Programmazione facile come un gioco da ragazzi
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Programmazione facile come un gioco da ragazzi

Con il nuovo «Laboratorio di videogiochi» per Nintendo Switch, anche i principianti assoluti e i bambini hanno la possibilità di immergersi nel mondo della programmazione. Qui diamo un’occhiata da vicino al videogioco e mostriamo quali altri strumenti e programmi sono adatti agli esordienti.

La programmazione non è una stregoneria. Tuttavia, comprendere un linguaggio di programmazione può essere spesso molto difficile (a meno che non si ricorra a corsi e formazione).
Ed è proprio qui che entra in gioco il «Laboratorio di videogiochi» Nintendo. Il «Laboratorio» insegna agli utenti le basi dello sviluppo dei videogiochi e della logica di programmazione in modo divertente. 

Anche coloro che non dispongono di alcuna nozione preliminare saranno già in grado di programmare le prime semplici meccaniche di gioco dopo alcune lezioni all’interno di videogiochi. Chi investe un po’ più di tempo e conosce bene il linguaggio di programmazione sarà in grado di sviluppare mini-giochi relativamente complessi, che possono poi anche essere condivisi online con gli amici.

Il Laboratorio vi dà il benvenuto

Per conoscere il sistema di programmazione nel Laboratorio di videogiochi, il gioco offre un totale di 7 lezioni approfondite in cui vari giochi possono essere programmati con l’aiuto di tutorial interattivi spiegati nel dettaglio. Le lezioni iniziano con mini-giochi 2D relativamente semplici e finiscono con complessi giochi di corse e a piattaforme in 3D.

Ecco ciò che afferma Michael In Albon, incaricato della protezione dei giovani dai media di Swisscom:

«In passato, sono sempre esistiti approcci basati su ambienti di programmazione «semplici». Tuttavia, Nintendo incontra i bambini e i giovani direttamente nella realtà dei loro media. Sono curioso di vedere come accoglieranno il Laboratorio di videogiochi. Certamente una buona idea per integrare il tempo trascorso sui media con la creatività!»

Michael In Albon su Twitter

Il giocatore è accompagnato da un piccolo punto di nome Bob, che spiega ogni singolo dettaglio del processo di programmazione con molta pazienza e simpatia. Bob è inoltre aiutato dai cosiddetti «Nodon». Questi simpatici omini vivono all’interno di Nintendo Switch e lavorano dietro le quinte per assicurarsi che i giochi funzionino come dovrebbero. I Nodon sono anche gli elementi di base che possono essere utilizzati per programmare nel Laboratorio di videogiochi.

L’inizio è sempre la parte più difficile, ecco perché le lezioni nel «Laboratorio di videogiochi» iniziano con giochi e meccaniche relativamente semplici.

Programmazione visiva con i «Nodon»

L’ambiente di programmazione nel Laboratorio di videogiochi è basato su comuni software di programmazione visuale, vale a dire che per programmare i videogiochi non bisogna scrivere testi e codici, ma bisogna collegare i blocchi di programmazione in un sistema «drag and drop».

Nel Laboratorio di videogiochi, i simpatici Nodon menzionati all’inizio rappresentano questi blocchi. Possono essere suddivisi in quattro categorie di base.

  • I «Nodon Input» rispondono a input specifici del giocatore o dell’ambiente di gioco. Si attivano non appena viene registrato un input predefinito, ad esempio quando il giocatore preme il pulsante X.
  • I «Nodon Oggetti» sono tutti i tipi di oggetti che compaiono nel gioco: personaggi, avversari, ostacoli, ecc. Possono essere associati a un Nodon di Input e ad azioni concrete, ad esempio quando il giocatore preme il tasto X, l’oggetto «personaggio» salta nell’aria.
  • Con i «Nodon Processi» e i «Nodon Output» si possono incorporare elementi aggiuntivi nella logica di gioco, per esempio il controller vibra quando viene premuto il pulsante X.

Ciò che all’inizio può sembrare astratto diventa molto più concreto al massimo dopo il primo tutorial. I numerosi momenti di «illuminazione» che il giocatore prova quando collega i Nodon e nel corso delle successive prove lo motivano a imparare e sperimentare sempre di più. La motivazione è ulteriormente stimolata da piccoli indovinelli di programmazione tra le lezioni, in cui la conoscenza appresa deve essere applicata in puzzle intelligenti. 

