Troppo giovane per un videogioco?
3 min

Troppo giovane per un videogioco?

Solo un terzo dei giovani svizzeri si attiene alle raccomandazioni relative all’età di PEGI nell’ambito dei videogiochi. Motivo di preoccupazione per i genitori? Lo abbiamo chiesto a Mela Kocher, Senior Researcher nel ramo Game design dell’Università delle arti di Zurigo.

PEGI è l’acronimo di «Pan European Game Information» e rappresenta la prima classificazione in base all’età a livello europeo, istituita nel 2003, che contrassegna i giochi per computer con una raccomandazione relativa all’età e una valutazione dei contenuti. Il sistema è utilizzato sia in Svizzera che in Europa, fatta eccezione per la Germania dove si applica la classificazione secondo l’USK (Unterhaltungssoftware Selbstkontrolle).

Le raccomandazioni hanno lo scopo di proteggere i minori e sono supportate da produttori e rivenditori. Tuttavia, secondo lo studio James, solo un terzo dei giovani rispetta le classificazioni in base all’età. La Dr. Mela Kocher spiega come interpretare i risultati e cosa questo significhi per i genitori. Docente di «Game design» all’Università delle arti di Zurigo, ha sviluppato fra gli altri lo Urban Game LucyZH, volto ad avvicinare gli studenti internazionali alla città di Zurigo.

Singora Kocher, la stupisce che solo un terzo dei giovani rispetti la raccomandazione relativa all’età di PEGI?

Mela Kocher, Game Designer

La Dr. Mela Kocher è ricercatrice e ricercatrice senior presso l’Università delle Arti di Zurigo in Game Design. Il suo appello: «Giocate insieme con i vostri figli!»

Non proprio. La ricezione di «media proibiti» trasmette un certo fascino; era così anche per le generazioni precedenti.

Quanto è affidabile il sistema PEGI?

PEGI rappresenta un solido sistema di orientamento a livello contenutistico e formale con cui ottenere una prima visione d’insieme. Le categorie in base all’età e i criteri di valutazione comunicati apertamente sono molto chiari e nel processo di classificazione sono coinvolti sia gli sviluppatori di giochi che i collaboratori PEGI. I genitori dovrebbero però raccogliere informazioni anche su riviste specialistiche, con ricerche in internet e attraverso colloqui con esperti del settore.

I genitori cedono troppo rapidamente alle pressioni dei figli? O il problema sono i rivenditori?

Normalmente, i rivenditori forniscono volentieri informazioni sui contenuti dei giochi, ma non sono obbligati per legge a rispettare il PEGI. La responsabilità è in ultimo nelle mani del genitore o del tutore. Inoltre, le raccomandazioni relative all’età occupano una zona grigia: ci sono bambini di dieci anni che sono abbastanza maturi per giocare a un gioco adatto a partire dai 12 anni.

In quanto genitori sarebbe opportuno informarsi in anticipo, provando un gioco in prima persona o quantomeno guardando un video a proposito.

Mela Kocher, Senior Researcher nel ramo del Game design
Come arrivano comunque i ragazzi a videogame per cui sarebbero troppo piccoli?

Secondo le mie osservazioni, principalmente attraverso fratelli più grandi che giocano all’interno dello stesso nucleo familiare e da compagni che hanno il permesso di giocare a questi videogiochi in casa propria.

Che necessità di intervento vede?

Il controllo è utile solo fino a un certo punto, l’elemento più importante è la comunicazione: scoprite cosa rende i videogiochi d’azione così affascinanti per i vostri figli, a cosa giocano quando non sono a casa e spiegate loro i motivi per cui è necessario che aspettino un paio d’anni per un determinato videogioco. Inoltre, giocate insieme a loro! In questo modo, capirete quali sono i temi trattati nei videogame e come in concreto giocano i ragazzi. Generalmente non si tratta soltanto di «sparare», ma sono richieste abilità e tattica.

Suggerimenti per una gestione corretta

Mostrate interesse: i ragazzi sono alla ricerca di conferme e nel giocare dimostrano le proprie capacità.

Giocate insieme a loro.

Prima dell’acquisto: verificate la classificazione in base all’età e parlatene con i vostri figli, ogni bambino si forma in modo diverso.

Fornite alternative: trovate, ad esempio, contributi per videogame adatti all’età sul sito web di BuPP (Tedesco).

Articolo aggiornato dal 28 marzo 2018

Lascia un commento

Il suo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati.*