consenso. In tal modo date il buon esempio e dimostrate di rispettare la sua opinione.
Dal sondaggio emerge che circa l'80 percento dei partecipanti preferisce non parlare con i propri genitori in merito alla rappresentazione di sé in rete. Ciò dipende dal fatto che i giovani sottovalutano i loro genitori o li considerano troppo vecchi. A maggior ragione, è quindi importante che facciate il primo passo, che cerchiate il dialogo e che non sembriate troppo vecchi per discutere di questi temi con i vostri figli.
Desiderate altre informazioni sul tema della rappresentazione di sé in rete? Qui abbiamo raccolto per voi i principali documenti e link.
Michael In Albon è l'incaricato della tutela dei giovani nell'utilizzo dei media in Swisscom. È a vostra completa disposizione per tutte le domande sui bambini e i media.
Incaricato Tutela dei giovani nell'utilizzo dei media