In men che non si dica, con le lezioni e gli indovinelli capirete la logica retrostante a tutti i diversi Nodon e quello sarà il momento di fare il passo successivo,

Il concetto è piuttosto complesso: i numerosi Nodon e i loro collegamenti assicurano dietro le quinte un gioco fluido.

Tra complessità e accessibilità 

Oltre alle lezioni e agli indovinelli, il giocatore può naturalmente anche sviluppare da zero i propri videogiochi. Allo stesso tempo, è importante avvicinarsi alla programmazione con le giuste aspettative. Chi vuole creare un videogioco graficamente grandioso e rifinito nei più piccoli dettagli con gli strumenti disponibili rimarrà abbastanza deluso.

Il Laboratorio di videogiochi, con il suo numero limitato di Nodon e impostazioni, naturalmente non offre la flessibilità che un «vero e proprio» ambiente di programmazione visiva può fornire. Anche gli oggetti 3D predefiniti, gli effetti sonori e le tracce musicali limitano in una certa misura il processo creativo. 

Anche se i giocatori possono aggiungere il proprio tocco ai videogiochi (per esempio texture personalizzate e remix di brani musicali), i videogiochi finiti avranno tutti un aspetto e un suono relativamente simili. 

E va bene anche così, perché queste limitazioni sono necessarie per permettere al maggior numero possibile di utenti di entrare nel mondo della programmazione. Con i suoi limiti, il Laboratorio di videogiochi cammina in equilibrio quasi perfetto tra complessità e accessibilità.

Inoltre, le limitazioni possono incoraggiare ulteriormente la creatività degli utenti. Infatti, in giochi di programmazione simili con ancora più limitazioni (vedi sotto), la comunità è già stata in grado di implementare idee incredibili. 

Non vediamo sicuramente l’ora di vedere quali idee folli gli sviluppatori di videogiochi principianti creeranno con il Laboratorio di videogiochi.

Altri giochi per programmatori hobbisti

Chi dopo numerosi esperimenti con i simpatici Nodon avesse ancora voglia di programmare, può continuare a farlo con queste interessanti alternative.

Qualcosa di diverso: «Nintendo Labo» (Nintendo Switch)

«Nintendo Labo» offre un modo unico per collegare le abilità di programmazione al mondo reale. I kit modulari in cartone possono essere trasformati in creazioni interattive e giocattoli utilizzando i controller e la console Nintendo Switch. 

Con il «Garage Toy Con» è anche possibile costruire i propri giocattoli di cartone e programmarli a piacere. Poiché il Garage Toy Con è per così dire il predecessore del Laboratorio di videogiochi, le due interfacce utente sono molto simili. Le conoscenze apprese nel «Laboratorio» possono quindi essere riutilizzate nel «Garage» senza problemi.

Qualcosa di più semplice: «Super Mario Maker 2» (Nintendo Switch)

Chi avesse bisogno di una piccola pausa dopo tutta questa programmazione può tentare la fortuna con «Super Mario Maker 2». Come suggerisce il nome, grazie a questo videogioco progettare i livelli di Mario e condividerli con i giocatori di tutto il mondo è un gioco da ragazzi.

Dato che le creazioni sono limitate ai videogiochi Mario in 2D, qui non è necessario imparare nessun linguaggio o logica di programmazione. 

Qualcosa di un po’ più complesso: «Dreams» (PlayStation 4 & 5)

Mentre il «Laboratorio di videogiochi Nintendo» si concentra molto sull’apprendimento delle abilità di programmazione per i principianti, «Dreams» su PlayStation 4 fa un passo avanti e copre l’intero processo creativo dello sviluppo dei videogiochi senza quasi nessuna limitazione.

Qui si possono progettare mondi complessi, comporre colonne sonore e programmare interi videogiochi dalla A alla Z. La cosa interessante: tutte le risorse create dai giocatori di «Dreams» possono essere condivise con l’intera comunità e riutilizzate nel proprio videogioco.

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